Cronache murzianeAltezza e peso: come sono cambiate le misure degli italiani

Secondo gli studi antropometrici condotti sulla popolazione italiana, i più alti sono al Nord e al Centro. La media nazionale è 1,75 per gli uomini e 1,62 per le donne

Le misure contano o non contano? Contano. Ma non per quello che comunemente si crede, visto che l’affermazione viene quasi sempre riferita alla sfera sessuale.

Pensiamo, invece, alle scarpe. O a un vestito. Vi siete mai chiesti come mai alcuni numeri o alcune taglie siano sempre più difficili da trovare e sugli scaffali, soprattutto per le calzature, i ragazzi cerchino dal numero 43 in su? O come fanno le aziende a scegliere quali debbano essere i capi da produrre e perché se alla vita un paio di pantaloni vi calza a pennello, quasi sempre avrete comunque bisogno dell’intervento di una sarta per accorciarli?

Per definire caratteristiche standard della popolazione italiana in termini antropometrici è stata necessaria una ricerca lunga venti anni, “L’Italia si misura”, durata dal 1990 al 2010

La risposta è nell’antropometria, la branca dell’antropologia che studia le misure. Più, precisamente, riportando la definizione che ne dà l’Uni, l’ente italiano per la normazione, “l’antropometria è l’approccio antropologico quantitativo d’attenzione all’estrema variabilità della specie umana in termini fisici, biologici, molecolari e metabolici, ma anche culturali e cognitivi.” Tale variabilità umana “va rispettata, conosciuta, studiata e monitorata nel tempo a causa del suo continuo divenire”.

Per definire caratteristiche standard della popolazione italiana in termini antropometrici, forse non molti, tra i non addetti ai lavori, sanno che ci è voluta una ricerca lunga venti anni, “L’Italia si misura”, durata dal 1990 al 2010 e presentata solo due anni dopo, con i risultati diventati oggetto di una pubblicazione di Aracne editrice (disponibile anche in ebook).

Il libro è un manuale di consultazione per informazioni tecniche per la progettazione di oggetti, ambienti e sistemi organizzativi a misura d’uomo. I dati antropometrici, infatti, sono sempre più necessari al fine di progettare sistemi in equilibrio rispetto al trinomio uomo-macchina-ambiente.

Stesso obiettivo che aveva un’altra ricerca, più recente, di un paio di anni fa, SizeItaly, nata da una collaborazione tra la tedesca Human Solutions Group e la italiana Sistemi Assyst.

Entrambe le ricerche, quella accademica de “L’Italia si misura” e quella commerciale di “SizeItaly” costituiscono un censimento delle misure della popolazione italiana, rappresentative delle proporzioni corporee, cambiate in modo significativo negli ultimi decenni, con una popolazione più “alta” e più “larga” delle precedenti.

È stato rilevato un leggero incremento dell’altezza del corpo nei gruppi di età tra 18-35 anni, mentre una marcata diminuzione si osserva tra 36-75 anni

Per SizeItaly le misurazioni sono state effettuate da agosto 2012 a dicembre 2013, misurando 6064 persone tra uomini, donne e bambini (24.000 scansioni), da 6 a 84 anni divisi in 9 gruppi di età, in ben 18 siti di scansione distribuiti su tutto il territorio italiano. A ogni partecipante e è stato sottoposto anche un questionario con 60 domande socio demografiche. La procedura di misurazione si è avvalsa della più avanzata tecnologia 3D body scanning. Per ogni misurazione il sistema ha generato un “gemello virtuale” della persona scansita, il cosiddetto “scanatar”, costituito da circa mezzo milione di punti. Su questo scanatar sono state calcolate per l’industria dell’abbigliamento 44 misure come altezza, girovita, giroseno. I dati raccolti hanno riguardato oltre a sesso, età e dati socio demografici, anche informazioni circa le aspettative di consumo e le preferenze di acquisto.

Nel confronto fra gruppi di età di uomini e donne è stato rilevato un leggero incremento dell’altezza del corpo nei gruppi di età tra 18-35 anni, mentre una marcata diminuzione si osserva tra 36-75 anni. In generale, sia per uomini che per donne, le proporzioni del corpo cambiano con il passare degli anni: per le donne la circonferenza di seno, vita e bacino tende a crescere, e quella più evidente è la vita, con una differenza di 21 cm fra il gruppo più giovane e quello più anziano.

