Homo sumSignore e signori, è Una vita difficile. Riflessioni su giornalismo e intellettuali in una società diseguale

Il giornalismo può essere un’ancora di salvezza, nonostante possa essere influenzato da: ritorsioni, diseguaglianze e potere politico ed economico. Risi e Germi lo mostrano in due capolavori

di Francesco Carini – Homo Sum

«Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono».

Bertold Brecht

Ci sono errori più gravi di quello che ha visto coinvolto il Tgcom24 la settimana scorsa, reo di aver assegnato all’autore cileno Luis Sepúlveda la paternità dell’opera Cent’anni di solitudine, gioiello invece di Gabriel García Márquez. Entrambi gli scrittori, sudamericani, sono accomunati da un fattore un po’ “macabro”: sono deceduti ad aprile, il primo giovedì 16, e il secondo il 17 di sei anni fa. Possiamo definirle due date maledette per la letteratura mondiale, che in Italia possono essere ricordate per questo strafalcione più che per la grandezza dei due geni.

Esistono molti modi in cui l’informazione può essere distorta per: negligenza, incompetenza, difficoltà a comprendere un discorso o un testo o, purtroppo, anche malafede, che costituiscono dei punti di contatto con la comunicazione quotidiana di ogni essere umano, dove il passaparola agisce in maniera inesorabile maggiormente sulla notizia di colore in stile “commenti memorabili” o sullo scandalo a tutti i costi che tocchi gli altri, magari un nemico (più o meno reale), piuttosto che su dichiarazioni e spiegazioni pacate, rispondenti al vero, ma che possono risultare noiose o difficili da accettare.

Riflettendo sull’informazione che passa sempre più per il web anche attraverso testate giornalistiche e blog, dovrebbe partire una considerazione sui rischi di un giornalismo che punta tutto sulle provocazioni (vedesi il caso Feltri), sulla pancia, sulla velocità e non sulla qualità, con la “psicosi” da Covid-19 che ne ha fatto uscire il peggio. E se gli errori risultano pesanti nei “coccodrilli” (articoli commemorativi per personaggi defunti), figuriamoci se ci sono questioni ben più gravi in ballo, quando gli scoop e il bruciare sul tempo a tutti i costi gli avversari confinano con: fake news (o notizie “edulcolorate”), accuse false, mancata analisi in toto della realtà raccontata (con la sostituzione della parte per il tutto), vite o carriere spezzate, rischi di risarcimenti e condanne per calunnia e diffamazione.

Inoltre, ci sono due pericoli contigui che stanno agli antipodi rispetto alla situazione presa in esame, che costituiscono un evergreen: da un lato le denunceContinua a leggere

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