ItaliAmoTaglio delle Province, si risparmia davvero oppure no?

Sulla questione delle province si discute praticamente da sempre. Da un lato i detrattori delle stesse, che le considerano una sorta di "male della politica" e dall'alltra invece quelli che no sost...

Sulla questione delle province si discute praticamente da sempre. Da un lato i detrattori delle stesse, che le considerano una sorta di “male della politica” e dall’alltra invece quelli che no sostengono la fondamentale importanza, specie in funzione del ruolo di Ente di prossimità in sostegno ai piccoli e medi comuni.

I primi accusano l’Ente “Provincia” di esser una sorta di buco nero dove si perde buona parte del denaro pubblico, i secondi gridano a gran voce il contrario.

Fra i detrattori delle Province il Ministro Del Rio, il quale (forse anche per eccesso di populismo) soatiene che questi Enti vadano abrogati, pena la degenerazione (come se non fosse già in atto da tempo) della politica. Ed a sostegno delle sue tesi ha commissionato una ricerca che dimostrerebbe che tagliando le vituperate Province si realizzerebbero circa 11.000 nuovi posti negli asili nido (parlavamo giust’appunto di zelo populista).

Sostegno invece alle Province arriva dall’ UPI (Unione Italiane Province) che attravero un loro studio dimostrano che la soppressione delle stesse farebbe lievtare i costi della Pubblica Amministrazione di circa un paio di miliardi di euro (!).

Chi ha ragione? Non saprei, anche perchè non credo che il punto sia il taglio, tout court, di questo o quell’Ente, bensì la riforma di tutto il sistema degli Enti Locali.

Mi spiego meglio: abrogare le Province non ha senso se non avviene all’interno di una macro riforma che comprenda anche la ridefinizione di ruoli e competenze anche di Regioni e Comuni.

Le spese maggiori, come i più sensibili costi, degli Enti Locali (vedi anche gli scandali su enormi stipendi dei Consiglieri o dell’uso “sportivo” dei fondi pubblici da parte di moltissimi gruppi consiliari…), sono appannaggio delle Regioni. A fronte di un ruolo che, almeno sulla carta (costituzionale) prevederebbe “solo” un indirizzo su tutte le materie di competenza di Comuni e Province (giust’appunto) mentre invece di gestione su altri temi, come ad esempio la sanità (il vero “buco nero”) e poco altro.

A questo punto a me (per quanto possa contare il parere di un semplice cittadino) parrebbe evidente che tagliare, tanto per inseguire la demogogia dell’anti politica, sia una fesseria, mentre sarebbe fondamentale rivedere tutto il sistema degli Enti Locali, ripartendo in maniera intelligente ed attenta al bilancio, ruoli, deleghe e competenze.

Ma scommettiamo che non andrà a finire così?

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