Editoriale

Draghi adesso spieghi perché hanno ragione gli indignati

Mario Draghi ha detto che i giovani arrabbiati hanno la sua comprensione. Ma siccome non viene da Ma

Inidignati in via Nazionale a Roma

Dopo che un modello economico fallimentare ha rubato il futuro agli indignati, un efficiente gruppo di violenti gli ha rubato la piazza. Per settimane giornali e commentatori si sono interrogati sul perché la gente non scendesse per le strade anche in Italia. E ieri doveva essere il giorno in cui anche da noi l'antieconomia si congiungeva all'antipolitica. Invece quanto è avvenuto riporta alla Genova del G8, a simili preoccupanti interrogativi. Anche se, per fortuna, non ci sono stati morti, la violenza ha mortificato le ragioni di una protesta che da giorni e settimane si cerca di capire nelle sue ragioni più profonde. Così mentre ci si interroga su chi siano e cosa vogliano esattamente gli indignados, è arrivato Mario Draghi: «Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent'anni e sono senza prospettive». 

Gli indignati avevano già incassato la comprensione anche di Ben Bernanke e di George Soros. E non si sa quanto questo li abbia resi felici. Forse, tanto più ora che arriva a Francoforte, l'ex banchiere di Goldman Sachs potrebbe andare oltre la comprensione visto che né lui né gli altri sono sbarcati ieri da Marte. Se questi ragazzi sono «senza prospettive» è ora che spieghi meglio cosa fare, se comprendere voglia anche dire accettare quella parte di colpe che vengono imputate non solo a lui, ovviamente, ma di cui Mario Draghi finisce inesorabilmente con l'essere un simbolo, o meglio, almeno in Italia, il simbolo di una protesta che per il resto è ancora acerba. Infatti, a parte istanze generiche come quella espressa da Draghi, non sono in molti che quelli che sanno esattamente cosa siano le proposte dietro alla rabbia degli indignati, che sono già di per sé difficili da definire nella loro molteplice natura. 

In piazza oggi non c'erano solo loro, ma anche i Cobas, la scuola, i movimenti pro Palestina. Oltre a famiglie e gente comune. Come sempre queste manifestazioni fanno da richiamo a diverse istanze, a maggior ragione un movimento di questo genere, composto di problematiche "glocal", senza un centro né una testa. Sotto il nome di indignati poi ci sono problemi diversi come la lotta contro la grande finanza di quelli americani, contro la disoccupazione e la precarietà di quelli spagnoli, contro la cattiva redistribuzione della ricchezza di quelli cileni e israeliani. Da noi il tema principale è quello del debito pubblico, con la piazza che chiede il default del Paese e propugna altre soluzioni tecnicamente assai improbabili per l'Italia come quella islandese (mandare tutti a quel Paese e non pagare il debito ma un conto è una nazione la cui popolazione è un ottavo di quella di Roma, e un conto è la settima economia del mondo). 

Molte delle istanze dei movimenti alternativi entrano poi nel dibattito pubblico o diventano vere e proprie policy. Basti pensare alla cancellazione del debito pubblico di alcuni paesi africani fatta sua da Gordon Brown e da altri, o alla Tobin Tax fatta propria dalla Ue. Ma quel movimento, quello No Global, seppur fra mille ingenuità, sembrava in una fase più matura nell'evoluzione del proprio progetto economico-politico. E se l'11 di settembre non avesse cambiato il mondo, probabilmente sarebbe riuscito ad arrivare ad una compiuta maturazione.  

Questo, quello di oggi, è forse ancora troppo acerbo per essere davvero messo a fuoco. E la violenza di oggi (a cui abbiamo detto di "no" sin dalle prime avvisaglie di un mese fa davanti a Montecitorio , ed è un "no" che non ci stancheremo mai di ripetere) soverchierà nel dibattito dei giorni prossimi la comprensione delle istanze di fondo questo movimento che faceva oggi il gran debutto.

Invece che dei loro problemi, si parlerà della violenza. Che così avrà espropriato per due volte, prima nella piazza poi nel dibattito, il diritto all'ascolto di queste realtà che vogliono rendere chiaro alla politica quanto sia cambiato quel mondo in cui essa ha cessato di vivere e in cui loro sono invece costrette a stare. 

 

 

 

 

: bce / Indignati / mario draghi / roma / scontri / violenza

Comments

Mercato e Libertà's picture
Inviato da: Mercato e Libertà
16 October 2011 - 20:08

Anonimo: ti rendi conto che la tua Marcia su Roma non porterebbe da nessuna parte? Ne abbiamo già avuta una. E non ha creato un governo migliore di quello democratico che sostituì.

