FocusMéditerranéeJean Paul Gaultier in mostra al Grand Palais di Parigi. Arte o bisogno di visibilità?

di Silvia Dogliani | FocusMéditerranéeI risultati di un'indagine condotta dal ministero della Cultura francese parlano chiaro: nel decennio 1997-2008, il 48% delle persone intervistate non è mai an...

di Silvia Dogliani | FocusMéditerranée
I risultati di un’indagine condotta dal ministero della Cultura francese parlano chiaro: nel decennio 1997-2008, il 48% delle persone intervistate non è mai andato a visitare una mostra di pittura o scultura nella sua vita. Nell’anno 2008, il 58% non ha mai messo piede in un istituto culturale. In poche parole l’offerta culturale e la relativa domanda non corrispondono. Forse è proprio da questo dato che è partito il prestigioso spazio espositivo parigino Grand Palais quando ha deciso di dedicare una mostra all’eccentrico stilista Jean Paul Gaultier.

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Sul tema “celebrità in mostra a Parigi” il quotidiano Le Monde ha raccolto il parere di più esperti. Jean-Michel Bertrand, professore di estetica presso l’istituto francese di moda di Parigi, sottolinea quanto la scelta di molti musei di dare spazio ad artisti di fama internazionale sia strettamente legata alla visibilità. La sociologa Nathalie Heinich analizza il profilo dei visitatori: non ci si accontenta più di trasmettere solo una cultura scolastica, ma si vuole che essa diventi anche popolare. Per Gabriel Ségré, sociologo e professore all’Università Paris-Ouest-Nanterre-la Défense, l’esposizione dedicata a Jean Paul Gaultier induce all’ammirazione e all’adorazione, ha qualcosa di vicino alla commemorazione religiosa.

La mostra al Grand Palais su “l’enfant terrible della moda” è un percorso in 7 tappe, ciascuna delle quali rappresenta la fonte d’ispirazione dello stilista: il Salone, l’Odissea, le Muse, A fior di pelle, Punk Cancan, Metropolis e Jungle urbana. Ogni sala è ricca di installazioni e scenografie inedite che ripercorrono la carriera e vita privata di Gaultier: bozzetti, fotografie, film e videoclip, documenti d’archivio e oggetti mostrati al pubblico per la prima volta. I manichini sono parlati: indossano abiti e corpetti, si muovono sulla passerella, interagiscono con il pubblico e sfoggiano le parrucche create da Odile Gilbert.

L’esposizione è composta da 175 modelli di alta moda e prêt-à-porter realizzati dallo stilista tra il 1976 il 2015. In risalto anche la collaborazione con artisti e personaggi dello spettacolo e del cinema, come Madonna, David Bowie, Grace Jones, Almodovar, Conchita Wurst…
La mostra è aperta al pubblico fino al 3 agosto.

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