Urban Sketchers per salvare le ville storiche di Alessandria

"Palazzina Aghion" realizzata dall’architetto italiano Antonio lasciac, 1887 (sketch di Mohamed Gohar). E’ uno degli edifici storici ancora in buono stato. Un piccolo gruppo di architetti egizian...

Palazzina Aghion” realizzata dall’architetto italiano Antonio lasciac, 1887 (sketch di Mohamed Gohar). E’ uno degli edifici storici ancora in buono stato.

Un piccolo gruppo di architetti egiziani guidati da Mohamed Goharha dato vita ad un progetto  che si chiama Alexandria’s Urban Sketchers*, con lo scopo di documentare la ricca eredità culturale e architettonica della città sul Mediterraneo. Che oggi rischia di essere cancellata dal cemento dei condomini costruiti dai nuovi tycoon del real estate.

E’ il caso, per esempio, di Villa Ambron dove ha soggiornato a lungo l’autore del capolavoro del ‘900 The Alexandria Quartet, l’inglese Lawrence Durrell (la tetralogia di Durrell in Italia è uscita con il titolo Il quartetto di Alessandria, per Einaudi). Costruita e di proprietà del ricco’architetto italiano Aldo Ambron, la villa fu in passato uno dei ritrovi della vita culturale alessandrina. Fu la dimora di altri personaggi importanti, tra cui il Re d’Italia in esilio Vittorio Emanuele III, nonchè i pittori egiziani come Effat Nagui e Saad el-Khadim. L’edificio è in uno stato di profondo degrado. Ora rischia di essere abbattuta per fare spazio ad un lussuoso condominio multifunzionale costruito secondo regole improbabili di architettura. E non è l’unica. Si tratta per la maggior parte di edifici in stile neoclassico, barocco, art deco, oggi lasciati in stato di abbandono dai loro proprietari. Con loro se ne va anche la memoria di una parte importante della storia di Alessandria, mitico crogiolo di razze e di linguaggi, porto di mare odoroso (e corrotto). Certo, la società alessandrina oggi ha subito una profonda mutazione.

Villa Cicurel, ma anche Villa Aghion ultimata nel 1927 dai fratelli Perret, sono altri due esempi di edifici storici in pericolo, o già quasi del tutto demoliti (su Le Monde si legge che alcune volte i funzionari del comune provano a far ragionare i proprietari opponendosi alle demolizioni). La questione è parecchio sentita ad Alessandria. Ancora prima degli Urban Sketchers, contro le demolizioni si sono schierati anche gli attivisti appartenenti ad un’altra iniziativa locale, che si chiama Save Alex.

Almeno 25 dei 1.135 edifici storici di Alessandria sono stati demoliti negli ultimi anni, nonostante siano protetti da un ordine di conservazione, scrive The Guardian in un articolo dal titolo Egypt’s Alexandria New Crisis: Lawrence Durrell’s Villa Faces Demolition.

Ci sono diverse forze dietro all’apparente incapacità dell’Egitto di salvaguardare questa parte del suo patrimonio storico. Me ne sono accorta a gennaio, quando ad Alessandria d’Egitto ho trascorso alcuni giorni in compagnia di amici. Si tratta di speculazione edilizia, anche perchè sembra che qui manchi una cultura della conservazione e del restauro degli edifici storici. Eppure questa è la seconda città dell’Egitto, sede di una modernissima biblioteca eretta sulle fondamenta dell’antica, mitica Biblioteca di Alessandria, costruita tre secoli prima di Cristo. Un ruolo negativo lo hanno giocato di sicuro in questi anni i guai politici ed economici del Paese, connessi con la crescita mal gestita della popolazione. Oggi, in Egitto risiedono circa 86 milioni di persone, con un incremento di oltre 13 milioni rispetto al censimento del 2006.

*Urban Sketchers è una idea che ha preso piede anni fa, e con modalità diverse, a livello internazionale. Anche in Italia. Qui info sul prossimo meeting nel Belpaese.