Cara Giordana, perché non molli Veronica Pivetti?

Veronica Pivetti parla di omosessualità nei film ma sulla donna con cui vive dice che non è amore e che le ricorda un’altra ragazza. Ebbene, essere un segreto, seppur di Pulcinella, è avvilente. Se qualcuno non ha il coraggio di parlare della vostra esistenza come si deve, non merita il vostro tempo

Né Giulietta Né Romeo 1

Una scena del film “Né Giulietta né Romeo” (Italia, 2015), diretto da Veronica Pivetti e incentrato sul tema dell’omosessualità di un adolescente

23 Agosto Ago 2017 1000 23 agosto 2017 23 Agosto 2017 - 10:00

Partiamo da un presupposto scontato ma importante: essere un segreto fa schifo. Sì, Giordana, ce l’abbiamo con te. Ma prima di dirti quello che abbiamo da dirti, sarebbe meglio raccontare un po' chi diavolo sei. E per farlo ci tocca parlare di Veronica Pivetti.

Veronica Pivetti tornerà nella prima serata di Rai 1 con Provaci ancora Prof 7 lunedì 25 settembre. Intervistata da Di PiùTv, l'attrice e “sorella di”, ha parlato a 360 gradi della sua vita con una trasparenza di quelle che di così opache non se ne vedevano dai tempi in cui l'omosessualità era considerata una malattia mentale. Per la cronaca, l'attrazione per persone dello stesso sesso è stata depennata dalla lista dei disturbi psichiatrici il bel mattino del 25 maggio 1990, ventisette anni fa, su per giù. Fra un anno fa il rinnovo della patente, se passa l'esame della vista.

Ma già sulla teoria a quanto pare ci sono tuttora evidenti difficoltà.

Non sappiamo se Veronica Pivetti sia o meno lesbica, quello che ci è dato sapere, dalla sua stessa voce, è che vive con una donna, Giordana, e due cani "da tempo".

Proviamo a vedere da quanto: nel marzo del 2014 la sorella di Irene, intervistata da Daria Bignardi a Le Invasioni Barbariche, si professava single. Due mesi dopo, quando le andò a fuoco casa per via di un incidente col bollitore del tè, spunta per la prima volta il nome di una certa Giordana, “la migliore amica” che l'avrebbe ospitata dopo l'incendio. «Mi sostiene sempre, nei momenti belli come in quelli brutti, è un po’ la mia metà» disse Veronica a Porta a Porta in promozione di uno spettacolo teatrale.

L'anno successivo, l’attrice diventa regista e la sua opera prima, “Né Giulietta, né Romeo”, ottiene il patrocinio di Amnesty International in quanto “manifesto contro l'omofobia”. Ah, nientemeno. Che bella cosa.

In un'intervista a Grazia, organizzata per l'uscita della pellicola nelle sale, la Pivetti affronta a muso duro il tema parlando dell'omosessualità come di «un mondo ingiustamente sommerso, quasi sotto copertura» il che «è quanto di peggio possa accadere per i sentimenti», chiosa, dopo aver nicchiato sull'ipotesi che, sì, potrebbe anche innamorarsi di una donna come già le era capitato in passato. Mai dire mai nella vita, che sarà sarà, whatever will be will be. Intanto, a occhio, Giordana se ne stava a casa (loro) a fare la calza. Ma, del resto, non è mica colpa di Veronica se, come ha fatto più volte notare, «In Italia c'è assoluta chiusura su questo argomento, è un Paese pieno di pregiudizi». Ah, signora mia, figuriamoci poi se hai da andare in onda su Rai 1.

«Giordana è una cara, carissima amica. Non lo definirei proprio un amore ma ci vogliamo bene. In lei rivedo Adriana, una ragazza della quale mi innamorai da giovane, perdutamente». Ora immaginate di avere una relazione e di sentirvi dire una cosa del genere. Siete la coinquilina, la dogsitter, ok, però un qualche affetto per voi la persona a cui volete bene ce l’ha: le ricordate una ex fiamma di gioventù. Roba da rincorrere il/la partner con una ciabatta di legno

Arriviamo a oggi.

