Fukushima ci costerà più di Chernobyl

Fukushima ci costerà più di Chernobyl

L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, colpita dallo tsunami dell’11 marzo, è stato classificato al livello sette, il massimo sulla scala internazionale, lo stesso di Chernobyl. Oltre alla catastrofe ambientale, potrebbe esserci quella economica. L’utilizzo dell’atomo come fonte di energia infatti è fondamentale per l’industria giapponese. Il giro di vite che ci sarà una volta finita l’emergenza potrebbe deprimere ancora di più un’economia già appesantita dal sisma e dall’onda anomala di un mese fa. Fukushima brucia, ma il gestore della centrale, Tokyo electric power (Tepco), ha sempre cercato di tranquillizzare l’opinione pubblica. «Non sarà un incidente peggiore di Chernobyl», ripetevano come un mantra i dirigenti dell’utility energetica nipponica. Ora che l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha ufficialmente confermato che il livello dell’incidente di Fukushima è come quello del 1986 in Bielorussia, bisogna fare i calcoli con la realtà. Il titolo Tepco sull’indice Nikkei è passato dai quasi 2.200 punti del 9 marzo ai 292 punti del 6 aprile scorso.

La prima vittima è proprio la società elettrica nipponica, ma a patire per Fukushima potrebbe essere l’economia globale. Il Kantei, il governo nipponico, per voce del primo ministro Naoto Kan ha garantito che ci sarà un forte ridimensionamento nell’uso dell’atomo come fonte energetica. I programmi nucleari subiranno rallentamenti e cancellazioni. A ruota, spinti dalla paura, anche altri governi hanno agito nella stessa direzione. Anche in virtù di ciò, Tokyo subirà gli effetti di questa scelta, che si tradurrà già nel breve periodo in un aumento delle importazioni energetiche. JPMorgan Chase, la seconda banca d’investimento statunitense, ha già calcolato che il Prodotto interno lordo (Pil) del Giappone ne risentirà sensibilmente. La previsione di crescita per il 2011, fino al terremoto, era di 1,7 punti percentuali. Subito dopo la tragedia, il dato è stato rivisto al ribasso, 1,2 punti, dal capo economista della sede di Tokyo di JPMorgan, Masaaki Kanno. Oggi la nuova mannaia, proprio in virtù dell’aggravarsi della situazione di Fukushima. Secondo Kanno il Pil giapponese crescerà dello 0,7 per cento nel 2011, un punto percentuale in meno delle stime. La colpa? «Il nostro giudizio non può che tener conto delle mutate prospettive di una veloce risoluzione dell’incidente di Fukushima Daiichi», scrive la banca in una nota. Questo significa che, senza contare i danni provocati dallo tsunami, stimati in 750 miliardi di yen (6,14 miliardi di euro), ci saranno quelli sul Pil, che per il 2010 è stato pari a 5,4 mila miliardi di dollari.

«Ma il conto potrebbe incrementarsi ancora – spiega la banca – se non si risolve velocemente quanto sta accadendo a Fukushima». Più prudente di quella di JPMorgan è la visione del Fondo monetario internazionale (Fmi): il Pil crescerà dell’1,4% e non dell’1,6 per cento. La tragedia di Fukushima non potrà far altro che peggiorare un’economia che sta già risentendo dei primi effetti negativi del sisma. La regione di Sendai, la più colpita dal sisma e dallo tsunami, era sede di svariate industrie di elettronica e componentistica per autovetture. In Europa, come anche negli Usa, non sono pochi i costruttori automobilistici che stanno rallentando alcune produzioni per mancanza dei pezzi dal Giappone. In ogni caso, per il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard, non ci saranno grandi ripercussioni per l’economia nipponica. «Quello che è successo l’11 marzo in realtà non è un evento enorme, specie considerando che stiamo parlando di un sistema economico di dimensioni gigantesche», ha sottolineato Blanchard. Oltre a queste due visioni ce n’è una terza, quella di Nouriel Roubini, docente di Economia alla New York University.

