Banca(rotta)Il disco rotto del Ministro Padoan: sistema bancario solido, problemi per poche banche e risparmiatori molto ignoranti!

Torniamo ad occuparci di un argomento di cui avevamo già trattato un mesetto fa nel post dal titolo Fandonie di Stato: "Le nostre banche? Più che mai solide!" Così "solide" da non farcela a restare...

Torniamo ad occuparci di un argomento di cui avevamo già trattato un mesetto fa nel post dal titolo Fandonie di Stato: “Le nostre banche? Più che mai solide!” Così “solide” da non farcela a restare a galla… e affondare! alla luce dell’audizione di ieri del Ministro Pier Carlo Padoan davanti alle Commissioni congiunte di Finanze e Tesoro del Senato e di Finanze della Camera.

Chi fosse interessato può leggere per intero l’intervento del Ministro a questo indirizzo, mentre qui di seguito ci occuperemo di quei passaggi di più spiccato interesse per i risparmiatori.

Premettiamo che l’audizione aveva come tema principale il D.L. 23 dicembre 2016 n. 237 con cui il Governo ha cercato di porre rimedio al “bubbone MPS” oramai scoppiato in tutta la sua gravità. Nell’ambito di tale intervento, peraltro, il Ministro esegue una disamina dello status quo del sistema bancario, rilasciando alcune dichiarazioni meritevoli di essere commentate.

L’esordio del rappresentante del Governo è felicissimo e quasi kafkiano:

“fattore essenziale per un buon funzionamento del sistema bancario è la fiducia. La fiducia è un bene pubblico ed è caratterizzata da una chiara asimmetria: è molto facile distruggerla; è molto difficile ricostruirla.”

Dunque, signor Ministro, questo fatto Le è noto e, tanto per entrare subito nel merito delle Sue affermazioni, dove è il Regolamento per l’Arbitrato che il Suo Governo avrebbe dovuto emanare già da molti mesi per cercare di restituire un po’ di fiducia ai risparmiatori “azzerrati” delle quattro banche poste in risoluzione nel novembre 2015?

Il rappresentante del Governo dice testualmente nella sua audizione che:

“Gli investitori che ritengono di poter dimostrare di essere stati danneggiati per la violazione delle regole sul collocamento dei prodotti da parte delle banche potranno chiedere il rimborso integrale delle somme investite, al netto delle eccedenze di plusvalenza, facendo istanza al meccanismo arbitrale regolato da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e da un Decreto ministeriale. Il DPCM e il DM che regolano l’arbitrato sono stati trasmessi al Consiglio di Stato, che ha reso il proprio parere nei giorni scorsi. Il DPCM verrà prossimamente discusso in Consiglio dei Ministri e poi trasmesso alle commissioni parlamentari competenti per la loro valutazione.

Questa calma serafica (o, meglio, menefreghismo?!?) che Lei ed il Suo Governo avete dimostrato nei confronti di migliaia di risparmiatori è uno di quei segnali di ricostruzione della fiducia nel sistema bancario, che Lei invocava all’inizio del Suo intervento?!?

Il Ministro nel suo intervento prosegue analizzando le cause della crisi bancaria e la prima cosa che sente il dovere di dire è precisamente questa:

“Nel dibattito che si è sviluppato sui temi del risparmio e del settore creditizio si è a volte gettato discredito sull’intero settore bancario italiano alimentando una percezione negativa in Italia e all’estero, sbagliata e non motivata. Ritengo che si tratti di un atteggiamento dannoso, che mette a repentaglio la fiducia su di un settore vitale per l’economia, per la crescita, per il lavoro.

(…) In Italia ci sono 563 banche italiane più 80 filiali di banche estere: in totale oltre 600 banche. Per enumerare i casi di crisi o di difficoltà che si sono manifestati in questi anni pur difficili, le dita di due mani sono sovrabbondanti. “

Quindi auto-critica zero, Signor Ministro?!? La colpa della crisi del sistema bancario sarebbe, pertanto, dei commentatori e degli analisti che hanno esagerato piccoli problemi di pochi limitati casi?!? Crede davvero in quello che dice, Prof. Padoan?!?

Prosegue il rappresentante dell’Esecutivo dicendo che:

“Il ruolo dello Stato di fronte a situazioni di crisi bancaria è molteplice:

► Evitare effetti sistemici o di contagio della crisi e proteggere la stabilità finanziaria;

► Proteggere i risparmiatori, anche nel caso abbiano investito in strumenti complessi assumendo rischi elevati in modo inconsapevole;

► Creare condizioni per il rilancio e la sostenibilità delle imprese bancarie e quindi del finanziamento dell’economia reale;

► Punire i responsabili della cattiva gestione;

► Tutelare il contribuente se nell’intervento di sostegno si renda necessario usare risorse pubbliche.”

E Lei, signor Ministro, come ha tutelato i risparmiatori delle quattro banche poste in risoluzione se ancora il Decreto sull’Arbitrato di Sua competenza non è ancora uscito?!?

E cosa ha fatto Signor Ministro per “punire i responsabili della cattiva gestione” visto che, fra le altre cose, Le ricordo che è da maggio 2015 che si attende un Suo Decreto di attuazione della Direttiva CRD IV in merito a requisiti di onorabilità più severi e stringenti per i banchieri?!?

Venendo, poi, a parlare delle “cause della crisi” del sistema bancario (ma non era solido il sistema, a parte qualche eccezione?!?), il Ministro Padoan parla delle direttive comunitarie che, a suo dire, limitano – e di molto – gli ambiti di intervento del Governo. Dice, infatti, egli testualmente:

“La direttiva insieme alla Comunicazione della Commissione europea dell’agosto 2013 ha fortemente limitato gli strumenti di intervento a disposizione delle autorità degli Stati membri.

