Dossier
Le massime di Paul Grice
3 Settembre Set 2018 0755 03 settembre 2018

La prima regola aurea per comunicare al meglio: attenzione alla quantità

Le quattro perle di saggezza del filosofo Herbert Paul Grice. Per contribuire a una conversazione costruttiva attenti a non violare (in eccesso o in difetto) la massima della quantità

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Grice, chi era costui?

Sgombriamo il campo da fraintendimenti. Nulla a che fare con il più noto Grease, film che consacrò John Travolta e il costume giovanile dell’America degli anni 50’- 60’.

Herbert Paul Grice era un filosofo del linguaggio, inglese, emigrato in California, più precisamente all’Università di Berkeley dove insegnò a lungo. Si appassionò meno alla brillantina, credo, e più al linguaggio e alla sue forme. Ne fece il suo lavoro e la sua attività di studio per tutta la vita.

Morì sul finire degli anni ’80, lasciandoci 4 Massime sulla Comunicazione, note (si fa per dire) come le Massime di Grice. 4 perle di saggezza, che se praticate renderebbero la nostra vita di certo migliore.

Il punto di partenza di Grice, il nucleo della sua idea, è il principio di cooperazione.

Secondo Grice, seguendo questo principio, ogni attore impegnato in una conversazione, frutto di una cooperazione tra esseri umani razionali, agisce con la volontà di contribuire alla buona riuscita della conversazione stessa. Agisce seguendo queste Massime e aspettandosi che gli altri facciano altrettanto:

  • Massima della Quantità

  • Massima della Qualità

  • Massima della Relazione

  • Massima del Modo

Ne commenterò una per volta in 4 diversi articoli.

Quando parliamo e scriviamo rispettare la Massima della Quantità ci garantisce maggior efficacia. Comunicare non è trasmettere agli altri un qualche cosa, quanto metterli nella condizione di riceverlo

Iniziamo dalla Massima della Quantità.

Dì quanto serve e solo quello. Iltroppo stroppia, tradotto nell’adagio popolare. Anche il troppo poco. Ridondanza e laconicità possono far smarrire l’obiettivo della conversazione.

La Massima può essere violata per eccesso, per difetto e rispettata appieno.

Se ti chiedo «Sai l’ora?» e rispondi «Sì» la violi per difetto.

Se rispondi «Sì, certo che ho l’ora. Ma lascia che mi presenti. Io sono Alessandra Colonna, sono nata a Torino, abito a Milano e mi occupo di comunicazione. Quindi comunicarle l’ora per me è un vero piacere. A Milano sono esattamente le 9.32, mentre a Londra sono le 8.32 e a Perth dove vive mia figlia più grande sono 23.32», la violi per eccesso.

Se rispondi «Sì sono le 9.30», la segui nel modo corretto.

Del pari ci sono firme digitali che riportano i ruoli aziendali delle persone. C’è chi pecca per eccesso “Vice President – Head of the European Procurement Team and Senior Logistic and Operation Senior Manager South Eastern Asian Team”. Chi la viola per difetto “VP- HQSM” (leggasi Vice Presidente – Head Quarter Security Manager) e chi la rispetta appieno, selezionando, anche a fronte di più ruoli, quello più rappresentativo, usando abbreviazioni solo se note alla comunità di riferimento.

Gli esempi a dire il vero non mancano, e nel solito gioco della comunicazione, ne usciamo tutti vittime, ma ne siamo anche i carnefici.

Quando parliamo e scriviamo rispettare la Massima della Quantità ci garantisce maggior efficacia. Comunicare non è trasmettere agli altri un qualche cosa, quanto metterli nella condizione di riceverlo.

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