Oggi Veronica, nella sopracitata intervista a DiPiù Tv, rivela ufficialmente di convivere con Giordana e due cani. «Siamo una famiglia», dice, «il nostro è un rapporto serio, sincero, profondo e intenso, non potrei desiderare di più».

Poi però precisa, quasi si giustifica: «Sono delusa dagli uomini» (è stata sposata dal 1996 al 2000 col collega Giorgio Ginex, relazione durata la bellezza di otto anni in totale) fino all’epitaffio conclusivo: «Giordana è una cara, carissima amica. Non lo definirei proprio un amore ma ci vogliamo bene. In lei rivedo Adriana, una ragazza della quale mi innamorai da giovane, perdutamente».

Ora immaginate di avere una relazione, di più, una convivenza e di sentirvi dire, di leggere una cosa del genere. Siete la coinquilina, la dogsitter, ok, però un qualche affetto per voi la persona a cui volete bene ce l'ha: le ricordate una ex fiamma di gioventù. Roba da rincorrere il/la partner con una ciabatta di legno.

Mettiamola così: se Francesco Totti dicesse di stare con la Blasi perché gli ricorda tanto Flavia Vento, passerebbe per stronzo senza appello. Ma pure se lo dicesse vostro marito, il vostro fidanzato, uno con cui vi vedete da qualche sera e chissà come andrà.

Non che nel dorato mondo eterosessuale le cose vadano di gran lunga meglio tra amanti, rapporti dimenticati appena varcata la soglia dell’ascensore verso l'uscita e doppie spunte blu che fioccano come neve sulle corna delle renne di Babbo Natale.

Ciliegina sulla torta una tanto straripante quanto pallida smentita: la Pivetti comunica ai fan, tramite la propria pagina Facebook ufficiale, che le sue dichiarazioni sarebbero state stravolte dalla carta stampata aka la macchina del fango, che se fosse una donna omosessuale leggendole si sarebbe pure un po' incazzata perché "essere gay non è un ripiego". L'attrice si dice stupita dal modo in cui le persone non riescano a concepire che tra persone dello stesso sesso ci possa essere un rapporto intensissimo pur senza consumare sotto le lenzuola. Infine specifica che Giordana non le ricorda per nulla Adriana, educatrice dell'oratorio per cui si era presa una cotta a undici anni. Motivo? Adriana era "cicciotta".

Giordana, dicevamo, Giordana.

Essere un segreto, pure se di Pulcinella, è svilente. Non importa i mezzi zuccherini dispensati nel privato delle mura domestiche. Se qualcuno non ha il coraggio di parlare della vostra esistenza come si deve, che sia etero, omosessuale, vegano o rettiliano, non merita un secondo del vostro tempo e della vostra dedizione. Figuriamoci, poi, l'amore. Neanche se lascia intendere che siate più in forma della sua ex.

L'eventuale omosessualità di Veronica Pivetti non ci tange particolarmente (saranno pure fatti suoi, ovvio) ma nel momento in cui lei stessa decide di trattare l'argomento, che lo faccia. È davvero più facile girare un film sul tema? È più importante il riconoscimento pubblico di quello privato?

A prescindere, questa, e questa sì, è una storia che va al di là dell'orientamento sessuale. Diventa anche un'occasione per riflettere sulle volte in cui, sentimentalmente, ci si accontenta delle briciole quando si potrebbe avere il menù completo da Cracco (col rischio di diventare "cicciotte" come Adriana, va bene).

L’eventuale omosessualità di Veronica Pivetti non ci tange particolarmente (saranno pure fatti suoi, ovvio) ma nel momento in cui lei stessa decide di trattare l'argomento, che lo faccia. È davvero più facile girare un film sul tema? È più importante il riconoscimento pubblico di quello privato?

Essere un segreto fa schifo, lo ribadiamo. Essere Giordana invece no. Per niente.

Ragazza, fatti un favore (e fallo pure a noi, in un certo senso): mollala.

(Sulla ciabatta di legno non c'è copyright, vai pure)

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