Chi è Juan Manuel Santos, il presidente della Colombia premiato con il Nobel per la Pace

Da ministro della Difesa è stato prima falco e poi ha appoggiato i processi contro i massacratori. Da presidente ha avviato i colloqui di pace con le Farc che hanno portato allo storico accordo dello scorso settembre. La premiazione arriva dopo la bocciatura dell’accordo con un referendum

Santos Colombia

(Chris Jackson/Getty Images)

7 Ottobre Ott 2016 1108 07 ottobre 2016 7 Ottobre 2016 - 11:08

Il premio Nobel per la pace 2016 è stato assegnato al presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, per i suoi sforzi per porre fine al conflitto civile tra le forze governative e le Farc, durato 50 anni. Il riconoscimento arriva a pochi giorni dalla vittoria a sorpresa dei No al referendum che avrebbe dovuto sancire l’intesa dopo quattro anni di negoziazioni. I voti contrari sono stati il 50,23%. Alcuni punti dell’accordo erano stati contestati, tra cui l’assegnazione permanente di cinque seggi parlamentari al futuro partito che sarebbe nato dalle Farc. Sono stati bocciati anche l’indulto e amnistia per i reati commessi nella guerriglia.

Economista e giornalista, Santos è nato 65 anni fa a Bogotà e fa parte di una delle più influenti famiglie del Paese. Ha studiato negli Stati Uniti, alla University of Kansas, e alla London School of Economics. Una volta tornato in Colombia, si è iscritto all'Ordine dei Produttori di Caffè Colombiani (1972) ed è divenuto vicedirettore di El Tiempo. Si tratta del periodico della Famiglia Santos, che era stato diretto dal prozio, Eduardo Santos, il quale fu anche presidente della Repubblica tra il 1938 e il 1942.

La carriera politica inizia nel 1991, quando diventa ministro del Commercio estero. Nel 2000 il salto di qualità, con la nomina a ministro dell'Economia sotto il presidente di Andrés Pastrana Arango. Nel 2002 diventa uno dei co-fondatori del Partito sociale di unità nazionale, di centro-destra. La sua storia politica si intreccia con la guerriglia delle Farc a partire dal 2006, quando il presidente Alvaro Uribe lo nomina ministro della Difesa. Quando è in carica sceglie la linea dura. L’atto più noto e controverso è l’uccisione del segretario delle Farc Raul Reyes, il 2 marzo 2008, in un bombardamento in un campo di addestramento dei guerriglieri in Ecuador, al confine con la Colombia. Ma c’è anche la liberazione di Fernando Araújo Perdomo e quella, sempre nel 2008, dell’ex candidata presidenziale Ingrid Betancourt. Era prigioniera delle Farc dal 2002, assieme ad altri 14 ostaggi, tra cui tre statunitensi.

Su Santos e il presidente Uribe pesano le uccisioni extragiudiziali di guerriglieri, ma anche di civili. I compensi e le promozioni per le esecuzioni portarono a scandali come quello dei “falsi positivi”: uccisioni di civili che venivano camuffati da guerriglieri

Alla presidenza arriva nel 2010, quando supera al secondo turno, con il 69% dei voti, il candidato del partito verde Antanas Mockus. Viene rieletto di misura nel 2014, battendo con il 51% Óscar Iván Zuluaga, candidato del Centro Democratico.

Sul passato di Santos e del presidente Uribe pesano le uccisioni extragiudiziali di guerriglieri, ma anche di civili. I compensi e le promozioni per le esecuzioni portarono a scandali come quello dei “falsi positivi”: uccisioni di civili che venivano spacciati per guerriglieri. Non ci sono cifre ufficiali sui massacri. Secondo la Ong Coordinación Colombia-Europa-Estados Unidos e la Fundación para la Educación y el Desarrollo, tra il 1994 e 2009 le esecuzioni extragiudiziali sono state 3.756, di cui oltre tremila dopo il 2002. Santos nel 2008 ammise l’esistenza di tali esecuzioni e promise di risolvere il problema. Ventisette funzionari militari furono licenziati e il comandante in capo dell’esercito, il generale Mario Montoya, si dimise. Nel 2009 i soldati condannati furono 67 e altri 400 furono arrestati. Nel 2005 30mila paramilitari erano stati amnistiati senza alcuna indagine sul presunto coinvolgimento in crimini di guerra.

Juan Manuel Santos si dimise da ministro della difesa nel maggio 2009. Quando la Corte costituzionale colombiana vietò la partecipazione di Uribe alla campagna per il terzo mandato presidenziale, Santos lanciò la sua candidatura.

L‘annuncio dei primi colloqui di pace con le Farc fu dato da Santos nel 2012, atto che segnò la rottura con il precedende presidente Uribe. Per questi sforzi di pace, nel 2012 aveva ricevuto lo Shalom Prize. L’annuncio di un accordo definitivo e l’avvio di un processo di riconciliazione nazionale, con l’indizione di un referendum popolare. Dopo la vittoria dei No, Santos ha confermato il cessate fuoco e la fine delle ostilità bilaterali. Anche le Farc hanno detto di voler mantenere la propria "volontà di pace".

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