In scenaUn mosaico di speranza contro la cronaca del male

Il 23 giugno presso il Teatro Franco Parenti di Milano andrà in scena “La vera storia dell’angelo invisibile”, un’opera lirica in quattro quadri con video ed elettronica che prova a riportare alla luce il bene, in un tempo in cui il male sembra occupare tutto lo spazio

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In un’epoca in cui il racconto mediatico sembra saturato da guerre, violenze e disuguaglianze, c’è un’arte che sceglie di non arrendersi alla rassegnazione. Nasce così L’Angelo Invisibile, la nuova produzione che vede uniti in un virtuoso sforzo creativo il Teatro Municipale di Piacenza e il Conservatorio Nicolini. Un’opera coraggiosa che intende la musica e il teatro come veri e propri anticorpi culturali, capaci di proporre un’alternativa forte alla “zona grigia” dell’umanità contemporanea.

Il libretto, firmato dal giornalista e scrittore Giangiacomo Schiavi, mette al centro della narrazione un direttore di giornale in crisi d’identità. Interrogandosi sul senso profondo del proprio mestiere — inteso non come una cinica fabbrica di notizie drammatiche, ma come uno strumento civile ed educativo — il protagonista sprona la sua redazione a cercare storie diverse. L’obiettivo è rompere la monotona rappresentazione di una società piegata da populismi, finanza tossica e narcisismi, per dare finalmente luce a quel bene che esiste, ma che spesso resta invisibile.

Attorno alla figura simbolica dell’Angelo Invisibile, interpretato da Ilariandrea Tomasoni, si snoda un mosaico di esistenze esemplari. Sono personaggi reali che hanno saputo ribellarsi allo status quo: il violinista che sconfigge la malattia pur di tornare a suonare; il prete delle catacombe di Napoli, che fa concorrenza alla criminalità offrendo un futuro ai giovani; grandi esempi di filantropia come quello di Ernesto Pellegrini, celebre imprenditore ed ex presidente dell’Inter, a cui la serata è dedicata. Pellegrini, attraverso il suo ristorante solidale Ruben a Milano, ha scelto di ridare dignità ai nuovi poveri, diventando il simbolo di un’imprenditoria che non dimentica gli ultimi.

La partitura musicale è il risultato del lavoro collettivo di cinque compositori: Michele Mazzoni, Guido Pagani, Nicolò Ricci, Riccardo Filianoti e Seyed Ali Hossein. A dare vita a questo tessuto sonoro è l’Ensemble e il Coro del Conservatorio Nicolini, diretti dal Maestro Daniele Balleello (con Corrado Casati alla guida del coro), mentre la regia è affidata all’esperienza di Roberto Recchia.

Il cast vocale valorizza i giovani cantanti del Conservatorio piacentino, chiamati a interpretare ruoli fortemente simbolici. L’Angelo Invisibile si configura così come un potente invito collettivo a superare l’indifferenza, dimostrando che il teatro può ancora essere il luogo in cui ritrovare fiducia nel futuro.

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