Banana MarketsSe Unicredit preferisce le grandi imprese

Meno 20% i finanziamenti alle piccole imprese, +60% quelli alle grandi imprese. La fotografia delle difficoltà di questa fase economica, nonostante i «timidi segnali di ripresa» (per quanto ci si p...

Meno 20% i finanziamenti alle piccole imprese, +60% quelli alle grandi imprese. La fotografia delle difficoltà di questa fase economica, nonostante i «timidi segnali di ripresa» (per quanto ci si possa rallegrare di un -0,2% del Pil nel secondo trimestre dell’anno, più del consensus fermo a -0,4%) sono riassunti a pagina 23 del bilancio di Unicredit al 30 giugno scorso:

Rispetto allo stesso periodo di un anno fa – fa notare il blogger finanziario Fabio Bolognini – dunque il rubinetto sui finanziamenti a medio o lungo termine si è chiuso passando da 1 miliardo (o il cavallo non ha bevuto) a 823 milioni per i piccoli (2,5 milioni di fatturato), al contrario è passato da 623 a 991 milioni di euro. Un dato che fa a pugni con i mutui, saliti dell’11,3% a 568 milioni e i prestiti personali da 1 a 1,13 miliardi.

Più che raddoppiato l’utile del secondo trimestre da 169 a 361 milioni di euro – mentre i ricavi in moderato aumento (+1,4% al netto delle operazioni di riacquisto titoli) e margine d’interesse sostanzialmente invariato (-0,3% trim/trim) – grazie anche alla spinta dei buyback sui titoli ibridi, che hanno portato in dote 170 milioni di quei 361 e spingono i ricavi da negoziazione in rialzo (+46,7% trim/trim) «di cui € 254 milioni derivanti dal riacquisto di obbligazioni».

E all’Est Europa: Polonia e Turchia, quest’ultima nonostante piazza Taksim, come si evince dal grafico qui sotto. Anch’esso una cartina di tornasole (la divisione Europa occidentale è negativa nel trimestre) che illustra con chiarezza come le difficoltà dell’Eurozona e dell’Italia siano lungi dall’essere concluse.  

Un’altra spia è l’aumento dei crediti dubbi, che salgono a da 74,9 a 82,6 miliardi in dodici mesi, mentre le sofferenze da 42,8 a 46,7 miliardi con un tasso di copertura del 55,3 per cento. Di questi, 32,5 sono riferibili ad attività italiane. Per quanto riguarda i titoli di Stato in portafoglio, si assestano a un valore di libro di 48,76 miliardi su un totale di 106 miliardi. Prosegue il rimborso dei prestiti Ltro: 2 miliardi sono stati restituiti ad Eurotower il mese scorso, e il programma di taglio dei costi, -2,7% anno su anno sul personale, sceso di poco meno di 7mila dipendenti nell’arco di 12 mesi. 

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