Guarda bene la bollettaLa guerra fredda del gas

Per il vicepresidente americano, il raddoppio del gasdotto russo-tedesco Nord Stream destabilizzerebbe l’Ucraina.Ma siamo noi europei a pagare il gas degli ucraini e solo perché il gas che compri...

Per il vicepresidente americano, il raddoppio del gasdotto russo-tedesco Nord Stream destabilizzerebbe l’Ucraina.

Ma siamo noi europei a pagare il gas degli ucraini e solo perché il gas che compriamo noi ai russi possa attraversarla e arrivare in Europa.

Secondo Biden quindi, per potersi riscaldare, gli europei dovrebbero continuare a riscaldare gratis gli ucraini acquistando gas americano.

Due anni fa, un rapporto dell’OIES di Oxford analizzava il mercato europeo del gas.

In piena crisi ucraina, con il rischio europeo di rimanere senza gas, solo perché gli ucraini non lo pagavano ai russi, il rapporto analizzava le alternative europee di approvvigionamento.

La diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas europeo diventa infatti attuale ad ogni crisi ucraina: si valutano però sempre le opzioni europee e non quelle dei russi che, essendo proprietari del gas, sono molto più elastiche.

Il rapporto riconosceva che la reciproca dipendenza presenta, in fin dei conti, più vantaggi che svantaggi, anche perché l’Europa non è in grado di diversificare rapidamente le fonti energetiche.

Il rapporto indicava,al 2030, un fabbisogno aggiuntivo di 100/200 miliardi di m3/anno e un prezzo – 20 €/MWh – che i russi sarebbero sempre in grado di garantire.

Un prezzo ben superiore al minimo di 15€ degli ultimi mesi.

La principale alternativa é il gas naturale liquefatto – GNL – il cui commercio globale annuo dovrebbe raddoppiare al 2030, arrivando a 700 miliardi di m3.

La disponibilità di GNL americano dipende, oltre che dall’effettiva volontà degli Stati Uniti ad esportarlo, dal prezzo e dalla domanda Cinese.

A due anni da quel rapporto, le novità sono solo russo/tedesche:

  • deciso il raddoppio del gasdotto nord stream, che porterà il gas russo direttamente in Germania, sotto il Baltico;
  • consistenti scambi di assets: pozzi russi contro reti di distribuzione e pozzi europei;
  • cancellazione del South Stream, che avrebbe portato direttamente il gas russo ai Balcani,attraverso il mar Nero tagliando fuori l’Ucraina;
  • congelamento del Turkish Stream, che porterebbe più gas russo attraverso la Turchia;

In vista procrastinato scoppio della bolla dello shale-gas americano, ci si chiede come il gas americano possa competere con quello russo in Europa.

    Con tanti saluti anche a quelli che, tre anni fa, pensavano di trasformare l’Italia in un hub del gas, trivellando il paese, che di problemi con il sottosuolo ne ha già a sufficienza.

    Un particolare ringraziamento ai tedeschi, che ci fanno mantenere l’embargo ai russi, ma ci fanno affari.

    Tardive e scomposte come sempre le reazioni del governo italiano sul Nord Stream: alla fine non faremo un tubo.

    www.edoardobeltrame.com

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