L’altezza media dei maschi, in mezzo secolo è cresciuta di poco più di 4 centimetri: da 1,70 a 1,75

La statura delle donne, ora in media di 1,63 cm è aumentata di più di quella degli uomini

A rilevare invece le differenze antropometriche nelle diverse regioni italiane era stata la ricerca “L’Italia si misura”, coordinata Melchiorre Masali, antropologo dell’università di Torino, Giordano Pierlorenzi, del Centro sperimentale di design Cnipa di Ancona, e da Gaetano Alfano, del Dipartimento di Energetica dell’università di Napoli. I rilievi delle misure degli italiani, nei venti anni di lavoro, sono stati eseguiti in diverse zone d’Italia e in setting diversi (alcune misurazioni sui litorali di Napoli e Ancona).

Tra i primi risultati si è osservato che le stature delle regioni del Centro Nord Italia sono abbastanza vicine tra loro, con un leggero incremento da Ovest a Est, che ha confermato un dato già conosciuto (i veneti, ad esempio, sono generalmente più alti dei piemontesi). Meno scontato è apparso il risultato che la popolazione dell’Italia centrale risulti più alta di quella del Nord Ovest, mentre è stata abbastanza consistente con le attese la notevole riduzione della statura nelle regioni meridionali.

La statura media in Italia è di 1.75 cm per i maschi e di 1.62 cm per le femmine

Con il crescere dell’età la statura tende a diminuire, confermando il fenomeno noto come “incremento secolare della statura”, secondo cui la statura delle varie popolazioni, ma soprattutto di quelle economicamente più sviluppate, tende ad aumentare per l’interazione di una serie di fattori genetici e ambientali. Con il crescere dell’età di incrementano invece le misure orizzontali e questo fenomeno è più rilevante per i soggetti femminili.

La correlazione con l’età offre numerosi casi di correlazione negativa con le misure verticali che sono spiegabili solo in parte con il secular trend: infatti per la statura e le misure sopra al bacino possono intervenire sia variazioni secolari, sia gli effetti del rilassamento della postura.

La statura tende a diminuire con l’età per tutti i gruppi esaminati e le stature dell’Italia settentrionale sono sempre superiori a quelle del Centro tranne quelle maschili delle fasce centrali di età.

I soggetti dell’Italia centrale tendono a essere più pesanti (in media di 1 o 2 chili) rispetto ai corrispondenti soggetti del Nord. In generale si nota che con l’aumento dell’età tende a crescere il peso: nel Centro già nella fascia di 30-44 anni si arriva a livelli elevati di peso che poi si mantengono stabilmente nel tempo, mentre nel Nord si osserva un aumento progressivo del peso fino alla fascia di età 45-59 anni e successivamente una riduzione dopo i 60, probabilmente dovuta a una maggiore attenzione al regime dietetico.

La statura media in Italia è di 1.75 cm per i maschi e di 1.62 cm per le femmine.

Si può considerare definitiva la statura raggiunta a 18 anni, successivi ed eventuali aumenti sono a carico della colonna vertebrale e sono limitati (1 cm). In genere, nelle femmine la statura definitiva viene raggiunta prima (16-17 anni) che nei maschi (18-19 anni).

Il tipo di alimentazione, le condizioni igieniche, le malattie e perfino il grado e la tipologia di attività fisica praticata negli anni dello sviluppo, possono influenzare in maniera tangibile la statura raggiunta in età adulta. In Italia l’altezza delle reclute militari è aumentata di circa 10 cm tra il 1861 ed il 1961.

A impedire agli italiani di diventare un popolo di giganti ci penserà il cosiddetto «bersaglio genetico», cioè la misura scritta nel Dna

Nel 1900 l’altezza media degli italiani era di poco più di un metro e 61. Nel 1965 era aumentata di appena un paio di centimetri, altrettanti dieci anni dopo. Nel 1995 la media era di 1,68 mentre il traguardo dell’1,70 è stato raggiunto dieci anni fa, nel 2005. Se consideriamo che l’altezza media dei maschi è cresciuta di poco più di 4 centimetri (da 1,70 a quasi 1,75 mentre la media delle donne è ora a 1,63) in mezzo secolo, si vede che la statura delle donne è aumentata in media di più di quella degli uomini. Anche se ora un italiano su cinque supera il metro e 80, rispetto al 6 per cento nel dopoguerra. Contemporaneamente è calata nettamente (dal 5 all’1 per cento) la percentuale di giovani la cui altezza oscilla tra 155 e 159 centimetri.

Tranquilli, però. A impedire agli italiani di diventare un popolo di giganti ci penserà il cosiddetto «bersaglio genetico», cioè la misura scritta nel Dna di ciascuna popolazione. Il piede dei nostri figli, per fortuna, nella maggioranza dei casi, non andrà oltre il numero 46.

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