LinkedIn: arrivano le “storie” e Pulse anche in italiano. (buttate via curriculum e brochure)

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24 Marzo Mar 2017 0814 24 marzo 2017 24 Marzo 2017 - 08:14

È tempo di buttare via curriculum e vecchie brochure, mettersi il cuore in pace ed iniziare a parlare una volta per tutte. Come una volta.

Il nuovo design, gli hashtag per raggruppare i contenuti, LinkedIn Pulse anche in italiano, senza switchare la lingua (oh yes!), avevano già fatto capire la direzione. LinkedIn adesso ha rotto gli indugi: il presente ed il futuro della piattaforma sarà il contenuto non i curriculum.

5 cose che hanno cambiato LinkedIn e cambieranno anche te

È stato un percorso graduale, non privo di ostacoli e bug, ma molto chiaro: basta pensare la piattaforma come quello strano contenitore dove riversare mensilmente, tipo una volta al mese intendo, le proprie speranze e frustrazioni. Ecco 5 grandi cambiamenti che stanno facendo e faranno la storia sul social dei professionisti.

1) Trending Storylines

Partiamo da qui per dovere di cronaca, è l’ultima grande novità introdotta. Già partita nel mercato statunitense e dovrebbe arrivare in Italia nei prossimi mesi. L’annuncio è stato dato il 22 Marzo sul blog ufficiale. L’obiettivo è aumentare l’interazione sulla piattaforma e, soprattutto che le persone inizino a discutere di più e più in profondità.

2) Il nuovo design

La grande rivoluzione invece era partita con il nuovo design; un rollout tormentato e criticato ma con alcune cose davvero positive. Di sicuro un cambio netto rispetto al passato.
Innanzitutto una versione più simile agli altri social (si molto simile a Facebook) e per questo più semplice ed intuitiva. Poi lo stravolgimento del feed che non segue più l’ordine cronologico ma il fattore interazione e coinvolgimento.
Il segnale che anche qui bisogna non solo parlare ma pensare a coinvolgere e questo si può fare dicendo cose “intelligenti” (o il contrario) ma soprattutto essendo impegnati con costanza sulla piattaforma.
L’introduzione, anche da desktop, del contatore delle visualizzazione dei singoli post, infine, ha solleticato l’ego di molti e, nonostante pensare troppo ai numeri faccia male, ha il pregio di stimolare tutti a fare più e meglio con i contenuti.

3) "Antipasto conversazioni" e "chat pop up"

Anche in Italia, ancora non per tutti, sono arrivati “gli antipasti conversazioni” ovvero consigli pronti per entrare in contatto con gli altri utenti ed iniziare una conversazione. Ancora più impattante è la chat, ora istantanea, uno strumento eccezionale se usato accendendo il cervello!

4) Pulse in italiano

Notizia freschissima: da ieri anche i profili in lingua italiana possono utilizzare Pulse. (n.d.r. prima la maggior parte impostavano la lingua inglese per potervi accedere)
E’ un segnale importante. Qualcuno un mesetto fa aveva iniziato a presagirne la morte, a dire che la piattaforma di social blogging non rientrasse nei piani di Microsoft ed altre storie. Niente di tutto questo ed è lecito aspettarsi che in futuro abbia un ruolo sempre più rilevante, anche in Italia.

5) Gli #hashtag

Sinceramente un social senza hashtag era la notizia non il contrario. Anche questa novità segue la direzione del coinvolgimento e del ruolo predominante del contenuto. E’ finalmente possibile aggregare notizie ed è utilissimo anche per ricercare notizie e fatti sulla piattaforma.

Ok, è ufficiale LinkedIn è esattamente come facebook

Ormai è chiaro che la somiglianza non siano i gattini ma la volontà di offrire alle persone, ai professionisti in questo caso, tutto ciò del quale hanno bisogno e farle rimanere felici ed impegnate sulla piattaforma il più a lungo a possibile.

Una delle domande ricorrenti e delle polemiche principali è ad esempio il rapporto tra il social ed i blog/siti proprietari.
I grandi media hanno visto nell’ultimo anno una riduzione drastica del traffico verso il sito ed ha suscitato grande clamore, per esempio, la scelta di Wall Street Journal di rimuovere LinkedIn dai tastini share.
Ufficialmente la spiegazione è stata che molti condividono senza leggere per apparire intelligenti (si, plausibile) ma in realtà è il segnale che LinkedIn ha tolto molto ed ogni tanto vuole persino prendersi tutto.

È davvero così? Difficile dirlo, Forbes ad esempio dichiara di aver registrato un impennata di traffico negli ultimi tre mesi e ciò senza che abbia cambiato nulla nella propria strategia sulla piattaforma.
La cosa più probabile dunque è che molto è casuale o come sempre, quando non si è a casa propria, una buona permanenza dipende molto dall'umore del proprietario.
Di sicuro il modo di trattare LinkedIn e farselo amico, oggi è quello di impegnarsi sulla piattaforma (post, Pulse, messaggi) e non portargli fuori gli utenti; personalmente nell’ultimo mese ho visto un aumento esponenziale del coinvolgimento in questo genere di contenuti ed un calo nel classico update con link ai siti esterni.

La morale è che cambia tutto. O niente.

Ancora una volta sembrerebbe che la tecnologia è troppo veloce e che dobbiamo imparare tutto daccapo. Invece no. La tecnologia, il cambiamento possiamo assimilarlo con calma ed alcune cose non sono così impattanti. L'unico impatto è il cambiamento, non tecnologico ma nelle relazioni.

C'è più di vecchio che di nuovo: bisogna tornare a parlare come una volta. Sfruttare la tecnologia, questo si, per ritrovare il lato umano.

Mentre tutto fa sembrare che dobbiamo avere millemila fans, il grande pubblico che commenti ogni aggiornamento, si tratta invece di riuscire a parlare con le persone giuste.
Non bisogna tentare di fare uscire la folla dalla piattaforma, verso un sito, verso una landing page, verso un post del blog, ma una persona speciale di volta in volta.
Bisogna prendersi il tempo di selezionare: iniziare una conversazione sui social, approfondire con un messaggio, poi per telefono o su skype ed infine, se possibile, concludere con un buon caffè.

Insomma è il momento di iniziare a parlare una volta per tutte. Come una volta. E' questione di tecnologia ma anche no. E negare il cambiamento non ti salverà.