Prove di maturità, l'importante è finire (anche senza il 100 e lode)

Skuola.net ha chiesto ai maturandi che voto finale pensano di ottenere. La maggior parte oscilla tra i 70 e i 90 punti, ma 1 su 10 punterà al cento. Le prove più temute? Quella d’indirizzo e il colloquio orale. E l’ombra dei test di ingresso “distrae” dall’esame di Stato

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1 Giugno Giu 2017 0830 01 giugno 2017 1 Giugno 2017 - 08:30

Chi l’ha detto che i ragazzi di oggi non amano le mezze misure? Almeno per quanto riguarda la maturità, infatti, gli studenti dimostrano di non disdegnare un voto “medio”. Così, ben il 27% punta a un voto dal 60 al 70, e 1 maturando su 4 aspira a un punteggio finale che si aggiri tra il 71 e l’80, che equivale alla sufficienza piena. Le fasce medio alte mantengono comunque un certo grado di appeal: un altro 19% vorrebbe qualcosa di meglio, cercando di posizionarsi tra l’81 e il 90, e il 17% lotta per un voto finale tra il 91 e il 100 (senza lode). E il 100 e lode? Rimane l’obiettivo di pochi ma buoni: si tratta di circa 1 maturando su 10 (il 9%).

È quanto emerge da una web survey di Skuola.net, a cui hanno risposto circa 1200 studenti di quinta superiore. Una maturità senza particolari exploit, quindi: molto del voto finale dipende da come ci si è comportati durante l’ultimo triennio delle superiori. E dai dati raccolti, emerge che le aspirazioni sostanzialmente coincidono con la media scolastica, a cui sono associati i crediti portati alla maturità. In fin dei conti, un quarto del punteggio di diploma dipende proprio da questi. Così, è solo l’11% dei maturandi a pensare che alla fine otterrà tutti i 25 crediti a disposizione (la base di partenza per il 100). La maggior parte, invece, proseguirà sulla strada di mezzo: il 51% crede di meritare tra i 15 e i 20 punti.

Una volta appurato l’ammontare dei crediti, però, si passa ai fatti. Alle prove di maturità. Ognuna con le sue caratteristiche e, soprattutto, con le sue insidie. La prova più temuta? Senza ombra di dubbio la seconda, quella d’indirizzo: il 33% (agli istituti tecnici si arriva al 42%) la indica come lo spauracchio principale di tutto l’esame. Subito dietro si piazza il colloquio orale: il 29% dei maturandi (il 38% ai professionali) lo attende con paura. La prova apparentemente più abbordabile? Il tema d’italiano (lo teme solo il 10% dei ragazzi).

Timori che, per qualcuno, potrebbero tradursi in realtà. Il 35% pensa di ottenere il voto più basso proprio alla seconda prova. Anche l’orale (35%) non lascia dormire sonni tranquilli. Mentre il 30% è convinto che prenderà il voto più alto nella prova d’italiano. Ma, a volte, di fronte a una prova ostica i ragazzi cercano di prepararsi al meglio. Così, il 26% spera di avere le maggiori soddisfazioni dalla prova d’indirizzo. Calcoli che qualche maturando, però, non sta assolutamente facendo: sono quelli che, subito dopo la maturità, dovranno concentrarsi sui test d’ingresso all’università. Più di 1 su 4 considera una priorità questi ultimi rispetto agli esami di giugno.

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