Non aprite quelle porteI diritti dei lettori (nessuno escluso)

Raccontavo, su Facebook, di uno strano ometto entrato in libreria per comprare Cinquanta sfumature di grigio. Voleva a tutti i costi l'edizione con la copertina morbida, ma disgraziatamente non c'e...

Raccontavo, su Facebook, di uno strano ometto entrato in libreria per comprare Cinquanta sfumature di grigio. Voleva a tutti i costi l’edizione con la copertina morbida, ma disgraziatamente non c’era: solo copertine rigide per quello che è stato un libro tanto comprato quanto denigrato.
Ne è nata, su Facebook intendo, la solita discussione sull’opportunità di leggere libri da molti considerati, per dirla con eleganza, carta igienica.
“Libro? Quella roba lì? Sarai mica matta!”
“Certo che ci vuole del coraggio a leggere certe cose!”
“Certe pubblicazioni mi offendono!”

A me offende più chi si definisce scrittore e poi piazza una sequela di errori di grammatica e sintassi che in confronto il Mississippi è lungo due mele o poco più, ma ognuno ha le sue fisse e siano benedette le opinioni contrastanti.
Però detesto con tutta me stessa chi giudica gli altri e chi si dà di gomito ridacchiando se una signora in treno sta leggendo un Harmony. O se un signore in libreria chiede Cinquanta sfumature di grigio. O se una ragazza ha in casa una mensola dedicata a Sophie Kinsella.
Io da piccola ho letto tutta Nancy Drew, eppure sono cresciuta sana. Ho letto robaccia, robetta e robona e sono sopravvissuta a tutte e tre le cose. Felicemente sopravvissuta. Senza nascondere I love shopping dietro Musil.
Le letture vanno a periodi.
Le letture vanno a gusti.
Le letture, grazie al cielo, spaziano. In qualità e in quantità.
Pennac l’ha già detto, lo so, ma chi non dice banalità a Capodanno non le dice tutto l’anno e io non vorrei mai compromettere il mio 2015 (scherzo, eh).
Questi sono i suoi diritti del lettore:

1. Il diritto di non leggere.
2. Il diritto di saltare le pagine.
3. Il diritto di non finire il libro.
4. Il diritto di rileggere.
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
6. Il diritto al bovarismo.
7. Il diritto di leggere ovunque.
8. Il diritto di spizzicare.
9. Il diritto di leggere ad alta voce.
10. Il diritto di tacere.

Non dimentichiamoci di loro. E non dimentichiamoci che siamo persone rispettabili anche se ci beccano con le mani su Tre metri sopra il cielo.
Senza Tre metri sopra il cielo, tra l’altro, non ci sarebbe stata una delle più belle scritte sui muri che io abbia mai visto: Io e te tre metri sotto il treno (sottopasso della stazione di Carnate, un po’ di tempo fa).
O una delle sue sgrammaticate variazioni.

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