Smart working non significa lavorare da casa ma abbandonare il mito della postazione fissa

Si entra nella sede, o in una delle sedi, della propria azienda e ci si siede liberamente dove si trova posto, tanto bastano un pc e una connessione per essere efficienti. E la cara vecchia scrivania? Meglio liberarsene: è un rifugio che può diventare una trappola

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da Flickr, di Steven Zwerink

2 Febbraio Feb 2018 1410 02 febbraio 2018 2 Febbraio 2018 - 14:10
Tendenze Online

Quando parliamo di smart working il nostro pensiero corre immediatamente alla possibilità di lavorare da casa; ma smart working in realtà, per un numero crescente di aziende, significa e significherà anche l’addio alla postazione fissa di lavoro. Si entra nella sede, o in una delle sedi, della propria azienda e ci si siede liberamente dove si trova posto, tanto bastano un pc e una connessione per essere perfettamente efficienti. E la mia cara vecchia scrivania? La piantina da annaffiare? Le foto dei bimbi? La tazza per il tè? L’attestato di partecipazione all’ultima maratona?

Non vogliamo ironizzare. La postazione di lavoro è uno spazio di identità personale che risponde a un preciso bisogno di autoaffermazione e di autoprotezione. Per molti di noi è l’equivalente “adulto” della nostra stanzetta di adolescenti, il tempio della nostra autoconsapevolezza. Insomma la fine della postazione fissa non è solo una profonda trasformazione organizzativa. Impatta significativamente sulla nostra esperienza umana al lavoro. È un tema delicato che dovrebbe impegnare la riflessione attenta della psicologia del lavoro.

Premessa dunque la necessità di considerare approfonditamente il diso-rientamento del “nomadismo digitale”, è importante enfatizzare i vantaggi di un mondo dove il nostro “posto” in ufficio è ovunque ci sia una connessione e un pc:

1) Energia e autostima.
La postazione di lavoro è la trasposizione fisica del concetto di “zona di comfort”, uno spazio in cui ci sentiamo perfettamente a nostro agio, protetti, sicuri, un nostro “giardino di proprietà privata”. Probabilmente questo è il contesto giusto per un impiegato chiamato a svolgere mansioni ripetitive secondo rituali ben consolidati. Se però consideriamo che oggi il lavoro è sempre di più autonomia, energia, intraprendenza personale allora lavorare in un ambiente senza “zone di comfort” può aiutarci a raccogliere con più coraggio le nostre quotidiane sfide professionali. Non solo, scoprire di poter fare a meno delle nostre piccole certezze e abitudini è uno straordinario balsamo per l’autostima.

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