Bar Lezzi – dal 1924Addio Pietro, l’uomo che voleva la luna

É strana questa domenica di fine settembre. Il sole, quello che ti colpisce sul volto, riscalda e sembra una giornata di primavera. Poi, d'improvviso, il vento si alza e ti accorgi che le estati, u...

É strana questa domenica di fine settembre. Il sole, quello che ti colpisce sul volto, riscalda e sembra una giornata di primavera. Poi, d’improvviso, il vento si alza e ti accorgi che le estati, un tempo, finivano certamente un po’ più nature.

Oggi ci lascia Pietro Ingrao che, in questa occasione tardiva, voglio ricordare come sottile ed attento uomo del suo tempo. Tutt’altro che devoto all’ortodossia dei dogmi, un pulsare di domande tipico di chi si vota all’etica del dubbio.

Quale l’eredità più grande? Il non avere mai paura delle novità, il non rifiutare le incognite nuove che la realtà ci pone dinnanzi. Vi sarà il vento in burrasca, la corrente forte ma la forza di volontà di capire e cercare, senza arrendersi mai, sarà l’alleato vincente.

Sognava la luna e, non sapendolo, l’ha trovata e conosciuta. Non conquistatore ma curioso. La sua vita ce l’ha raccontata e quel che ne conserveremo dipende solo da noi.

Cent’anni di vita, probabilmente, risulteranno una conquista semplice di questi tempi ma è altresì vero che bisogna essere dei galantuomini per vivere questi anni marqueziani con rispetto degli altri e, soprattutto, di sé stessi.

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Linkiesta Paper Estate 2020