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18 March 2011
News
Imprevisto francese nel futuro della Parmalat
Alla vigilia del termine per le candidature al consiglio di amministrazione, Lactalis esce allo scoperto e dichiara una partecipazione dell’11,4% nel capitale di Collecchio. Un colpo di scena reso possibile dall’uso di un contratto derivato di equity swap stipulato con la banca connazionale Société Générale. Il colosso francese presenterà una lista e «intende perseguire lo sviluppo di un progetto industriale di lungo periodo», aumentando la quota «senza salire oltre la soglia d’Opa» del 30 per cento. Il primo obiettivo, dunque, è assumere il controllo di fatto della Parmalat, senza dare soddisfazione agli azionisti di minoranza. Intesa Sanpaolo ha confermato la lista a sostegno dell’a.d. uscente Enrico Bondi, già annunciata da Passera, mentre i tre fondi esteri Zenit, Skagen, Mackenzie depositeranno i nomi dei loro candidati entro le 18 di oggi. Letta e il ministro Romani favorevoli alla cordata nazionale. Ma per i “patrioti” la strada è tutta in salita. Questa mattina il titolo prosegue il volo con un balzo in apertura del 5 per cento.
I fondi esteri offrono alleanza alla cordata italiana
I cowboy di Parmalat, pochi e muti di Paolo Stefanini
Così l’Europa spiana la strada ai soci di minoranza di Lorenzo Dilena
Collecchio deve essere più efficiente di Andrew Sentance
Lorenzo Dilena
11 May 2011
News
I pm e la Gdf all’attacco sulla scalata francese a Parmalat
Accelera l’indagine sulla scalata che ha portato il colosso francese Lactalis al 29% della Parmalat. La Procura di Milano ipotizza i reati di aggiotaggio e insider trading. Perquisizioni nelle sedi di Société Générale, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, di Lazard e di due agenzie di comunicazione. Quattro indagati fra banchieri e manager. Ma nella ricostruzione del pm Fusco c’è qualcosa che non torna. Domani cda a Collecchio per esaminare l’Opa.
L’Opa totalitaria di Lactalis su Parmalat
Bondi, il commissario che vive da signore di Parmalat
Ecco da dove arriva il latte della Parmalat
18 March 2011
News
Dai fondi esteri una sponda a Intesa per l’italianità di Parmalat
Rossi, il manager candidato dai tre investitori istituzionali esteri che per primi si sono mossi contro l’a.d. Bondi, propone al banchiere Passera di unire le forze: «Da soli non avete abbastanza azioni». La missione è impedire che il gruppo di Collecchio diventi «una filiale di Lactalis» e impegnarsi per diventare il quinto operatore mondiale del settore. Fra i soggetti disponibili a intervenire spunta il gruppo Ferrero, che dice di guardare «con interesse e simpatia a una soluzione industriale italiana». Intanto, l’indipendenza dell’azienda. Bersani: «Si è dormito per due anni». Il ministro Tremonti convoca l’ambasciatore di Parigi e prepara un provvedimento sulle imprese strategiche per fermare le mire francesi su Edison e Parmalat. Depositate quattro liste per l’assemblea del 12 aprile. In Borsa è proseguito il rastrellamento di azioni: scambiato il 6% del capitale, quotazioni in aumento del 4% a 2,60 euro.
Imprevisto francese nel futuro di Parmalat di Lorenzo Dilena
21 February 2013
Il colosso russo del gas sponsorizza Champions League e molte squadre di club
E Gazprom conquista l’Europa grazie al calcio
Il pallone in rosso ha bisogno di soldi: ci pensa Mosca, in barba al fair play finanziario
Alessandro Oliva
14 May 2011
News
Bossi non fa sconti: “Letizia deve fare di più”
Da sempre citate come simbolo d’inefficienza della passata giunta o della propria, vera o presunta, vicinanza ai problemi della gente, la funzione politica delle buche stradali è arrivata allo zenit con la Lega Nord, partito di territorio e quindi, evidentemente, anche di manto stradale. Quando Umberto Bossi è arrivato in largo Cairoli a Milano per la chiusura della campagna elettorale di Letizia Moratti, ieri sera, ha attaccato proprio così il suo discorso. «Ho preso una buca vicino ai palazzi della Regione, e ho detto: “Moratti...”». Come se gli equilibri sempre più delicati tra Lega e Pdl passassero ormai in tutta quell’oratoria sull’asfalto da rattoppare.
