Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereL’autobus

Spengo la televisione, chiudo il libro che non stavo leggendo, mi vesto pesante ed esco. Pochi passi, i lampioni, stelle metropolitane, illuminano le strade. Ho voglia di vedere la città ai confin...

Spengo la televisione, chiudo il libro che non stavo leggendo, mi vesto pesante ed esco. Pochi passi, i lampioni, stelle metropolitane, illuminano le strade. Ho voglia di vedere la città ai confini della notte. Il tempo di pensarlo e sono già sull’autobus che percorre tutta la circonvallazione di Milano. Non è la prima volta che lo faccio e molti passeggeri, ormai, li conosco. C’è l’uomo che pare dormire, attorno a lui buste della spesa di ogni colore; ogni tanto si desta, fruga in una borsa, estrae una mela, un solo morso, poi torna a riposare. Una ragazza parla ad alta voce al suo telefonino; tutti noi presenti ascoltiamo le sue parole e dopo poco vorremmo che mettesse il viva voce. Una giovane coppia resta abbracciata, per il freddo e per amore. Ragazzi allegri si raccontano la loro serata L’autobus indifferente a noi, continua il suo percorso. A ogni fermata sale qualcuno con l’aria seccata di chi ha aspettato tanto. Ci sono le facce stanche di coloro che da poco hanno terminato di lavorare; stanno con gli occhi semichiusi e il ritorno casa pare loro un miraggio. Una donna, anche lei circondata da borse di plastica rigonfie, parla piano e ripete in modo ossessivo la stessa frase: “A casa mia, a casa mia…”. Nelle strade poche macchine, prostitute che sorridono a tutti, anche a noi che siamo sul bus, e gente che esce dai cinema. La città illumina sé stessa e popola i chioschi che vendono bibite e panini. Si giunge alla fermata presso la stazione ferroviaria. Scendono quasi tutti e scendo anch’io per camminare nella notte. Guardo il cielo: niente stelle. Non importa, per questa sera ne ho già viste parecchie.