Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereOmbrelli

La pioggia ci bagna nonostante gli ombrelli. E’ un giorno con poca luce e le foglie ingiallite, cadute dagli alberi, sono il colore più vivo. I giardinetti del quartiere sono deserti, non ci sono ...

La pioggia ci bagna nonostante gli ombrelli. E’ un giorno con poca luce e le foglie ingiallite, cadute dagli alberi, sono il colore più vivo. I giardinetti del quartiere sono deserti, non ci sono gli anziani e i bambini. Così non posso appassionarmi per un vecchio racconto o un gioco inventato. Eppure, con il grigiore del cielo e le gocce che cadono, si risveglia la dolcezza. Si ha voglia di un abbraccio, di parlare piano. Una bimba disegna sui vetri appannati della sua finestra, un uomo è fermo e non sa che fare, né dove andare. Le strade bagnate confondono le idee e i percorsi da fare. Ecco, ora arriva una flebile luce, il cielo concede una pausa, ma è solo per pochi minuti. Tremano i rami degli alberi che s’incrociano tra loro. L’uomo indeciso, torna verso casa, la bimba che disegna sul vetro ha quasi esaurito lo spazio, una donna inzuppata, con le buste della spesa, saluta e sorride. Due ragazzi si baciano. Battono i cuori sotto gli ombrelli.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter