I giovani cinesi beffati dalla voglia d’Occidente

I giovani cinesi beffati dalla voglia d’Occidente

SHANGHAI. Durante la settimana, Luca Barsottelli gestisce la propria azienda di servizi di traduzione e interpretariato a Shanghai. Il fine settimana, però, si mette frac e papillon e presta il suo volto a quello che lui stesso chiama «il teatrino».

Barsottelli è uno dei giovani occidentali scelti per fare i maggiordomi ad-hoc in ville in vendita nella periferia residenziale della città. Tutto ciò che deve fare è prestarsi a foto ricordo con i potenziali acquirenti delle case, sorridere e di tanto in tanto far girare pasticcini, mentre ragazze dai capelli intrecciati fanno finta di suonare l’arpa al suono di musica in playback. Altri visi occidentali tirano colpetti leggeri di scalpello a figure di gesso, attenti a non intaccare la scultura che era stata già appositamente modellata per l’occasione.

Ma non tutti possono fare parte del «teatrino». Luca è alto almeno un metro e ottanta ed è di bella presenza. In più è biondo ed ha gli occhi azzurri. Il che, assicura lui, è una qualità importante per mantenere il posto. «Prima di occidentali in Cina ce n’erano pochi, bastava essere bianco per fare colpo. Ora c’è molta più competizione».

Le case in vendita sono ispirate a ville hollywoodiane, ma i capitelli corinzi lungo l’androne e l’acquario per i pesci nel doppio salone le fanno piuttosto sembrare un pregevole miscuglio di cliché architettonici. Non è ben chiaro a quale stile si rifacciano, l’importante è che possano essere presentate sul mercato come case “Western-style”.«Tranne la vasca da bagno olimpionica, queste case sono piuttosto normali, i materiali ordinari, e da noi sarebbero vendute per molto meno», sostiene Barsottelli.

Nonostante questo, in Cina il sogno di una vita borghese e all’occidentale è spesso un impulso più forte della razionalità economica, e molti sono disposti a pagare cifre spropositate per una casa “all’occidentale”. Un addetto ai lavori della più grande agenzia immobiliare online cinese Soufun, che ha preferito rimanere anonimo, rivela che case all’europea possono costare fino al 30% in più. Ovvero, più dei prezzi medi di un mercato immobiliare che a detta di molti esperti è già pesantemente inflazionato. Per il direttore del centro ricerche sul mercato immobiliare della Fudan University di Shanghai, Yin Bocheng, i prezzi del mattone in Cina sono gonfiati dalla volontà speculativa di costruttori e dalla connivenza dei governi locali, i quali hanno il controllo sulla terra e hanno interesse a far lievitare i prezzi. «Siamo già arrivati al punto in cui per un cinese ordinario è impensabile potersi permettere di acquistare una casa», assicura Yin. Secondo Yin, al momento ci sono circa 70 costruttori a Shanghai che si rifiutano di vendere le proprie case sfitte per gonfiare artificialmente i prezzi, mentre le statistiche ufficiali parlano già di una media di 32.200 yuan –più di 3.500 euro- al metro quadro per una casa nuova in una zona semi-centrale della città.

In un ennesimo tentativo di frenare il mercato immobiliare, il 26 Gennaio il governo centrale ha emanato le “otto nuove leggi”, una serie di misure in risposta alle “otto leggi” già promulgate nel 2010 e dal risultato ambiguo, tese ad aumentare la responsabilità dei governi locali nello stabilizzare il mercato. Due giorni dopo, i governi di Shanghai e Chongqing –la città principale della Cina occidentale- hanno introdotto una nuova tassa sulla seconda casa, iniziando una promettente inversione di tendenza nei rapporti tra politici locali e governo centrale. Nonostante ciò, molti osservatori sono scettici sulle possibilità di successo delle “otto nuove leggi”. Per quanto i prezzi al metro quadro delle case in Cina siano scesi leggermente da aprile a dicembre 2010, il volume di vendite e gli investimenti nel mattone continuano a crescere con percentuali a due cifre, facendo temere un imminente rigonfiamento della bolla immobiliare.

«Il governo non è in grado di controllare l’inflazione e la speculazione. Se un costruttore decide di non vendere, è libero di farlo: questo è un mercato libero», aggiunge Yin. Molti occidentali si trovano inconsapevolmente a essere complici di questa frenesia speculativa. Oltre al fenomeno dei maggiordomi in villa, fiere immobiliari in tutta la Cina reclutano giovani stranieri, li vestono da valletti settecenteschi e li pagano fino a 1.000 yuan al giorno –lo stipendio medio mensile di un operaio specializzato- per distribuire brochure di case “all’europea” e sovraprezzo ai visitatori. Ma mentre gli speculatori approfittano del boom immobiliare e del mito della vita occidentale, per la maggior parte della popolazione comprare una casa è una traversia che va ben oltre lo scegliere il decó preferito.
Meng Xuan –per amici e colleghi Frank- è uno dei molti giovani urbani alla disperata ricerca di una casa di proprietà a Shanghai. Nonostante abbia un buon lavoro in un’azienda di pubbliche relazioni e uno stipendio superiore alla media, Frank sta progressivamente abbassando le proprie aspettative a causa dei costi proibitivi delle case in città.

Frank e la sua fidanzata stanno cercando un appartamento lungo le linee della metropolitana, ma i prezzi proibitivi li stanno spingendo sempre più lontano dal centro. «Ormai siamo già arrivati ai capolinea! », ammette ridendo. Anche Frank preferirebbe comprare una casa “all’occidentale” se avesse molti più soldi, ma vista la situazione, è già abbastanza se riuscirà ad acquistare un appartamento grande abbastanza da accogliere la sua futura famiglia. «60-70 metri quadri, a circa due milioni di yuan –più di 200mila euro»: questo è il suo massimo budget, spiega lui. Alla domanda sul perché in così tanti si ostinino a comprare una casa nonostante i prezzi siano così inflazionati, Frank scuote la testa.

«Voi occidentali non potete capire, se non compro una casa, i genitori della mia ragazza non acconsentiranno mai a farci sposare. Per moltissimi genitori, la casa di proprietà è un prerequisito fondamentale per approvare un matrimonio». E Frank assicura che tra i suoi amici non pochi sono stati lasciati dalla fidanzata, spesso costretta dai genitori, perché non erano riusciti a comprare un tetto prima del matrimonio. Così i giovani cinesi cercano una loro dimensione: presi tra il sogno di una vita all’occidentale e i ricatti morali della tradizione.