Il professore, ribattezzato Dr. Doom per via delle sue anticipazioni sulla crisi subprime, a meno di una settimana dal terremoto aveva già calcolato l’incidenza economica dell’incidente di Fukushima tramite un paper del suo centro studi RGE (Roubini global economics), firmato da Mikka Pineda. «Riteniamo che possa essere maggiore di quella di Chernobyl, anche se i dati a nostra disposizione sono ancora pochi», spiegava Pineda il 16 marzo. Quanto successo nel 1986 in Bielorussia costò circa 235 miliardi di dollari, più 1,5 miliardi per il sarcofago di protezione. Ma quest’ultimo dovrà essere sostituito a breve, ciò significa nuovi costi. E non si devono dimenticare gli effetti della paura derivante da Chernobyl, capaci di frenare l’evoluzione della tecnologia atomica applicata all’economia. L’uso di fonti energetiche antiquate è continuato e continuerà per via dei timori di una strage nucleare. Peccato che i fatti, quasi sempre, confermino la sicurezza di fondo dell’atomo. Oltre al sisma, allo tsunami e alla criticità di Fukushima, per il Giappone potrebbe arrivare un ulteriore emergenza, quella economica. 


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17.30 Workers start removing toxic water in level 7-rated nuke crisis
TOKYO, April 13, (da Kyodo news) nota: per il fuso orario, in Giappone è già mercoledì

Workers at the disaster-hit Fukushima Daiichi nuclear power plant started Tuesday to remove highly radioactive water in the plant as part of efforts to bring an end to the nuclear crisis, which the government recognized as reaching the highest severity level of 7 on an international scale.

A series of aftershocks of the March 11 earthquake on Monday and Tuesday raised concerns over the plant conditions, but injecting water into the troubled Nos. 1 to 3 reactors, which is vital to keep the nuclear fuel inside cool, was not disrupted by the latest magnitude 6.3 quake at 2:07 p.m. Tuesday.

The aftershocks forced workers to temporarily evacuate, leading to a delay in the work to remove pools of highly radioactive water that is hampering efforts to restore the reactors’ key cooling functions, lost in the March 11 massive quake and tsunami.

But from 7:30 p.m. Tuesday, Tokyo Electric Power Co., the plant operator, began pumping out some highly polluted water from an underground tunnel-like trench to a nearby storage area inside the No. 2 reactor’s turbine building.

Some 700 tons are to be transferred to a ”condenser” where in normal operations steam created from the reactor is converted into water. The operation is expected to take 40 hours.

Still there is a long road ahead to remove a total of some 60,000 tons of contaminated water, found in the basements of the Nos. 1 to 3 reactor turbine buildings as well as the trenches connected to them, and to store it in nearby tanks and other areas.

Prime Minister Naoto Kan said Tuesday that situation of the troubled reactors is ”improving step by step” and that the release of radioactive particles from the plant is declining.

However, the upgrading of the severity level of the Fukushima accident from 5 to 7, the same level as the world’s worst nuclear catastrophe in 1986 in Chernobyl, further raises concerns over the disaster’s impact on human health and environment.

Economy, Trade and Industry Minister Banri Kaieda told a press conference a large part of the radioactive materials release took place in the early days of the crisis when hydrogen explosions occurred, and that Tokyo Electric, known as TEPCO, is working hard to prevent a recurrence.

”As we have not been completely able to block radioactive substances from scattering, it is true that the amount of release would continue to increase…but we do not expect at this moment that the amount would drastically increase,” Kaieda said.

While the strong aftershock on Monday resulted in the suspension of an operation to inject nitrogen into the No. 1 reactor to reduce the potential risks of hydrogen explosion, the government’s Nuclear and Industrial Safety Agency said that the work resumed and was not affected in the Tuesday afternoon quake.

TEPCO, meanwhile, took 400 milliliters of water from the spent fuel pool of the No. 4 unit to check to what extent the spent nuclear fuel stored there is damaged.

There is a possibility that the fuel may have been temporarily exposed when the water level at the storage pool dropped following the March 11 disaster, but camera footage found that the water level now was enough to cover the fuel. But the temperature of the water was 90 degrees, much higher than the usual 20-30 degrees.

The firm has already estimated that 25-70 percent of the nuclear fuel rods in the Nos. 1-3 reactors have been damaged.

The No. 4 reactor, halted for a regular inspection before the quake, has had all of its fuel rods stored in the pool for the maintenance work.

