Quasi mi vergogno di essere antifascista, per colpa vostra

A giudicare dal valore umano che emerge, da Facebook al dibattito pubblico, tutti sono antifascisti, ma solo a parole. E se si passa all’azione a volte è anche peggio. Roba da far rivoltare nella tomba i partigiani veri

Partigiano_Johnny_Linkiesta

Il partigiano Johnny

Dal film diretto da Guido Chiesa

23 Febbraio Feb 2018 0735 23 febbraio 2018 23 Febbraio 2018 - 07:35

A guardare certe bacheche di Facebook sembra che siamo invasi dai fascisti.

Qualche giorno fa invece Berlusconi diceva che il fascismo è morto e che il vero pericolo sono gli antifascisti. Mi sembra verissimo che il fascismo è morto, ma come possono esistere (e pontificare così tanto) tutti sti antifascisti vivi se i fascisti sono tutti morti?

Me lo chiedo perché da anni quasi mi vergogno di dichiararmi antifascista. Alla fine, quando viene l’argomento (perché l’argomento viene, basta frequentare qualche pseudointellettuale e il fascismo prima o poi salta fuori), lo dico sempre, ma con un certo imbarazzo, perché essere accomunato ai fighetti dei centri sociali che giocano a guardie e ladri per strada è una di quelle cose che mi mettono troppo in imbarazzo.

Anche se sono orgogliosamente antifascista. Lo sono per tradizione familiare (mio nonno Aldo era un portuale comunista, mia nonna Ersilia mi faceva addormentare cantandomi Bella ciao e Fischia il vento), lo sono per essere stato un quattordicenne gruppettaro da centro sociale (da ragazzino, a Genova, durante i pomeriggi che passavo a giocare a calcetto al CSOA Zapata coi Meganoidi, fieri compositori dell’inno contro la Municipale che resterà sempre nei cuori di tutti i perseguitati da Equitalia e i suoi fratelli, ho fatto la mia scelta estetica: l’unico fascista buono è il fascista morto), lo sono per profonde convinzioni politiche: dopo la seconda guerra mondiale ogni forma di nazionalismo (anche se di presunta matrice socialista, come nella Russia di Stalin) non è nell’interesse di nessuna popolazione e in generale della specie umana, non è compatibile con la mondializzazione economica ormai pienamente realizzata, e il protezionismo, da cui nascono le ideologie fasciste, è solo una delle due facce del capitalismo insieme al liberismo; il giusto dosaggio fra le due istanze non è che una delle sfide per gli stati e gli insiemi continentali contemporanei, in lotta fra loro per spartirsi i mercati ma uniti nel far pagare i conti delle finanziarie, di un segno o di un altro del mercato, sempre e comunque ai lavoratori di ogni paese.

Dallo stravolgimento degli equilibri mondiali a cui stiamo assistendo, nel segno di una crisi economica che ha riportato i calendari emotivi degli economisti e dei politici al ’29 (ci ricordiamo che è da quella crisi e dalle politiche isolazioniste con spesa pubblica alle stelle per uscirne che i nazionalismi, con l’ascesa al potere di Hitler in Germania, hanno rappresentato il tratto politico distintivo di quei decenni preludio della Seconda guerra mondiale?), eccoci investiti da ondate di paura (no, il mondo non è più lo stesso almeno dal 2001, quando il cuore pulsante dell’ottimismo liberista è stato colpito a colpi di terrore) e spaesamento (sì, nessuno ci capisce più nulla e, uh, come ci sembra che stavamo meglio quando stavamo peggio).

In Italia, infatti, sono arrivati i 5stelle, l’unico partito che può ricordare quello fascista da alcuni punti di vista, anche formali, come hanno scritto e riscritto decine di intellettuali in questi anni. Le spinte xenofobe e securitarie del Movimento sono partite da un Vaffanculo e ora intercettano risentimento e emarginazione come ai tempi del Duce, rimestano nel torbido della frustrazione sociale e fomentano odio e disinformazione si servono della pancia esasperata di un paese allo sbando, assecondano e alimentano i peggiori vizi da allenatori da bar (“io avrei fatto entrare…”, “io avrei fatto uscire”… “Tizio e Caio dovevano essere convocati…”), etc, etc,. Ma Grillo non è Mussolini gli elettori dei 5 stelle, più che fascisti, sono amministratori di condomini virtuali, quelli per cui “se ci fossi io” is the new “quando c’era lui”.

Ma c’è l’Europa, ci sono dei fatti mondiali, in termini economici e politici, che influenzano e influenzeranno il nostro futuro infinitamente di più di quanto potranno fare un Di Maio o un Salvini e i suoi ex odiatori di terroni che ora se la prendono coi negri, razzisti di comodo che col partito fascista non c’entrano un bel nulla, diventando premier.

Dove sono i sedicenti fascisti che i sedicenti antifascisti devono combattere?

Davvero siamo ancora messi che, siccome ci sono dei poveri diavoli razzisti, omofobi, maschilisti, etc, etc, dobbiamo chiamarli fascisti come hanno cercato di fare con Berlusconi tutti gli scemi del mondo per fare paura alla gente (la gente si spaventa di altro, dello schifoso balletto di poltrone che sono le elezioni, non dei fascisti usati come spauracchio)?

La Meloni, per cortesia, sarebbe fascista perché per raccattare quattro voti minaccia un bravo direttore di museo? Ma perché non la lasciamo fare le sue pagliacciate senza scomodare i nostri nonni partigiani che si rivolterebbero nella tomba se bla bla bla?