A quale modello di Game Theory ti stai riferendo?

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
16 October 2011 - 14:24

sono uno studente di economia all'ultimo anno del corso triennale in economia e scienze sociali in una delle università ritenute più prestigiose d'Italia. questo ultimo anno tra i miei studi di finanza politica economica e game theory, ho compreso cosa sia successo "ieri" nei mercati e cosa sta succedendo oggi , l'Italia tra un anno o poco meno comincerà a capire cosa sia questa crisi di cui tanti parlano, non abbiamo ancora visto nulla, le fantomatiche manovre economiche del governo imposte dalla Bce soffocheranno tutte le strutture economiche italiane che siano pubbliche e vogliano rispettare la legge.

Game theory mi è servito a capire come pensa e agisce l'individuo che poco o tanto potere nelle proprie mani, come agisce in rapporto con gli altri in funzione dei propri obiettivi, per come la vedo io in Italia come sia distribuito il potere è abbastanza chiaro, ed è tanto chiaro anche quanto siano funzionali ed efficaci quegli strumenti di controllo democratici. la gente continua ad ascoltare le autorità pesando le loro parole come peserebbe le parole di qualsiasi individuo come loro, come quelle di un vicino o un amico, continuiamo a dare fiducia e ad accettare parole di comprensione, di pentimento di rammarico, di viva compassione ecc... non pretendiamo mai nulla di più dalla nostra classe politica che parole per dirci che va tutto bene e dormire tranquilli la notte, pagare i nostri mutui e cambiare la macchina ogni 6-7 anni.

Non va tutto bene, non avete visto ancora nulla, io sono per la violenza di ieri, se tutti i presenti fossero stati pronti a tirare un sasso, ad entrare nel parlamento ad occuparlo, ad occupare tutte le strutture fradice della burocrazia di questo paese, se tutti i benpensanti di questa Italia pensassero un minuto al futuro dei propri figli invece che alla propria macchina, se leggessero un pò di thoreau, anche solo nel vocabolario sotto la parola dignità, allora di fronte all'enorme presa in giro che subiscono ogni giorno quando pagano la benzina, le sigarette, quando gli vengono offerti i gratta e vinci ed il lotto al bar e all'autogrill, quando accendono il televisore, allora penso che chi non metterebbe mano alla pietra meriterebbe tutto ciò che sta subendo e vive come merita. meglio una Roma bruciata oggi che una Grecia domani.

Tommaso's picture
Inviato da: Tommaso
16 October 2011 - 19:28

Per drabbit,

Caro drabbit, io invece ho 40 anni e ne ho visto di mondo, piu' di te. Uno dei discrimini fondamentali dell'umanita' e' tra chi accetta l'uso della violenza e chi no. Questo a prescindere dalle proprie idee e dalle priorie conoscenze. Purtroppo atteggiamenti come il tuo stanno prendendo piede, e questo fara' si' che l'Italia, bruciata Roma, sara' ben peggio della Grecia.

Rispetto alle tue conoscenze in campo economico, hai ancora molto da imparare, fidati. E, anche qui, le proposte economiche di parte della piazza, probabilmente della parte piu' violenta, porteranno l'Italia al baratro economico (che vuol dire anche sociale e civile) molto velocemente.

Ah, e ho letto Thoreau.

paigam's picture
Inviato da: paigam
16 October 2011 - 17:51

Concordo su tutto... a parte la violenza. Meglio trasformare questa energia in qualcosa di più costruttivo. Io sono per ricostruire un'economia locale, agricola, di scambio di beni e di servizi.
Se applichi la violenza sfoghi la tua rabbia, e questo è ottimo, ma dopo? Cosa mangeremo quando i nostri genitori pensionati non potranno più mantenerci?
Costruiamo praticamente l'alternativa!

Barba Gianni's picture
Inviato da: Barba Gianni
16 October 2011 - 12:50

Draghi è il prossimo capo della BCE. La BCE è quella istituzione che spedisce lettere segrete ai governi e ordina loro cosa devono fare e come devono legiferare per mettersi in pari con i suoi piani economici e finanziari. Non vedo molta coerenza tra il comprendere le ragioni degli indignati, cioè del 99% della popolazione mondiale che è costretta a pagarsi la crisi che non ha creato, e allo stesso tempo fare parte di quel 1% che governa il pianeta spedendo lettere che possono essere ricevute solo da chi appartiene a quella stessa èlite.