La cesura imposta dal regolatore è stata molto netta. Non è stata programmata una fase di transizione che consentisse ai sistemi nazionali di adeguarsi alle novità dell’ordinamento. Le istituzioni europee hanno sottovalutato il fatto che la fragilità delle economie europee in una fase di uscita dalla crisi – ricordo che nel 2013 l’Italia era ancora in recessione – richiedeva che i governi potessero programmare in un arco di tempo ragionevole la dismissione di sofferenze e il risanamento dei bilanci.

E cosa ha fatto in sede comunitaria il Suo Governo ed i suoi rappresentanti per far sì che, dopo che molti altri Paesi avevano usato le risorse statali per mettere in sicurezza i propri sistemi bancari, la stessa facoltà potesse essere eventualmente concessa anche all’Italia, difendendo, così, gli interessi dei risparmiatori che i soldi avevano messo in quelle banche?!?

E veniamo al caso specifico di Monte dei Paschi di Siena, per cui il D.L. 23 dicembre 2016 n. 237 è stato creato ad hoc, e le altre quattro banche risolte.

Posto che le affermazioni del Ministro Padoan in merito al MPS sfiorano vette inarribili, arrivando egli testualmente ad affermare che:

“Dagli stress-test (del 29 luglio scorso) emerge che Banca MPS è solvibile, che presenterebbe una carenza di capitale soltanto qualora si avverasse uno scenario avverso particolarmente grave.”

in questa sede ci interessa di più il confronto che il Ministro Padoan opera fra Banca MPS e le quattro banche regionali (come egli stesso le chiama).

Prima, però, non ci possiamo esentare dal commentare una vera e propria “perla” del rappresentante del Governo, quando afferma che:

“Il management della banca (senese), che pure ha manifestato la disponibilità a rimettere il proprio mandato, gode della fiducia del Governo. Al momento della effettiva entrata dello Stato nel capitale della banca si procederà alla nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione.”

Signor Ministro, va bene che oramai è assodato che si trovi in stato confusionale, ma, se l’attuale management della banca senese godesse della fiducia del Governo, che bisogno mai ci sarebbe di sostituirlo al momento del salvataggio della banca con fondi pubblici?!?

Ed a proposito di poca lucidità, il Ministro Padoan dichiara testualmente che:

“Diverso da MPS è il caso delle quattro banche avviate alla risoluzione nel novembre 2015. Queste erano banche in dissesto, che alla data dell’intervento del Governo già realizzavano una perdita tale da cancellare tutto il capitale e tutto il credito degli obbligazionisti subordinati, nonché da richiedere risorse finanziarie aggiuntive per rimettere sul mercato imprese creditizie in bonis. L’alternativa alla risoluzione sarebbe stata la liquidazione. La liquidazione avrebbe avuto gli stessi effetti sugli azionisti e sui detentori di obbligazioni subordinate. Ma avrebbe avuto effetti negativi anche sugli obbligazionisti ordinari, che invece la risoluzione ha salvaguardato.

Il caso della Banca Monte dei Paschi di Siena è diverso perché la banca, occorre sottolinearlo ancora una volta, non registra alcun segnale di dissesto.

Quindi, Signor Ministro, se il MPS “non registra alcun segnale di dissesto” perché fa spendere allo Stato decine di miliardi di euro per entrare nel capitale di tale banca?!? Lasci pure che la solidissima banca senese risolva i problemi da sé sola!!

Ma il Ministro Padoan ha in serbo un “asso nella manica”, che non esita a sfoderare:

Ogni caso va quindi trattato in modo specifico. Ma pur nella diversità dei due casi, c’è un elemento in comune: in entrambi i casi tutti i correntisti, i depositanti e i risparmiatori con obbligazioni ordinarie sono stati tutelati.

Vero Signor Ministro: peccato che, nella sua dettagliata lista, si sia “dimenticato” degli obbligazionisti subordinati, anche loro risparmiatori come gli altri, che il Suo Governo in un caso ha “azzerato” (le quattro “banchette” regionali) ed in altro caso ha tutelato (MPS).

Insomma, in due parole soltanto: figli e figliastri!

Infine un’ultima amorevole “carezza” il Ministro Padoan la dedica a quei poveri risparmiatori vittime di comportamenti delle banche censurabili o addirittura illeciti da parte delle banche. Dice, infatti, il rappresentante del Governo:

Questi episodi hanno avuto luogo anche perché i clienti non sono stati in grado di comprendere il rischio che si assumevano acquistando certi prodotti. La responsabilità è delle istituzioni, che in questi anni hanno molto discusso ma non hanno trovato il tempo per avviare un serio programma di educazione finanziaria.

I risparmiatori devono essere messi in grado di comprendere i rischi che corrono e di valutare adeguatamente le alternative disponibili per l’allocazione del risparmio. Le istituzioni devono finalmente avviare un programma di educazione finanziaria che richiede un respiro pluriennale.”

Traduciamo queste affermazioni del Ministro Padoan in parole semplici e facilmente accessibili da chiunque: “se voi risparmiatori siete così creduloni e talmente allocchi da farvi infinocchiare dalle banche, poi non vi lamentate se le fregature dal sistema bancario arrivano abbondanti!“.

E’ con queste parole che Lei, Signor Ministro, vuole far recuperare al generico risparmiatore la fiducia nel sistema bancario?!?

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