E allora chi? I fascisti pericolosi sarebbero Casa Pound e Forza Nuova? E questi sarebbero fascisti? Cioè, ma li avete mai visti dal vivo, li avete mai sentiti parlare? No perché varrebbe la pena per evitare di vivere troppo allarmati rendersi conto un po’ meglio della qualità umana e del conseguente appeal di questi noiosissimi nostalgici che tendenzialmente mi pare siano solo bravi a vestirsi molto male e a parlare molto peggio.

Per lavoro stavo sul set di un programma di Costantino della Gherardesca in cui dialogava con quelli di Casa Pound durante un picnic. A un certo punto, per capire se i membri di Casa Pound fossero effettivamente razzisti, Costantino chiede a un ragazzino se sposerebbe Belén. Risposta: «Ma se manco la conosco». Costa insiste, chiarendo il concetto: «Ma sposeresti una ragazza non delle tue parti?». Risposta: «Certo! Infatti io so’ de Ostia e la mi ragazza è de Pomezia, oh, ner mezzo ce stanno più de 30 chilometri!».

Fine. Per me la faccenda dei fascisti pericolosi potrebbe chiudersi qua. Prenderanno un po’ di voti di disperati ignoranti che dicono che preferiscono la shampista bianca di Pomezia a Belén perché è nera (io ce li vorrei vedere ad avercela di fronte, a ‘sti scemi, poi vediamo!), disperati e ignoranti lasciati da ogni governo di ogni colore nella loro disperata ignoranza, e fine. Certo, una quota di questi vuole solo trovare una scusa per picchiarsi, allo stadio si può sempre meno, ci sta che qualcuno la sfoghi utilizzando scuse politiche e razziali. Questo magari li rende pericolosi. Ma non li rende fascisti. E non rende antifascisti quelli dei centri sociali: Cosa ha a che fare con l’antifascismo farsi le canne e andare a spaccare tutto in strada scontrandosi con la polizia pretendendo che la polizia non faccia quello che fa la polizia da che mondo è mondo (manganellare, sparare, arrestare, imprigionare, reprimere, è la polizia, non una comune di vostri amici hippy!) per mantenere l’ordine? Anche questi figlioli facinorosi, avvolti nelle loro kefiah (sanno che ad unirli ai loro nemici fascisti è un radicato antisemitismo? Sanno che la famiglia Arafat trescava col terzo Reich? Perché non organizzano manifestazioni insieme così da quattro scemi da una parte e dall’altra ne fanno otto uniti contro gli ebrei e almeno i giornali possono parlare di grave pericolo antisemitismo ancora un po’ dopo gli striscioni della Lazio?) non sono che le marionette di qualche furbastro che si candiderà con qualche partitino prendendosi la sua poltroncina piccina picciò sulle spalle delle loro bravate (un progetto politico che avrà a che fare col biologico, l’ambiente, le donne, i migranti, gli animali, tutto fa brodo per farsi eleggere dai puri di cuore).

In tutto questo i cittadini, bombardati da immagini di poveri gendarmi sculacciati con il proprio scudo da punkabbestia che pesano dodici chili bagnati e da poveri passanti di colore falciati da raffiche di proiettili come se fossimo a Baghdad. E così si finisce convinti che ci siano pericolosi fascisti e pericolosi antifascisti che girano armati per le strade allo stesso modo in cui si finisce convinti che ci siano orde di uomini neri che arrivano su pericolosi motoscafi con in pugno uno smartphone di ultima generazione con cui riprenderanno scene di strupro di gruppo o grideranno Forza Allah prima di sgozzare tutti i cristiani come usa fare dalle loro parti, quali che siano. Solo che in giro, per strada, presunti fascisti e presunti antifascisti si vedono molto raramente (come i negri stupratori dell’Isis, che non incontro proprio tutte le mattine in metropolitana), protagonisti di fatti marginali manipolati, in buona o in cattiva fede, da media che non hanno molto da dire quando non parlano di freddo killer, caldo killer e cuccioli dello zoo di Kisseloinculash in Sounkazzistan.

Tempo fa, un grande uomo, Bud Spencer, tentò di entrare in parlamento. Non fu eletto, ma leggenda metropolitana vuole che avrebbe tentato di depenalizzare le risse <3

Mi chiedo: perché non raccogliere questa bellissima proposta politica, e non fare un passo in più e istituzionalizzarla?

Ampi spazi tipo quelli dove gli appassionati del genere vanno a giocare a paintball (o quell’altro che non mi ricordo mai come si chiama), con sospensione dello stato di diritto in cui presunti fascisti e presunti antifascisti, uniti nella lotta, possano andarsi a sfogare liberamente. Potrebbe essere un affare per assicurazioni mediche carissime in caso di ferite gravi, medici senza scrupoli pronti a ricucire gli accoltellati per rimandarli nell’arena, agenzie di pompe funebri, cocomerai, bibitari, allibratori, produttori televisivi (se interessati chiamatemi, lavoro alla scrittura di questo format da un sacco di tempo), etc, etc. Le forze dell’ordine potrebbero facilmente controllare la zona, in modo da circoscrivere l’ora e il luogo della violenza che potrebbe consumarsi in tutta la pubblica sicurezza possibile con assoluta tutela di chi intende starne fuori. Potrebbero perfino mandarci i poliziotti meno astuti che si fanno sculacciare col proprio scudo, così da evitare di creare martiri della loro stessa goffagine, che altro che i partigiani, il povero Bud Spencer, sennò, lui sì che si rivolta nella tomba.

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