Renzi declama una poesia di Borges che però non è di Borges

Nel suo viaggio in Argentina, tra strette di mano e promesse di accordi, c’è spazio anche per recitare qualche verso. Peccato che l’autore sia sbagliato, e la pronuncia pure

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17 Febbraio Feb 2016 1229 17 febbraio 2016 17 Febbraio 2016 - 12:29

Bella idea quella di andare in Argentina e declamare una poesia di Jorge Luis Borges, vero? Chissà a chi sarà venuta in mente, tra quelli dello staff del presidente del consiglio italiano Matteo Renzi. Forse allo stesso Matteo Renzi. Del resto, nella scelta, nella declamazione e nella pronuncia del testo c’è tutto il Renzi che conosciamo: il suo noto rispetto per la conoscenza, l’amore per la precisione e la celebre, storica, cura nel far bene le cose. Questa:

La poesia che Renzi attribuisce a Borges, ovviamente, non è di Borges, e non serve un esperto per capirlo. Il testo declamato circola nel web da qualche anno in forma anonima e qualche buontempone l’ha attribuita al celebre poeta argentino (il video, invece, lo ha scovato Miro e Sten). Per chi volesse godersela tutta, ecco il testo completo:

No puedo darte soluciones para todos los problemas de la vida,
ni tengo respuestas para tus dudas o temores,
pero puedo escucharte y compartirlo contigo.
No puedo cambiar tu pasado ni tu futuro.
Pero cuando me necesites estaré junto a ti.
No puedo evitar que tropieces.
Solamente puedo ofrecerte mi mano para que te sujetes y no caigas.
Tus alegrías, tus triunfos y tus éxitos no son míos.
Pero disfruto sinceramente cuando te veo feliz.
No juzgo las decisiones que tomas en la vida.
Me limito a apoyarte, a estimularte y a ayudarte si me lo pides.
No puedo trazarte limites dentro de los cuales debes actuar,
pero si te ofrezco el espacio necesario para crecer.
No puedo evitar tus sufrimientos cuando alguna pena te parta el corazón,
pero puedo llorar contigo y recoger los pedazos para armarlo de nuevo.
No puedo decirte quien eres ni quien deberías ser.
Solamente puedo quererte como eres y ser tu amigo.
En estos días pensé en mis amigos y amigas,
entre ellos, apareciste tu.
No estabas arriba, ni abajo ni en medio.
No encabezabas ni concluías la lista.
No eras el numero uno ni el numero final.
Y tampoco tengo la pretensión de ser el primero,
el segundo o el tercero de tu lista.
Basta que me quieras como amigo.

Bella, eh? Ci sono cascati in molti, anche se lo stile non è proprio borgesiano (una parola come “soluciones” non compare nemmeno una volta nel suo intero corpus poetico).

Quella roba schifosa non l’avrei scritta nemmeno da ubriaco

Jorge Luis Borges

Renzi però non ha solo preso un granchio, si è superato: gli accenti sono sbagliati, la pronuncia è sbagliata, l’autore è sbagliato. E financo il titolo è sbagliato, perché, nella realtà, non esiste neppure. Certo, poteva starci attento, fare un controllino in più. Ma che importa? Tanto Borges è morto. E se pure fosse stato vivo, non avrebbe visto nulla, perché era cieco. E in questo caso, c’è da scommetterci, avrebbe voluto essere anche sordo.

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