Nuovo MondoIl Datagate (ovvero i bambini avrebbero saputo far meglio)

Solo un illuso può pensare che gli Usa spiino mentre gli altri stanno a guardare e si fanno spiare, ma la cosa più triste di questo mix fra una puntata di Alias ed una scena di Intrigo Internaziona...

Solo un illuso può pensare che gli Usa spiino mentre gli altri stanno a guardare e si fanno spiare, ma la cosa più triste di questo mix fra una puntata di Alias ed una scena di Intrigo Internazionale è l’assoluta conclamata incapacità dei leader mondiali nel gestire una situazione che dei bambini a scuola avrebbero gestito meglio.

Dopo gli Usa ed i microchip nei cellulari, ecco improvvisamente la notizia che i russi relegavano chiavette USB con microchip ai leader durante il G20 e chissà se la reazione della cancelliera Merkel (che comunque ha sapientemente attenuato i toni d’accusa, ben consapevole che i suoi servizi segreti hanno responsabilità gravi e che certe cose non si possono non sapere) o della presidente brasiliana Dilma Rousseff saranno altrettanto disgustate.

Se è vero che il buon Barack Obama, o fa il finto tonto e gioca a chi tira il sasso e nasconde la mano oppure è assolutamente vittima dei suoi consiglieri e colleghi di gabinetto, quasi come Benedetto XVI nelle stanze vaticane negli ultimi tempi, è anche vero che dove c’è un americano che spia, raccoglie informazioni e crea contatti con governi veri o ombra nei paesi, c’è un russo che fa altrettanto, anzi peggio, come raccontano le cronache degli ultimi anni.

Chiariamo: in tempi in cui Usa, Russia e Cina si fanno sfrenata concorrenza tecnologica ed economica, in cui nuovi paesi emergenti come Brasile, India e Sud Africa, teoricamente non allineati, in realtà aspettano solo il miglior offerente per allearsi, in cui l’Europa è attraversata da una crisi che appare senza soluzioni mentre Maghreb e Medio Oriente sono a metà fra l’anarchia e la guerra dichiarata, come si può pensare che non sia legittimo spiare?

Soltanto i soloni dell’Unione Europea, quelli che chiusi fra le carte e le bouvette dei palazzoni di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo possono pensare che sia un reato spiare, salvo poi sperare di risolvere tutto con un comunicato stampa, una sanzione economica o una dichiarazione televisiva di disapprovazione, ma la politica estera, quella seria, anzi quella pericolosa, è un’altra cosa.

Chi pensa soltanto che gli 007 americani siano sparsi per l’Europa per spiare tutti, magari con l’appoggio di servizi segreti nazionali e che Snowden sia oggi il paladino della verità dimentica che la Russia in Europa fa il bello ed il cattivo tempo: da anni intrattiene rapporti profondi con la Germania (che oggi si lamenta dell’offesa americana ma non è mai stata così vicina alla Russia come in questi anni), tiene sotto scacco l’Est con il gas e la Nato per lo scudo spaziale ed ancora oggi non si conosce la verità su Livtinenko, Magnitsky, Perepilichniy, Gorbuntsov e Berezovsky, feriti o morti con alterne vicende sul suolo britannico (i dignitari di sua Maestà altra nazione amica di tutti e di nessuno).

Insomma dov’è lo scandalo? Forse che ci spiamo l’un l’altro è un problema serio nell’era in cui ogni persona va sui social network a mostrare anche le sue sedute in bagno? Semmai lo scandalo è che bisognerebbe saper spiare come bisognerebbe saper copiare, ovvero senza farsi scoprire e sollevare polveroni oppure iniziare il gioco stupido ed inutile delle accuse reciproche. Chiedere ai bambini a scuola come si fa…Ma a quanto pare Obama era uno studente troppo diligente.

@angelodaddesio

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