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Chi ha incastrato Monte dei Paschi?

Da giorni i giornali si riempiono di ipotesi su chi stia vendendo le azioni Mps. Fioccano le dietrologie e si diffonde il panico. Non è arrivato il momento di smetterla con questa pericolosa asimmetria informativa che serve solo ad arricchire pochi speculatori?

Mps Persone

(GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

22 Gennaio Gen 2016 1427 22 gennaio 2016 22 Gennaio 2016 - 14:27
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Messe Frankfurt

Ora che Mario Draghi ha agito come un pompiere sull’incendio appiccato alle banche italiane - un ossimoro rispetto al suo cognome degno di un cartone animato anni Settanta - una domanda va posta sul caos della settimana che si conclude. Chi ha venduto le azioni di Mps, innescando un’onda di sfiducia che si è riverberata su tutto il sistema bancario del Paese? E, ancora più importante: perché non possiamo sapere chi abbia venduto? Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, appena sono iniziate le vendite senza rete delle azioni del Monte e di Carige, ha detto che dietro c’erano «mani italiane e straniere». Poi ha annunciato che avrebbe fatto verifiche. Poi non ha detto più nulla. Per lui hanno parlato gli atti della Consob, con il sacrosanto divieto di vendite alla scoperto delle azioni Mps.

Così noi - giornalisti, piccoli investitori, uomini della strada - siamo rimasti a sguazzare nelle supposizioni e nelle dietrologie. Hanno venduto azionisti legati a hedge funds specializzati nel mercato dei crediti deteriorati (sofferenze), è stata una delle prime ipotesi. Il meccanismo sarebbe questo: spingere talmente tanto in basso il titolo da costringere la banca senese, per fare cassa, a cedere a prezzi di ultra-saldo le sofferenze in pancia, a dei fondi specializzati, legati direttamente o indirettamente agli azionisti. Antonella Olivieri del Sole, a Focus Economia, ha anche buttato lì un nome di uno di questi possibili venditori legati agli hegde funds: Ubs, e lo ha fatto andando per esclusione (il fondo brasiliano Btg Pactual aveva già venduto e Fintech aveva smentito). Lo stesso giorno Davide Serra, finanziere renziano di Algebris Investments, invitava a farsi due calcoli e concludeva che a vendere non potevano essere che piccoli investitori retail presi dal panico, perché malamente informati e ingiustamente preoccupati sulla solidità della banca. Lui stesso, fatti altri due calcoli, aveva comprato bond di Mps.

In mancanza di informazioni si sono scatenate le dietrologie: hanno venduto investitori legati a hedge fund specializzati in sofferenze? O sono stati piccoli risparmiatori presi dal panico? È un modo per far abbassare la cresta a Bruxelles? O una pressione alla Commissione perché conceda la bad bank?

Chi ha ragione? Scoprirlo sarebbe fondamentale, perché nel primo caso si tratterebbe di un attacco che causa un crollo. Nel secondo caso una fuga causata dalla paura di un nuovo bail-in in stile Etruria. Logica fa supporre che ci sia una combinazione delle due leve (innesco ed effetto valanga), ma, ancora una volta, non lo sappiamo. Nel clima di incertezza le speculazioni si sono spinte sempre più in là: e se fosse un modo per spingere la Commissione europea a concedere la bad bank al sistema italiano? Chi sarebbe in questo caso il mandante: le altre banche che avrebbero scelto Mps come vittima sacrificale? Parole in libertà, se non altro perché non tutte le banche vogliono una bad bank: quelle che possono permettersi di tenersi in pancia le sofferenze per qualche anno, cercheranno di venderle a prezzi migliori di quelli imposti da una “banca cattiva”. L’ultima speculazione era di segno opposto: dato che lo Stato è diventato azionista di Mps (dopo la conversione in azioni di un prestito), gli attacchi al Monte sarebbero segnali al governo perché abbassi la cresta nel braccio di ferro a Bruxelles?

Da questa asimmetria informativa guadagnano in pochi. Mentre a perderci sono tutti gli altri, dai territori a tutto il sistema bancario italiano

Se per giorni tutte queste speculazioni possono circolare è perché è mancata l’informazione o, per dirla come gli economisti, c’è stata un’enorme asimmetria informativa. Non si tratta di fare critiche gratuite alla Consob. Solo di far notare che da questa sorta di immunità informativa alcuni traggono enormi vantaggi. Mentre tutti gli altri hanno solo da perderci: gli azionisti, gli obbligazionisti e ora anche i correntisti sopra i 100mila euro di Mps, le aziende e i cittadini del territorio e, in ultimo, tutto il sistema bancario italiano e quello politico. Basta per poter chiedere un po’ di chiarezza?

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