wikipolis's picture
Inviato da: wikipolis
16 October 2011 - 12:15

Draghi non può dire in cosa gli indignati hanno ragione perchè dovrebbe rinnegare sè stesso e l'istituzione che è chiamato a dirigere. Le "piattaforme" degli indignados non sono "armonizzate"? Ci sono moltissimi punti in comune e la stessa BCE, ad esempio, non pare pregiudizialmente ostile alla Tobin Tax (che tutti vogliono, dal Cile agli USA, dalla Spagna all'Egitto). Il problema però è molto più strutturale. La BCE è un politburo che, sostenendo l'oligopolio della riserva frazionale perpetua la servitù per debito, "il peggiore dei sistemi finanziari possibili" (definizione di Mervyn King, governatore della BOE http://wikipolis.posterous.com/luckily-enough-mervyn-king-has-been-discr...). Atteggiamento frequente, in Italia, è quello di coloro che difendono lo Status Quo cercando di soffocare e di umiliare voci minoritarie come la Scuola Austriaca. Come se Hayek non fosse un Premio Nobel per l'Economia e non avesse scritto The Denazionalisation of Money (http://wikipolis.posterous.com/friedrich-hayek-the-denationalisation-of-... ). Succede anche a vostri redattori o collaboratori. Lei sa bene a chi mi riferisco. Personalmente crederò ad un banchiere centrale solo il giorno in cui rinuncerà al monopolio sulla moneta e ammetterà oro e argento come legal tender.(http://www.youtube.com/watch?v=G7Kra0Mjqj8 ) Fino ad allora sono solo chiacchiere per gonzi.
Anche la piazza però una cosa la deve capire. Stanno combattendo un Intifada. L'Intifada può andar bene per ottenere il moral high ground (in fondo combattono con le pietre/parole contro un nemico infinitamente più potente) finchè i violenti non rubano le prime pagine. Ciò che le piazze non possono coltivare è "l'illusione della battaglia campale e risolutiva". La finanza vince nel lungo periodo. Come tutti i parassiti, come tutte le cellule cancerogene, vince quando il corpo abbassa la guardia. Nel 1946 il partito laburista aveva quasi completamente nazionalizzato la madre di tutte le Banche Centrali, the Old Lady of Threadneedle Street. Poi i governi e i cittadini hanno abbassato la guardia e gli impieghi delle banche britanniche sono passati dal 50% del PIL nel 1970 al 500% del 2008. Sono diventate too big to fail e hanno catturato lo Stato. Al punto che Christine Lagarde, in perfetto politichese, ha definito il sistema finanziario che gira attorno alla City come un "global public good (quello che si definisce un Commons)". (15:10 http://www.youtube.com/watch?v=brmiJ36tNew)

grillo parlante1 's picture
Inviato da: grillo parlante1
16 October 2011 - 17:34

Splendido commento. La "comprensione" di Draghi e di altri Mostri della finanza che prontamente si dicono solidali con gli indignati é una posizione di comodo utile per scaricare sui politici e la spesa pubblica la totalità delle responsabilità dell'indigestione di futuro che la finanza a debito ha fatto. Non va però dimenticato che é grazie alla riserva frazionaria e il money printing delle Banche Centrali che il debito pubblico é stato finanziato ed ha potuto crescere ai livelli esorbitanti di oggi. Le politiche monetarie di Greenspan, dei suoi amici della Bank of Japan e del suo emulo Ben, che da 20 anni impediscono ai tassi di interesse di risalire così da rendere antieconomico il finanziamento di spese pubbliche o private di cui è questionabile la capacità di aumentare la produttività dei cittadini, hanno permesso il lievitare del debito pubblico e privato. Il rialzo dei tassi dovuto alla competizione per attirare i risparmi tra investimenti alternativi è necessario a "pulire" il mercato di spesa pubblica improduttiva e delle imprese che sono state incapaci di innovare. Così non è stato, e ,ora che questi cancheri hanno colonizzato il tessuto economico di tutti i Paesi, l'operazione di rimozione è più pericolosa perchè può causare il decesso del corpo sociale per shock da trauma post-chirurgico. E gli indignati? Hanno un gran lavoro da fare, prima per capire perché siamo dove siamo, analizzando in ogni aspetto della nostra vita quotidiana cosa serve a migliorare la produttività della nostra comunità e cosa no (magari scoprono che il male é non investire nel futuro che vorremmo vedere, investimento che invece fanno i grandi imprenditori visionari, e non la mancanza di aiuti, sussidi e finti lavori statali), poi per definire un insieme di cambiamenti da imporre alla classe politica perché la voglia di realizzare il futuro non sia ostacolata da autorizzazioni, iscrizioni ad albi, licenze, incertezza del diritto, giustizia lenta, caste e potentati economici. Il loro primissimo passo però deve essere una gara tra tutti per individuare, isolare e biasimare a gran voce i violenti perchè da sempre la violenza giustifica e consolida lo Status Quo. Pensate quanti voti ha recuperato ieri la maggioranza, provate ad immaginare quante persone hanno pensato che in fondo sono meglio 40 escort in coda fuori da una camera che 40 Escort bruciate in strada....

grillo parlante 's picture
Inviato da: grillo parlante
16 October 2011 - 12:13

Articolo di un buonismo imbarazzante. Mai pensato ad un lavoro manuale, no?

