Se Signorini sbugiarda il quotidiano fondato da Gramsci

Se Signorini sbugiarda il quotidiano fondato da Gramsci

Le battaglie politiche combattute a colpi di pornografia – l’avrete capito – non ci appassionano. Non abbiamo quindi prestato grande attenzione alle fotografie pubblicate dall’Unità – il quotidiano fondato da Antonio Gramsci e oggi diretto da Concita De Gregorio – sulle feste ad Arcore in cui, secondo la ricostruzione de L’Unità, ci sarebbero state diverse prove evidenti delle abitudini poco virtuose del Premier.

Essendo convinti che vizi e virtù appartengono alla sfera della coscienza fino al limite del diritto, mentre di malgoverno può perfino morire un paese, avevamo insomma scrollato la testa per disinteresse. Tra ieri e oggi, però, leggendo Dagospia e i giornali di centrodestra, abbiamo appreso che Chi, il settimanale di proprietà berlusconiana diretto da Alfonso Signorini, ricostruisce in modo assai diverso la galleria fotografica pubblicata dall’Unità.

Le olgettine, stando a Chi, sono confuse l’una per l’altra. Gli interni di Arcore, in qualche caso, tali non sarebbero, perché si tratterebbe invece di scatti prodotti all’interno di noti locali milanesi, e in altre date rispetto a quelle riportate. Non siamo in grado di scendere oltre nel dettaglio ma, insomma, il granchio sembrerebbe proprio un granchio.

La pornopolitica non ci interessava prima, figuratevi adesso. La vicenda lascia tuttavia un piccolo insegnamento: il gossip è un genere giornalistico che bisogna saper maneggiare. E’ una questione di professionalità. La pornopolitica, se proprio la si vuole trattare, va fustigata con altro rigore rispetto a chi si accusa di praticarla. Il moralismo, se proprio si vuole esercitare, dev’essere a prova di smentita. Sennò si finisce col fare figuracce che restano agli atti. E si consente a Signorini di sbugiardare il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. 

A meno che, negativi alla mano, Concita non zittisca tutti.

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