Paolo Stefanini
22 March 2011
Analisi
La confusa crociata per l’italianità di Parmalat
Approfittando dei tentennamenti della cordata nazionale che Intesa Sanpaolo stava costruendo attorno al gruppo Ferrero, Lactalis ha rilevato per 750 milioni di euro le quote dei fondi Zenit, Skagen e Mackenzie in Parmalat. Sale così poco sotto il 30% e diventa il primo azionista. Il gruppo di Collecchio fa gola sia per la sua taglia di multinazionale di taglia media sia perché seduta su una montagna inutilizzata di liquidità. Con un manager, Bondi, a guardia del tesoro, ma in ritardo sulla crescita. L’arrivo dei francesi ha colto alla sprovvista tutti, ma non lui: è riuscito a farsi paracadutare, con l’appoggio di Gianni Letta e Giulio Tremonti, alla guida della lista nazionale. Ma a salvare “l’italianità” di Collecchio non basteranno le norme che il ministro dell’Economia vorrebbe copiare della Francia, mentre gli industriali della Nutella sembrano troppo esitanti a farsi coinvolgere nella partita.
La scorciatoia dell’italianità di Fabiano Schivardi
Imprevisto francese nel futuro di Collecchio di Lorenzo Dilena
Lorenzo Dilena
1 March 2011
Analisi
Così l’Europa spiana la strada ai soci di minoranza
La battaglia che tre investitori istituzionali hanno intrapreso per “licenziare” l’amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi, è una vera novità per Piazza Affari. La contesa sulla gestione dell’azienda di Collecchio, tuttavia, non è un fulmine a ciel sereno ma semmai il punto di arrivo di un processo di riforma che parte da lontano. Culminata nella direttiva sui diritti degli azionisti che dal 2 gennaio è pienamente operativa in Italia, che predispone una cassetta degli attrezzi per facilitare la partecipazione di tutti gli azionisti alle assemblee delle imprese quotate e, in particolare, alla scelta degli amministratori. Oltre ad aumentare la probabilità degli investitori istituzionali di minoranza e dei piccoli azionisti di incidere sulle decisioni delle società quotate.
Lorenzo Dilena
22 March 2011
Analisi
Così l’Italia si è fatta scippare Parmalat dai francesi
Corrado Passera invocava pochi giorni fa il «sistema». Banche, politica e imprenditori erano pronti a muoversi per tenere Parmalat in mani italiane. A muoversi meglio e più in fretta, ancora una volta, sono stati i nostri cugini. Lactalis ha sfruttato le lentezze decisionali del «sistema» e la paura dei fondi stranieri, da anni azionisti dell’azienda di Collecchio, di trovarsi col cerino in mano. Spendendo 1,2 miliardi, il gruppo d’Oltralpe prende il controllo di un’azienda sana che ne ha in cassa 1,4. Il peggior esito possibile. Il mercato sperava nell’offerta pubblica di acquisto, che premia tutti gli azionisti, ma resta a bocca asciutta: così il titolo perde circa il 7 per cento. Resta una chance ai rappresentanti del nostro capitalismo? In teoria sì: possono lanciare un’Opa. Ma, tenuto conto del prezzo pagato da Lactalis ai fondi esteri, servono non meno di 5 miliardi. A meno che la politica...
Lorenzo Dilena
15 July 2011
Analisi
Bondi, dopo Parmalat dovrà salvare il San Raffaele?