Massive amounts of water have been poured into the reactors and their spent nuclear fuel pools as a stopgap measure to cool them down. But pools of contaminated water have been detected in various parts of the nuclear complex on the Pacific coast, with some leaking into the sea, as an apparent side effect of the emergency measure.

Kaieda admitted that safety measures required for reactors to cope with tsunami waves had not been sufficient, saying that authorities must ”reconsider the basic planning” of Japan’s nuclear plants which are currently located on the coastlines of the quake-prone country.

Meanwhile, TEPCO said that the latest quake on Tuesday did not affect the Fukushima Daini nuclear power plant, located near the Daiichi plant.

16.10 GIAPPONE: FUKUSHIMA-CHERNOBYL, DIFFERENZE CHIAVE MALGRADO STESSO LIVELLO/SCHEDA (Adnkronos) – Impatto: la radioattività emessa finora in Giappone è pari al 10% di quella di Chernobyl, ma si stima che sul lungo periodo possa superarla. L’incidente di Cernobyl fu esacerbato dal fatto che bruciò anche la grafite usata come moderatore nella fissione, provocando una diffusione delle particelle radioattive fino a migliaia di chilometri di distanza. A Fukushima non viene impiegata la grafite. Nella ipotesi peggiore, da Fukushima potrebbe innalzarsi una nube radioattiva fino a 500 metri sopra la centrale, che ricadrebbe tuttavia nei pressi dell’impianto. Secondo John Beddington, consigliere scientifico del governo britannico, «i problemi sono nel raggio di 30 chilometri dal reattore». Il problema a più a lungo termine sembra essere quello della contaminazione del Pacifico.

World’s worst nuclear incidents da Bbc News

* Level 7: Chernobyl, Ukraine, 1986 – explosion and fire in operational reactor, fallout over thousands of square kilometres, possible 4,000 cancer cases
* Level 7: Fukushima, 2011 – tsunami and possibly earthquake damage from seismic activity beyond plant design. Long-term effects unknown
* Level 6: Kyshtym, Russia, 1957 – explosion in waste tank leading to hundreds of cancer cases, contamination over hundreds of square kilometres
* Level 5: Windscale, UK, 1957 – fire in operating reactor, release of contamination in local area, possible 240 cancer cases
* Level 5: Three Mile Island, US, 1979 – instrument fault leading to large-scale meltdown, severe damage to reactor core
 

Da Ansa.it – TEPCO TEME RADIOATTIVITA’ PEGGIO DI CERNOBYL 

La Tepco, società che gestisce la centrale nucleare giapponese danneggiata di Fukushima, ha affermato di temere che la fuga di radiazioni possa essere maggiore di quella verificatasi nel 1986 nel disastro nucleare di Chernobyl. “La perdita radioattiva non si è ancora arrestata completamente – ha detto ai giornalisti un funzionario della società – e la nostra preoccupazione è che possa anche superare Chernobyl”.

AGENZIA NUCLEARE, LIVELLO 7 PROVVISORIO,VIGILEREMO – L’assegnazione di un grado 7 all’incidente di Fukushima, lo stesso a suo tempo attribuito al disastro di Chernobyl, è “provvisoria”, ha precisato l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, specificando che il livello delle emissioni radioattive registrate dall’inizio della crisi equivale appena al 10% di quello misurato nel 1986 dopo la catastrofe della centrale Ucraina. Le misure disponibili sulla fuga di radioattività dalla centrale di Fukushima, comunque, “mostrano dei livelli equivalenti al livello 7”, il massimo della scala Ines degli eventi nucleari. “Continueremo a sorvegliare la situazione – ha detto un responsabile dell’organismo ufficiale -. E’ un livello provvisorio”, ha aggiunto, spiegando che la decisione definitiva sulla classificazione dell’incidente dovrà passare all’ ulteriore vaglio di un comitato di esperti. L’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese aveva fino ad ora classificato l’incidente di Fukushima al livello 5, corrispondente a “un incidente con delle conseguenze estese” con un “danno grave al cuore del reattore” ma con un “rilascio limitato di materiale radioattivo all’esterno”. L’omologa agenzia francese lo aveva valutato di livello 6, pari ad un “incidente grave”. Il livello 7, quello massimo, viene assegnato in presenza di un “notevole rilascio di sostanze radioattive” con “effetti considerevoli sulla salute e sull’ambiente”.

