Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereLa signora Emma

Nel mio pensare a vuoto gli occhi si muovono senza una meta precisa e, dopo un gran vagare, trovano Emma affacciata alla finestra. Tutto in me si ferma. I pensieri s’allontanano, gli occhi hanno tr...

Nel mio pensare a vuoto gli occhi si muovono senza una meta precisa e, dopo un gran vagare, trovano Emma affacciata alla finestra. Tutto in me si ferma. I pensieri s’allontanano, gli occhi hanno trovato un obiettivo. A cosa pensi, Emma, da sola alla finestra? Tu che hai novant’anni e che m’ hai detto un giorno: “ La prego, non mi dia del lei “. Non ci sono mai riuscito, se non con il pensiero. Perché sorridi Emma, che ti sussurra il cielo? Cosa ti fa vedere, che io non vedo? Forse il compagno amato che t’ ha lasciata sola più di vent’anni fa, chiedendo al tuo dolore di dimenticare. Sospiri; fa caldo, non preoccuparti, Emma, non è nulla, a tutti quanti esce un sospiro. Hai un attimo di incertezza ma rimani alla finestra; il cielo vuol parlarti e tu vuoi ascoltare. Forse sta ricordano d’un venticinque aprile di tanto tempo fa, quando arrivasti a scuola in ritardo, perché in strada stavano sparando. Sorridi ancora Emma, quegli anni son passati, ma quanto hanno pesato i volti che hai perduto? Mi allontano; resta alla finestra, ma senza sporgerti troppo, non voglio stare in pena

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