Tutte le intromissioni della Chiesa nella politica dal divorzio in poi

Anche quando il Papa o i cardinali non si esprimono con dichiarazioni dirette, ci pensano le lobby cattoliche a manovrare leggi e iniziative sociali, con il risultato che l'Italia è tremendamente in ritardo su temi sociali rispetto al resto d'Europa

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DANIEL DAL ZENNARO/AFP/Getty Images

12 Settembre Set 2016 1216 12 settembre 2016 12 Settembre 2016 - 12:16

Che l'Italia e la Chiesa avrebbero avuto una convivenza scomoda lo si poteva capire da subito. Nel suo primo discorso in Parlamento dopol'unità del 1861, Cavour parlò di Roma come necessaria Capitale del nuovo Regno d'Italia. Dettaglio: ad occuparsi delle buche, della futura metro C e delle future Olimpiadi era ancora il Papa con il suo Stato Pontificio e ci vollero nove anni prima che il Regno d'Italia annettesse l'Urbe. Nello stesso discorso al Parlamento Cavour aveva anche provato a dettare le linee guida: libera chiesa in libero stato. Una sorta di contratto con gli italiani ante – litteram, ma anche in questo caso le promesse erano state un pizzico azzardate, tanto che la storia d'Italia è piena di intromissioni sempre meno richieste da parte della Chiesa nella politica. Che fosse l'omelia in dialetto del prete di paese o la nota ufficiale del Papa, le parole del mondo cattolico hanno spesso rallentato, abrogato, favorito, fatto e disfatto. E noi, il più delle volte, li abbiamo ascoltati.

Ecco sette casi emblematici:

1- FUGA CON LA SERVA – “Dopo il divorzio verrà l'aborto, poi il matrimonio tra omosessuali e magari un giorno vostra moglie scapperà con la serva!” Amintore Fanfani sprigiona prima repubblica solo dal nome e con questo oracolo sintetizzò la campagna referendaria del '74 contro la legge che permetteva il divorzio. La Chiesa, con l'allora Papa Paolo VI, scese in campo con tutte le sue forze politiche e sociali, ma dovette incassare il colpo della sconfitta e il divorzio fu realtà. In tutto questo va reso atto che Amintore ci aveva visto lungo: siamo a tre su quattro, ma anche sulla serva ci stiamo lavorando.

2 – LA FAMIGLIA TRADIZIONALE – Il concetto di famiglia tradizionale è curioso. Questa enigmatica quanto abusata locuzione si riferisce ad un quadretto formato da padre, magari bianco e medio borghese, madre, magari casalinga, e un paio di figli, magari un maschio e una femmina. Insomma, una specie di famiglia Simpson un po' meno gialla. Questa creatura mitologica è sponsorizzata da uomini di chiesa, che quindi sono celibi e senza figli, o da politici di area cattolica che, in molti casi, sono divorziati, risposati e con figli nati fuori dal matrimonio (nessuno pensi a Salvini, nessuno pensi a Salvini). Prima della recente approvazione del decreto Cirinnà sulle unioni civili i comitati cattolici hanno montato su una discreta campagna contraria ad ogni tipo di riconoscimento delle coppie omosessuali. Il Cardinal Bagnasco si dichiarò contrario, lancidosi in una previsione di Fanfaniana memoria: “il prossimo passo sarà l'utero in affitto”. Non l'ha specificato, ma è chiaro: l'utero ce lo mette la serva.

3 – QUALCUNO PENSI AI BAMBINI – Una nuova grande paura sconvolge le scuole italiane: la teoria gender. Versione cattolica: all'oscuro dei genitori, gli insegnanti dell'asilo inculcano ai bambini messaggi sessualmente devianti e arrivano persino a far provare loro pratiche masturbatorie. In realtà la teoria gender non esiste, se non nella propaganda di chi la contrasta. Esistono i gender studies, delle ricerche accademiche che tentano di dimostrare come i pregiudizi di genere nascano proprio in età infantile in piccole cose che diamo per scontate, ma che poi fanno sì che in età adulta siano accettate dinamiche discriminanti. “Espressione di frustrazione che mina a cancellare la differenza sessuale”, così definì la teoria gender Papa Francesco lo scorso aprile. La propaganda monta, la scuola e la società perdono un'ottima occasione.

4 – MARINO IMBUCATO – Anche quando la Chiesa potrebbe starsene al posto suo, c'è chi la stuzzica per far muovere lo scacchiere politico. Quando tutti già cercavano di togliere il terreno da sotto i piedi a Ignazio Marino, ex sindaco di Roma, i media riportarno una sua dichiarazione in cui spiegava di essere andato a Philadephia invitato dal Papa. Sull'aereo di ritorno dagli States Papa Francesco smentì: non ho invitato io Marino. E come se non bastasse, il Pontefice disse anche di aver parlato con gli organizzatori, anche loro ignari di chi avesse mandato l'invito. Noi stiamo con Marino: la vita è troppo breve per aspettare di essere invitato a convention internazionali, soprattutto quando mezzo Pd ti vuol far fuori.

Amintore Fanfani criticò il divorzio con una celebre profezia: verrà l'aborto, poi i matrimoni omosex e infine vostra moglie scapperà con la serva!

5 – FIGLI IN PROVETTA – Nel 2005 in italia si votò per abrogare o meno una legge sulla fecondazione assistita. Il cardinal Ruini si schierò pubblicamente a favore dell'astensionismo, di modo che non si raggiungesse il quorum e non si liberalizzasse la fecondazione. Obiettivo raggiunto, perchè votò soltanto il 24% degli aventi diritto: un capolavoro degno del Renzismo in periodo di trivelle e un messaggio chiaro alla nazione: se non potete avere figli la colpa è vostra (ma mai di Dio, che invece vuole mettervi alla prova)

6 – STACCARE LA SPINA – Nel 2008 tornò forte il dibattito sull'eutanasia, a seguito del caso Eluana Englaro. Gni qual volta si prospett la possibilità di staccare una spina delicata, però, dal Vaticano arriva la fatwa. Ogni legge a riguardo non decolla e l'influenza del mondo cattolica sembra ancora oggi troppo ingombrante. Papa Bendetto: “L'eutanasia è una soluzione falsa e indegna”. Papa Francesco: “E' falsa compassione”. Che possa essere falsa anche la vita in quelle condizioni, invece, non se ne preoccupa nessuno.

7 – ABBIAMO FATTO MOLTO – Con il concordato dell'84 lo Stato e la Chiesa si accordavano per ripartirsi l'otto per mille, che anche quando non volontariamente dedicato al Vaticano ci finisce tramite un'equa distribuzione proporzionale. Un regalino da qualche miliardo di euro in trent'anni. Possiamo dirlo tutti insieme: abbiamo fatto molto, per la Chiesa (con la musica di Morricono in sottofondo).

Ci sarebbero anche l'aborto, l'ora di religione a scuola, le ingerenze sulla manovra fiscali (qualcuno ha detto ICI per i luoghi di culto?), il delitto d'onore e il matrimonio riparatore, le condanne ai contraccettivi, il business dei migranti e, soprattutto, la rottura di palle delle campane. Ma, in fondo, abbiamo ancora il sospetto che davvero moriremo tutti democristiani, dunque è meglio non infierire troppo, sia mai che un giorno ce ne pentiremo.

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