SISMA 6,3 A FUKUSHIMA, EVACUATA CENTRALE – Una scossa di magnitudo 6,3 (valutazione preliminare) è stata appena registrata in Giappone, con epicentro nella prefettura di Fukushima. La Tepco, il gestore della disastrata centrale nucleare, ha ordinato ai lavoratori di evacuare l’ impianto. Il terremoto, che ha avuto per epicentro Hamadori (prefettura di Fukushima) e una profondità di 10 km, secondo la Japan Meteorological Agency (Jma), è stato registrato alle ore 14,07 locali (le 7,07 in Italia). Il sisma è stato subito seguito da tre scosse minori di magnitudo compresa tra 4,1 e 4,9. La Tepco ha reso noto, dopo aver effettuato i controlli richiesti, che le pompe per raffreddare i reattori di Fukushima n.1 non hanno subito danni. La compagnia, inoltre, aveva disposto l’evacuazione dei tecnici dal reattore a scopo precauzionale, oltre che dal vicino impianto di Fukushima n.2.

Nuclear crisis easing step by step, Kan says (KyodoNews)

Prime Minister Naoto Kan said Tuesday that the ongoing crisis at the Fukushima Daiichi nuclear power plant has been easing gradually in recent days, although there is absolutely no time for complacency in containing the world’s worst nuclear accident in a quarter century.

”Compared with before, today’s situation is improving step by step, or as I have just said the release of radioactive particles (from the plant) is declining,” Kan said at a news conference. ”But it has not yet reached the point where we can predict what will happen.”

Kan’s remarks came after Japan raised its assessment of the crisis at the tsunami-stricken nuclear complex to the most serious level on an internationally recognized scale, equivalent to the 1986 Chernobyl explosion.

He said Japan did not underestimate the nuclear accident since it was caused by the most devastating earthquake and ensuing tsunami in Japan’s history a month ago in its northeastern region.

Kan said he had instructed the Nuclear and Industrial Safety Agency and the Nuclear Safety Commission of Japan to thoroughly analyze the accident and the past data before releasing their assessment.

”Out of this (order), I must say that nothing has been delayed or underestimated,” he said when asked about why it took so long for the regulators to raise the severity rating after they provisionally set it at 5, the same as the Three Mile Island accident in the United States in 1979, on March 18.

Kan said Japan has no immediate plans to halt other nuclear plants in the country. He said the government will work hard to ensure the safety of its nuclear facilities and at the same time promote solar and other environmentally friendly energy sources.

As Japan continues to be rocked by a series of strong aftershocks in the already heavily damaged region, Kan said that he has asked the plant’s operator, Tokyo Electric Power Co., to soon present its views on when the emergency situation may be brought under control.

Japanese nuclear regulators raised the severity of the crisis at the Fukushima complex from level 5 to the maximum 7 in the morning, citing accumulating radiation.

They noted that the amount of radioactive particles emitted from the Fukushima plant is so far about 10 percent of that from the former Soviet nuclear plant.

However, Junichiro Matsumoto, a senior official of the utility’s nuclear power section, said the total radiation from the Japanese plant could eventually be more than that from Chernobyl if leaks continue.

Kan promised that the government will do all it can to assist residents, farmers and fishermen whose lives have been seriously affected by high levels of radiation from the plant, located about 220 kilometers from Tokyo.

”The utility holds primary responsibility. But the government must assume the responsibility of providing them with appropriate compensation,” he said.

On upcoming post-quake measures, Kan, Japan’s fifth prime minister since 2006, reiterated the importance of working closely with opposition parties, which control the upper house of parliament.

”I’d like opposition parties to also participate from the stage when we create a blueprint for reconstruction,” he said.

As part of efforts to help the victims of the March 11 natural calamities, Kan also asked the public to consume more items from the affected region.

”By considering the victims, we should now avoid adopting a mood of excessive self-restraint and have a normal life as much as possible,” he said.

The government led by Kan’s Democratic Party of Japan needs to craft extra budgets in fiscal 2011 to finance the huge costs of clearing rubble, restoring infrastructure and building temporary housing.

