Mi consentoA Napoli il Pd finalmente trova il candidato perdente

A Napoli il Pd finalmente trova il candidato perdente

Il candidato del Pd a Napoli è indagato. Lo scrive, e chi sennò?, il Fatto quotidiano. L’uomo scelto dal partito di Bersani per le elezioni comunali è – almeno secondo il giornale diretto da Antonio Padellaro – al centro di un’inchiesta firmata Henry John Woodcock sull’assegnazione della gestione del centro di accoglienza dei richiedenti asilo di Policoro, provincia di Matera. Il prefetto Mario Morcone – è lui il candidato – avrebbe favorito, con Gianni Letta (anch’egli indagato), la cooperativa Auxilium, vicina a Comunione e Liberazione, ed è indagato per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa.

La polemica è servita. Ma come, si chiede il Fatto, dopo mesi di gestazione, primarie fallite (per volere di Saviano, aggiungeremmo noi), corteggiamenti respinti dal magistrato Raffaele Cantone, il Pd non trova di meglio che scegliere un uomo che ha guai con la giustizia?

La domanda ha un suo perché, ma non tanto per le traversie giudiziarie dell’attuale direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia, bensì perché il prefetto Morcone a Napoli non lo conosce nessuno. Morcone è un pessimo candidato non c’è dubbio, ma lo è perché non ha alcuna chance di vittoria, non perché iscritto in un registro degli indagati. Indicare lui è l’ennesima dimostrazione della vocazione masochistica del partito guidato da Bersani. Partito che in poco più di un mese, a Napoli, è riuscito ad azzerare qualsiasi opportunità di vittoria. Prima ha indetto le primarie, poi le ha annullate coram Saviano perché il vincitore, Andrea Cozzolino, è stato accusato di brogli (ma senza prove né processi, sia chiaro, tanto mica è una cosa seria). È bastato qualche articolo di stampa, e soprattutto l’accorato appello dell’autore di Gomorra, per cancellare il voto di 45 mila napoletani. «Serve un nome che unisca», questo il motto, un esponente della società civile, sempre in ossequio al principio che evidentemente i politici sono incivili. E allora ecco che parte il corteggiamento al magistrato di turno. Ma stavolta Cantone, persona degnissima e di valore, non cede. E ora come si fa senza una toga, visto che l’Italia dei valori ha messo in campo l’ex pm Luigi De Magistris?

Pensa che ti ripensa, il Pd estrae dal cilindro non tanto l’uomo che non t’aspetti, ma quello che proprio non conosci: il prefetto Mario Morcone. Che, con ogni probabilità, il prossimo 15 maggio se la dovrà vedere con Gianni Lettieri, ex presidente dell’Unione industriali partenopea.

Addio mia bella Napoli, insomma, mai più ti rivedrò, canta il centrosinistra. Era il lontano 1993, quando Antonio Bassolino sconfisse Alessandra Mussolini e inaugurò la stagione dei sindaci e del Rinascimento napoletano. Da allora la città è sempre stata governata dalla sinistra. Prima don Antonio, quindi Rosa Russo Iervolino, uscita di scena proprio oggi in maniera ingloriosa dopo dieci anni di amministrazione scialba e incolore. Le primarie, primarie vere, avevano portato un po’ di sana competizione in un ambiente ormai rassegnato e narcotizzato dai miasmi della munnezza. Troppa verve, devono aver pensato i signori del Pd. Meglio una grigia sconfitta. Sicuramente più conforme alla linea del partito.

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