Immigrazione

L’ultima iniziativa di Nawal Soufi: “Adotta un migrante in Grecia”

In quattro giorni, 12 italiani hanno deciso di sostenere economicamente 12 persone bloccate in Grecia dopo l’accordo con la Turchia. Nawal dà a chi adotta il numero di telefono della persona che ha bisogno di aiuto. “Vi assicuro, nascerà un’amicizia che vi arricchirà”

Mama Nawal

Nawal Soufi (TIZIANA FABI/AFP)

14 Giugno Giu 2017 1405 14 giugno 2017 14 Giugno 2017 - 14:05

La chiamano Mama Nawal, o anche l’angelo dei profughi (come il titolo di un libro a lei dedicato). Ora Nawal Soufi, la ragazza catanese di origini marocchine che salva i profughi in mare dando con il suo cellulare le coordinate alla guardia costiera, ha lanciato una nuova idea per sostenere chi è già a terra. In un video pubblicato sul suo profilo Facebook propone di “adottare” a distanza i migranti bloccati da mesi in Grecia. Nawal (vincitrice del premio “Cittadino europeo 2016”) si trova sull’isola di Lesbo, e fornisce a chi decide di aderire il numero di telefono della persona che ha bisogno di aiuto. Senza alcuna intermediazione, si entra così in contatto con i rifugiati, conoscendo la loro vita quotidiana e le loro esigenze, e versando un contributo in denaro tramite i servizi di money transfer. «In pochi giorni, dall’Italia alla Svizzera, i profughi adottati sono già dodici», racconta Nawal. «Vengono da Siria, Congo, Algeria, e sono ospitati nei campi di Moria, Kara Tepe e Pikpa, a Lesbo. Mentre le persone che hanno adottato vanno da Milano a Niscemi».

Nawal ha lanciato l’iniziativa sui social lo scorso 9 giugno. «Vorrei coinvolgervi in un progetto di lunga durata», ha spiegato in una diretta video. «Le persone che sono adesso in Grecia sono arrivate con la speranza di raggiungere i loro familiari in Germania, Austria, Svezia, Svizzera, Italia. Si sono ritrovate con le frontiere chiuse e sono in Grecia da un anno o anche di più». Al momento del loro arrivo, i migranti avevano qualche soldo in tasca per garantirsi la sopravvivenza. Dopo la firma dell’accordo con la Turchia del 20 marzo 2016, a loro non è stato più concesso nessuno spostamento al di fuori delle isole. Gli sbarchi sono diminuiti. E con i Paesi dei Balcani che hanno chiuso i confini a Nord, la Grecia intera è diventata un carcere a cielo aperto per oltre 65mila persone. Le procedure per la richiesta di asilo vanno a rilento e le isole stanno esplodendo. La capacità massima sulle cinque isole principali sarebbe di poco più di 8mila profughi, ma in realtà oggi ne ospitano quasi 13mila, spesso in condizioni disumane. I soldi messi da parte ormai sono finiti. Mentre il contributo che arriva loro dallo Stato greco è di soli 90 euro al mese.

«Ognuno può contribuire con un minimo impegno, di 80, 100 euro mensili, quello che si vuole», esorta Nawal. «Io sono solo un ponte. Non chiedo a voi di versare questi soldi a me. Io vi do il loro numero di telefono. Anche perché la cosa più bella è avere un contatto diretto con le persone che si cerca di aiutare». Chi decide di adottare una persona, riceve quindi da Nawal il numero di cellulare e da lì parte l’“adozione”. «Molto banalmente Francesco si mette i contatto con Ahmad su Whatsapp e gli dà una sorta di garanzia mensile per un tot di mesi, due o sei, fino a quando volete». Ogni mese si fa un trasferimento di denaro alla persona con cui si è in contatto. «E vi assicuro che nascerà un’amicizia che può solamente arricchire voi e la persona che aiuterete».

Alcuni migranti hanno bisogno di un contributo mensile per fare la spesa ed evitare le lunghe file sotto il sole all’ora dei pasti nei campi sovraffollati. Altri magari necessitano di una batteria per ricaricare il telefono, non avendo sempre l’elettricità a disposizione. O ancora di un paio di scarpe estive o del latte in polvere per i neonati.

«Vorrei vedere persone che in qualche modo si prendono la responsabilità di alleggerire le sofferenze di chi in questo momento vive in un carcere a cielo aperto», spiega Nawal. «Ahmad conoscerà l’Italia, e voi conoscerete la sua terra tramite le parole, le foto che manda. Vedrete la cena che ha mangiato, quello che ha cucinato fino alla luna che c’è di sera in Grecia». L’ultima foto arrivata sul cellulare di Nawal da Lesbo è un’immagine della luna con sotto il filo spinato. «Questa foto riassume tutto quello che loro volevano dire», spiega.

Chi vuole adottare un migrante in Grecia può scrivere a: Nawalnoborder@libero.it

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