Altro Che SportVincere 27-0, per rispetto dell’avversario

  Lo scorso 9 novembre l’Accademia Gaggiano ha sconfitto 27-0 il Real Rozzano, in una partita di calcio valida per il campionato giovanissimi (cioè under 15) della provincia di Milano. Nelle ore su...

Lo scorso 9 novembre l’Accademia Gaggiano ha sconfitto 27-0 il Real Rozzano, in una partita di calcio valida per il campionato giovanissimi (cioè under 15) della provincia di Milano. Nelle ore successive il mister di Gaggiano, Andrea Soler, ha ricevuto una telefonata inviperita da Luigi Dubini, delegato della Lnd, Lega nazionale dilettanti, di Milano. Secondo il delegato, il mister doveva a un certo punto fermare i suoi, oppure lasciarne in campo 8 contro gli 11 avversari, oppure far loro tenere palla senza però architettare azioni d’attacco. Tutto per non umiliare gli avversari.

Il presidente della Lnd, Felice Belloli, ha convocato il mister per chiarimenti. E gli ha dato ragione. È stato più che giusto che abbia detto ai suoi di continuare a spingere, anche quando erano in largo vantaggio. È stata una lampante dimostrazione di rispetto.

Non è la prima volta che qualcosa del genere succede, non solo nel calcio e non solo in Italia. Il 13 gennaio 2009, per esempio, una squadra di basket femminile del Texas perse 0-100, e l’allenatore della squadra avversaria fu licenziato in tronco (qui il link all’articolo che ne scrisse Alessandro Ruta per la Gazzetta dello Sport online).

Stavolta le cose sono andate diversamente. Mister Soler ha ricevuto appoggi, e può continuare nella sua funzione educativa – che va oltre l’insegnare ai suoi ragazzi a giocare meglio a pallone (ne ha parlato Alessandro Crisafulli su la Gazzetta dello Sport del 22 novembre).

Crisafulli ha anche sentito il parere di uno psicologo dello sport, Matteo Radavelli, il quale ha spiegato i motivi per cui non bisogna fermare i ragazzi, anche se stanno segnando valanghe di goal ad avversari palesemente più deboli: «Vedere nell’avversario qualcuno con cui confrontarsi, indipendentemente dal risultato, significa riconoscerlo, legittimare il suo ruolo e quindi rispettarlo. Cambiare le regole del gioco, magari chiedendo ai ragazzi di non tirare o di fare torello, fa probabilmente meno male classifica alla mano, ma non fa bene all’avversario a cui si nega l’”identità” stessa del suo ruolo».

Se i ragazzi di Gaggiano si fossero fermati, i ragazzi di Rozzano avrebbero subito meno goal. Ma si sarebbero sentiti molto peggio.

Per inciso, per i ragazzi del Real Rozzano, perdere è un risultato quasi normale. Se si guarda la classifica del campionato in corso (a questo link in internet) si vede che sono ultimi in classifica, hanno perso tutte e 8 le partite disputate finora, e hanno subìto 102 goal segnandone soltanto 2.

Ma questo non li ferma di certo. Ogni volta scendono in campo per fare il meglio che possono. E per avere un’idea, tramite il confronto con gli avversari, di come sia il livello qualitativo di cui tanti parlano ma a cui loro non riescono (per il momento) ad accedere. E nel farlo, si divertono moltissimo.

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