Spider's picture
Inviato da: Spider
16 October 2011 - 12:09

Vero e leggete Massimo Mucchetti oggi su Corsera. La Banca d'Italia faccia bene la banca d'Italia . Controlli le banche senza farsi controllare...e non faccia la piaciona. Abbiamo già visto dove portano i piacioni....

Mercato e Libertà's picture
Inviato da: Mercato e Libertà
16 October 2011 - 12:00

Draghi non mi sembra abbia detto che gli indignati hanno ragione, ma che è comprensibile che ci sia rabbia. La rabbia non ha nulla a che fare con la ragione: si può essere arrabbiati contro l'AIDS, ma questo non significa che chi, come gli indignati, propone di curarlo con iniezioni di HIV abbia ragione, significa solo che è psicologicamente comprensibile di fronte ad un dramma che si reagisca in un certo modo, soprattutto se si è giovani, cioè in preda agli ormoni, con uno scarso controllo delle proprie facoltà intellettive, e vittime di ideologie prive di contenuti reali condivisibili.

Il problema degli indignati è che non mi sembrano diversi da Tremonti: mostrano il dito contro capri espiatori (la speculazione, la finanza) quando il problema è il modo in cui la nostra classe *digerente* (cioè che pensa solo al "magna magna") ha gestito il bilancio pubblico. Strano, vero, che la speculazione non colpisce Paesi con finanze in un buono stato, ma solo Paesi amministrati da incompetenti e irresponsabili?

Alla fine, gli indignati fanno il gioco di quella parte della classe digerente che vuole spostare da sé le responsabilità trovando improbabili scuse per continuare a comportarsi in maniera irresponsabile, o peggio. L'idealismo senza l'intelletto non è una virtù.

PM

Tommaso's picture
Inviato da: Tommaso
16 October 2011 - 10:31

Draghi, per l'Italia, ha gia' detto quello che c'e' da fare per ridare speranza ai giovani: le famose riforme (meno tasse, meno burocrazia, sussidio di disoccupazione). Draghi non e' un cantante ne' un poeta, quindi non puo' dare speranza ai giovani con strofe e feste colorate. Lui cerca di fare il possibile per creare le condizioni *economiche* per un futuro migliore. Cantanti e poeti verranno, se il contesto economico lo consentira'.

Stefano Esse's picture
Inviato da: Stefano Esse
16 October 2011 - 18:00

Draghi condivide le misure che stanno spezzando le reni alla Grecia. Qualcuno mi dimostri come nei prossimi trenta anni la Grecia si potrà risollevare da simili misure (che tra l'altro non sono ancora finite). Qualcuno mi dica quale paese che ha osservato diligentemente le misure che il Fmi ha imposto a strozzo, si poi è poi risollevato. Stiglitz insegna

marco's picture
Inviato da: marco
16 October 2011 - 10:18

a me non sembra che ieri ci si sia stata questa guerriglia urbana tanto urlata dai giornali oggi. Io c'ero alla manifestazione e la notizia che va valorizzata e approfondita è l'indignazione, è la voglia di urlare NO, è il fatto che C'E' chi dice no in questo paese che sembra rammollito ma che invece NON lo è: basta guardarlo bene, in faccia.

fabio's picture
Inviato da: fabio
16 October 2011 - 09:45

Si parlerà solo della violenza se voi (intesi come i media) parlerete solo della violenza.
Non nascondetevi dietro ad un dito

Piero's picture
Inviato da: Piero
16 October 2011 - 08:54

Gli indignati hanno ragione, Draghi sia coerente, perché tra un mese siede al comando della Bce, quindi se condivide la protesta degli indignati puo' attuare le misure che farebbero indignare meno gli indignati.
E' chiaro che la finanza ha preso il sopravvento sull'economia reale, dobbiamo far contare meno le attivita' finanziarie, quindi monetizziamo i debiti pubblici, la minaccia dell'inflazione e' solo la scusa dei politici, oggi hanno paura dell'inflazione solo le istituzioni finanziarie e non le aziende che producono beni reali e i lavoratori; basta pensare che le misure per salvare le istituzioni finanziarie stanno gravando solo sull'economia reale e quindi anche sui lavoratori, sicuramente e' preferibile l'inflazione, colpisce tutti.

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