Lotta all’evasione, il sindaco lavora per Tremonti

Lotta all’evasione, il sindaco lavora per Tremonti

Per tutto il 2010 Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, aveva garantito che la lotta all’evasione sarebbe stata intensificata. Detto, fatto. I quasi 50 miliardi di euro non dichiarati dagli italiani nel 2010 non rappresentano un record assoluto, ma sono un segnale importante. Il lavoro congiunto di Tesoro, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza è consolidato da anni. Tuttavia, la vera innovazione è l’interazione con i Comuni, sempre più intensa.

Le Fiamme gialle hanno scoperto quasi 9mila evasori totali nell’ultimo anno, circa il 47% in più rispetto al 2009. Nel complesso sono stati individuati più di 20 miliardi di euro che fino ad allora erano rimasti nascosti agli occhi dell’erario. Ancora, l’Iva non versata e recuperata nel 2010 è pari a 2,6 miliardi di euro. Non è però quest’ultima l’imposta più evasa in assoluto. Il primato spetta infatti all’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) con 30,5 miliardi di euro non dichiarati, a fronte dei 6,3 riferiti all’Iva. Nel quadro globale un ruolo di rilievo lo giocano anche le ritenute non versate, circa 635 milioni di euro. In aumento i reati tributari, dall’emissione di false fatture alle dichiarazioni fraudolenti riguardanti l’Iva, passando per l’occultamento della documentazione contabile. Il principale giro di vite dell’erario è stato sulle piccole e medie imprese. Non sono però mancati i casi più eclatanti, come quello di Valentino Rossi.

Sul versante dei capitali recuperati dall’estero le novità positive per il fisco non sono mancate. Il 20% dei 50 miliardi emersi nel 2010 non erano detenuti in Italia. Nel 2009 l’ammontare era stato di circa 5 miliardi di euro, la metà di quello odierno. Tre le modalità per nascondersi agli occhi dell’Agenzia delle Entrate: esterovestizione, posizionamento di plurimi conti correnti in Paesi offshore, mancata dichiarazione degli stessi. Lussemburgo e Svizzera rappresentano il 50% delle preferenze degli evasori italiani, mentre è in flessione l’allocazione di capitali verso San Marino. Il Titano è stato infatti uno dei protagonisti in negativo della lotta all’evasione guidata dall’Italia. I risultati non sono stati irrilevanti: l’azione di contrasto ha fatto emergere l’80% di posizioni illecite in più rispetto al 2009.

Il ruolo più significativo rispetto al recente passato, spiega la Guardia di Finanza, è quello giocato dai singoli Comuni. Come aveva chiesto a più riprese il ministro Tremonti, sono stati proprio gli enti locali l’asso nella manica dei controlli tributari. Secondo i calcoli del Tesoro, la risposta dei Comuni è andata oltre ogni aspettativa. Rispetto al 2009 sono aumentate del 32% le verifiche su base territoriale. Questi numeri trovano un riscontro nella realtà se si guardano i controlli effettuati dalle Fiamme gialle negli ultimi 12 mesi. Sono stati quasi 780mila le verifiche strumentali, 80mila i controlli sugli atti di gestione delle imprese e poco meno di 32mila le analisi sulle frodi. Buona parte di queste procedure sono state fatte in collaborazione con i Comuni, specialmente nell’individuazione dei falsi invalidi, circa 4.500 nel corso dei passati 12 mesi. Per il 2011 l’attesa del Tesoro è quella di aumentare la rete di controlli, anche e soprattutto grazie a campagne di sensibilizzazione della cittadinanza.

C’è poi un altro aspetto che ha favorito le attività di lotta all’evasione fiscale. Il giro di vite compiuto dalla comunità internazionale sui paradisi fiscali ha permesso l’emersione di capitali finora celati. Gli accordi di collaborazione tributaria che l’Italia ha siglato negli ultimi due anni hanno cominciato a dare i risultati auspicati. In particolare Andorra, San Marino e altri paradisi fiscali hanno dovuto ridimensionare le proprie entrate derivanti dai capitali esteri. Questo processo, spiegano dall’Agenzia delle Entrate, non è ancora terminato e nel corso del 2011 saranno ampliati i trattati fiscali tra il fisco italiano e quelli esteri. Secondo indiscrezioni la black list tenuta dal Tesoro dovrebbe aumentare, anche sull’onda della non collaborazione di alcune nazioni. Qualcosa di più si saprà solo nei prossimi mesi, ma il sentore è che le maglie della giustizia tributaria possano restringersi nuovamente.

Dopo l’attivazione dello scudo fiscale erano elevate le aspettative per i dati definitivi della campagna di lotta fiscale. Gli oltre 5 miliardi di euro che sono rientrati dall’estero erano un buon risultato, ma la percezione era che si sarebbe potuto fare di più. Quanto non ha potuto scovare lo scudo, lo hanno saputo quindi recuperare i Comuni? Si, secondo il dicastero di Via XX Settembre. Eppure il lavoro non sembra ancora terminato.

I calcoli della Guardia di Finanza lasciano un po’ di amarezza di fondo. Meno di due mesi fa l’Agenzia delle entrate aveva quantificato in cento miliardi l’anno il volume totale dell’evasione in Italia. Per il 2010 ne è stata recuperata la metà. Forse andrà meglio nel 2011, ma la strada è ancora lunga.