Il sistema degli incentivi, dal CIP6 in avanti, consentirà ad ogni governo di scaricare sulle bollette qualsiasi balzello, e il canone RAI non sarà l’ultimo.
Dal 1995 é la AEEG – Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas – che stabilisce comespalmare nelle bollette quell0 che decidono a Roma.
Il 1999 è l’anno della liberalizzazione ma, visti i risultati in termini di costo e di qualità di servizio, il fallimento é totale.
Enel cede parte delle sue centrali e la rete di trasporto a Terna.
Kaiser Franz Tatò si assicura il monopolio nella distribuzione di energia elettrica piazzandoci in casa il contatore intelligente e illegale.
Enelpower si lancia in ardite e sconclusionate acquisizioni all’estero mentre in Italia i suoi vertici si spartiscono tangenti per centinaia di milioni.
L’energia viene ora venduta alla borsa elettrica e qualcuno cerca di tagliare fuori ENI, impegnandosi direttamente con i Russi per il gas. Enel lo va a cercare persino in Nigeria, s’impegna a comprarlo ma poi non riuscirà a ritirarlo.
Senza una strategia nazionale, e con la benedizione delle banche, le centrali vengono convertite a gas e ne vengono costruite nuove dovunque.Le ultime non sono ancora entrate in servizio, quando ecco la vera energia rinnovabile, quella da sole e vento e non quella assimilata del CIP6.
Verrà sontuosamente incentivata con le bollette e con i conti energia e pagheremo tutto noi: 15 miliardi di euro all’anno e per vent’anni.
Con la garanzia delle bollette, le banche finanziano qualsiasi progetto: c’è chi mette i terreni e chi parla con il Comune; i pannelli sono cinesi progettati in Germania.
I primi ad annusare l’affare sono i fondi verdi stranieri che oggi incassano incentivi anche dieci volte l’attuale prezzo di mercato in borsa.
Come accaduto per il CIP6, si assegnano anticipatamente i diritti anche a piccole società locali, spesso legate all’illegalità e al malaffare; si specula sulla rivendita dei diritti e gli utili finiscono esentasse in Lussemburgo.
Le rinnovabili, e il crollo della domanda, mettono definitivamente fuori mercato le centrali a gas appena ultimate: salterà Sorgenia, dopo aver scaricato i sui debiti sulle banche.
Li pagheremo noi, come pagheremo il “capacity payment” perché le centrali restino ferme e non producano.
Adesso tutti vogliono chiuderle, Enel per prima solo 23 , perché non sono remunerative e abbiamo una potenza installata più che doppia del picco della domanda.
Sono tutti indebitati e cercano compratori e alleati. Enel sembra ripetere gli stessi errori di Enelpower,con investimenti all’estero nelle rinnovabili di incerto ritorno economico.
L’industria elettromeccanica nazionale è sparita: Ansaldo viene venduta ai cinesi, che entrano anche nel capitale dei nostri fondi infrastrutturali e delle stesse strutture.
(continua…)
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