Si è concluso il Cda della Fondazione Monte Tabor che guida il San Raffaele, la prima riunione del board targato Vaticano. Tutti i poteri sono stati conferiti a Giuseppe Profiti, presidente dell'ospedale Bambin Gesù di Roma. Voci su Enrico Bondi quale nuovo amministratore delegato: ma il suo nome sul comunicato ufficiale non c’è. Ecco il nostro ritratto (pubblicato lo scorso marzo) del “commissario” chiamato per salvare l’azienda di Collecchio che, appena ieri a Milano, aveva dato la sua versione sulla vicenda Parmalat.
Lorenzo Dilena
24 December 2011
Racconto
Tornare a nascere, ecco cos'è l'albero di Natale
Nella vulgata comune del Natale, l’albero è dei pagani, il presepe dei cattolici. Nei calendari antichi, al 24 dicembre venivano abbinati i nomi di Adamo ed Eva. Ma nella Bibbia non c’è un riferimento preciso alla specie e così l'albero finiva per essere identificato con le piante locali. Albero che invece in Renania doveva essere un melo, il frutto del peccato, ma il problema è che non se ne trovano in fiore in pieno inverno. E il 25 dicembre - laici o credenti che siamo - la speranza comune è di tornare a (ri)nascere dopo un altro anno alle spalle.
Dario Mazzocchi
6 Giugno 2012
Editoriale
A Parma la società civile ci metta la faccia
Il neo sindaco Federico Pizzarotti sta provando a fare la giunta, ma riceve solo no. Proprio da quegli ambienti che lo hanno votato e incoraggiato. Le ragioni sono diverse, c'è chi ha paura che il fenomeno Grillo non duri e chi teme quel debito del Comune di 846 milioni. Ancora una volta quando c’è da rimboccarsi le maniche, la cosiddetta società civile preferisce non sporcarsi le mani.
Jacopo Barigazzi
20 April 2011
News
E per Parmalat i francesi pensano all’Opa
La Lactalis potrebbe rompere gli indugi su Collecchio e sbloccare con un affondo di mercato lo stallo causato dalla discesa in campo del ministro Tremonti, con leggi ad hoc e denaro pubblico in favore della cordata italiana. Secondo fonti vicine all’operazione, il gruppo d’Oltralpe starebbe valutando la possibilità di lanciare un’offerta pubblica sull’intera Parmalat, di cui già possiede il 28,9 per cento. Nessuna decisione è stata ancora presa: il costo dell’Opa sul restante 70% sfiora 3,5 miliardi di euro, che si aggiugerebbero a circa 1,2 miliardi spesi finora. Proprio l’entità dell’esborso finanziario è una delle ragioni che rende esitante il colosso francese della famiglia Besnier, insieme al timore che una semplice operazione di mercato su un produttore di latte italiano venga percepita come un attacco alla sovranità nazionale. L’azienda francese non ha commentato, mentre oggi è previsto un importante incontro a Parigi.
Lorenzo Dilena
11 April 2011
Analisi
Da Parmalat a Telecom il problema è il “Sistema”
Un intreccio fra banche, lobby, manager e politici dice di volere perseguire l’interesse nazionale «difendendo l’italianità delle imprese». L’obiettivo è fumoso ma i mezzi sono chiari: condurre in porto o tenere in vita affari al riparo dalle regole del mercato, non di rado riscrivendo le leggi. Per Parmalat si pensa a un’offerta pubblica limitata al 60% del capitale. Perché questo tipo di Opa sia autorizzata dalla Consob, è necessario che chi la promuove non abbia comprato più dell’1% nei dodici mesi precedenti. Visto l’andazzo, però, il possibile ostacolo potrebbe essere rimosso con l’ennesimo ritocco legislativo su misura: dalle leggi ad personam alla leggi ad cordata. In qualcosa di simile, se non addirittura in un intervento della Cassa Depositi e Prestiti, qualora ce ne fosse bisogno, sperano anche gli azionisti “di sistema” della Telecom Italia, che nel frattempo hanno bruciato il valore dell’investimento realizzato nel 2007.
Lorenzo Dilena
