Voci e suoni di 120 anni fa, registrati in cilindri di cera

Prima dei vinili e dei nastri, si utilizzavano dei particolari cilindri per catturare i suoni. Sono oltre 10mila, e molti sono stati digitalizzati. Ci sono voci celebri, concerti e musiche. E tante, tante cose dimenticate dalla storia

Cilindri

Daderot, via Wikimedia Commons // CC0 1.0

12 Novembre Nov 2015 1425 12 novembre 2015 12 Novembre 2015 - 14:25

Catturare il suono e le voci. Il sogno dell’umanità inseguito per secoli divenne realtà nel 1877, con un’invenzione di Thomas Edison: una sorta di cilindro coperto di cera, su cui potevano essere incisi suoni e rumori. È stato così che si sono conservati per i posteri voci di uomini illustri, e concerti celebri (la cosa singolare è che ci sono anche tante cose che, oggi, sembrano molto poco interessanti, come atti di vaudeville, e commedie).

Il problema è che i cilindri, dopo un certo numero di ascolti, si sfaldavano e perdevano le informazioni incise. Per questo la University of California ha deciso di salvare il salvabile e, con una operazione non facilissima, di trasferirli sul digitale. Risultato: oggi si ha disposizione la registrazione di 10mila cilindri del XIX e XX secolo. È il Ucsb Cylinder Audio Archive.

Certo, alcuni sono frammenti, suoni e rumori mescolati. Altri sono registrazioni complete e interessanti. Ci sono discorsi dei primi presidenti americani dell’epoca (William Taft e Teddy Roosevelt), i primi concerti di musica country, rumori di alcuni animali, assoli di mandolino, arie d’opera prese in diretta.

Questa è una conferenza di Theodore Roosevelt

Oppure, si possono sentire concertini bizzarri, con tenori e chitarre hawaiane:

È possibile, per chi si appassiona a qualcuna di queste registrazioni, “adottare il cilindro”, cioè versare una cifra modica (60 dollari) per contribuire a preservarlo.

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