Viaggiare leggendo: i libri come biglietti del metrò

Un’iniziativa di una casa editrice brasiliana: inserire un biglietto per la metropolitana in una collana di dieci libretti. Per diffondere la lettura e far viaggiare i pensieri (e le persone)

Libretto Biglietto
13 Gennaio Gen 2016 1300 13 gennaio 2016 13 Gennaio 2016 - 13:00
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In Italia il 20% dei cittadini, nel 2015, non ha letto nemmeno un libro. Si parla, cioè, di 20 milioni di persone. Non poche. In Brasile le cose vanno un po’ meglio, dal momento che – pare – la media dei libri letti all’anno è di due a testa (con un nucleo di lettori forti e una grande massa di deboli e debolissimi). Non basta ancora. Per abituare le persone alla lettura, la più grande casa editrice carioca, la L&PM Editores ha fatto una bella pensata: una collezione di paperback che funzionano anche come biglietti della metropolitana.

Sono i Ticket Books (segno che anche in Brasile ogni novità dal contenuto tecnologico deve avere un nome inglese), cioè una decina di simpatici libretti che contengono, al proprio interno, dei biglietti dei mezzi. Un modo come un altro per collegare l’utile al dilettevole, cioè il trasporto urbano al trasporto della lettura. Sperano che funzioni: tanto che i Ticket Books saranno disponibili a tutte le stazioni della metro. Il primo esperimento, avvenuto a San Paolo il 23 aprile, è andato bene. I dieci libretti sono andati via come il pane, e i biglietti al loro interno erano stati ricaricati via internet, in modo da renderli ancora utilizzabili. Li hanno poi regalati ad amici e parenti, per diffondere il piacere della lettura.

I titoli oscillano tra contenuti simpatici e accattivanti, come le vignette dei Peanuts e di Garfield e cose più impegnate come Il grande Gatsby e i Sonetti di Neruda. Non mancano anche autori brasiliani come il poeta “delle piccole cose” Mario Quintana.

Insomma, la metropolitana è sempre più un luogo dell’anima da dedicare alla lettura. In Francia si stampano racconti. In Brasile, invece, si distribuiscono libretti & biglietti. Qualcuno li leggerà. Se non gli esseri umani, almeno gli scanner dei tornelli.

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