Storie dell’altro mondoGuatemala, per le comunità sfrattate solo promesse?

   Nel 2011 nella regione del Polochic in Guatemala una sentenza di esproprio del governo a favore della Chabil Utzaj, multinazionale della canna da zucchero, fu eseguita senza preavviso da eserc...

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Nel 2011 nella regione del Polochic in Guatemala una sentenza di esproprio del governo a favore della Chabil Utzaj, multinazionale della canna da zucchero, fu eseguita senza preavviso da esercito e da milizie private. Il risultato furono case e raccolti bruciati, feriti, una vittima e oltre 700 famiglie abbandonate a se stesse, in palese violazione del protocollo delle Nazioni Unite che tutela il diritto delle comunità al cibo e alla casa.

Negli anni successivi, nonostante il proseguire delle violenze e i problemi di malnutrizione, le comunità sono riuscite a organizzarsi e a ottenere il sostegno della società civile internazionale. A seguito della campagna di sensibilizzazione promossa da Vamos al Grano e Oxfam, con la raccolta di 107 mila firme da oltre 55 paesi del mondo, il governo si è impegnato a un risarcimento. Ma l’accordo rimane a oggi disatteso. Nel corso dei lavori del Comitato per la sicurezza alimentare alla FAO, Helmer Velasquez e Zully Morales di Congcoop, a nome delle comunità sfrattate, hanno consegnato una lettera all’ambasciatrice del Guatemala, Stephanie Hochstetter Skinner Klée, per chiedere che – come promesso – il 20 ottobre, il governo consegni terra e fattorie alle prime 300 famiglie del Polochic.

In Guatemala i tassi più elevati di povertà, miseria e denutrizione si registrano nelle zone di maggior espansione delle monocoltivazioni, come nel caso del Polochic., dove il prezzo degli alimenti – fagioli, mais e riso – è aumentato di circa il 70% negli ultimi anni.