After all the work, Kan has said he wants to eventually create from scratch what he calls the world’s top-class future-oriented towns in the region.

The first extra budget of about 4 trillion yen is expected to be submitted to parliament by the end of this month. It would be vital for Kan to secure solid support from the opposition camp to avoid legislative gridlock in the divided Diet.

Nonetheless, following the DPJ’s major setback in nationwide local elections over the weekend, calls for Kan’s resignation have reemerged within and outside of his ruling party.

But Kan spurned such calls at the news conference, saying, ”I have done all the things I was supposed to do in an appropriate manner.”

Kan had planned to hold a news conference on Monday to mark exactly one month from the 9.0-magnitude quake and tsunami, leaving nearly 28,000 people dead or missing.

But it was canceled as a 7.0-magnitude aftershock rattled Japan’s eastern and northeastern areas, about 30 minutes before his scheduled appearance.

15.10 GIAPPONE: ESPERTO CNR, CATASTROFE A FUKUSHIMA MA LIVELLO 7 È QUALITATIVO = NON È SU SCALA QUANTITATIVA, PER AUTORITÀ 10% EMISSIONI RISPETTO CHERNOBYL – (Adnkronos) «Bisogna capire senza più ombra di dubbi che cosa sta succedendo nella centrale nucleare di Fukushima per poter avere un quadro certo dei pericoli e dei rischi. Portare il livello a 7 significa che stanno parlando di una catastrofe gravissima». Così il fisico nucleare del Cnr, Valerio Rossi Albertini, commenta con l’ADNKRONOS la notizia che il governo giapponese ha innalzato questa mattina l’allarme nucleare per la centrale di Fukushima dal livello 5 al livello 7, quello dell’incidente di Chernobyl. «Non è però da questo numero -spiega il fisico nucleare del Cnr- che si può avere chiarezza totale sulla portata delle ricadute dell’incidente di Fukushima perchè il livello 7 della scala Ines classifica una scala qualitativa e non quantitativa, relativa cioè alla quantità di emissioni emesse». «Ciò significa -aggiunge ancora- che l’incidente è sicuramente classificato come incidente gravissimo ma non è definito quanto sia il rilascio di materiale radioattivo». «Secondo quanto pubblicano ufficialmente on line le autorità competenti giapponesi, il livello di emissioni sarebbe il 10% di quelle registrate a Chernobyl, nonostante stamattina abbiano portato da livello 5 a livello 7 la gravità dell’incidente» dice Rossi Albertini sottolineando che «pur non avendo le dimensioni dell’incidente di Chernobyl, e rimanendo nell’interpretazione delle informazioni ufficiali, quello di Fukushima è comunque un incidente gravissimo, il più grave dopo Chernobyl».

13.44 NUCLEARE: FUKUSHIMA COME CHERNOBYL, L’INCIDENTE PIÙ GRAVE DELLA STORIA/SCHEDA – (Adnkronos) – Le autorità di Tokio hanno portato oggi a 7 il livello di allarme nucleare per Fukushima Daiichi, equiparando per gravità la situazione che si è determinata nell’impianto giapponese al disastro di Chernobyl, considerato il più grave incidente nucleare della storia. Il 26 aprile 1986, alle 1.23 ora locale, nella centrale nucleare V.I. Lenin di Cernobyl, in Ucraina, vicino alla Bielorussia, durante un cosiddetto ‘test di sicurezzà che prevedeva la simulazione di un guasto al sistema di raffreddamento, le barre di uranio del nocciolo del reattore numero 4 si surriscaldarono fino a determinarne la fusione. Vi furono due esplosioni – non di tipo nucleare, ma determinate da una causa chimica – che fecero saltare la copertura del cilindro ermetico contenente il nocciolo del reattore con conseguente dispersione nell’atmosfera di grandi quantità di vapore contenente particelle radioattive. La contaminazione che ne seguì costrinse all’evacuazione di oltre 300mila persone, mentre le nubi radioattive raggiunsero molto altri paesi. Nei rapporti ufficiali delle agenzie si parla di 68 morti accertati per l’incidente, mentre sono sempre state oggetto di contestazioni le stime sul numero di decessi – anche ipotizzabili in futuro – per malattie riconducibili al disastro.

Radioactive strontium detected more than 30 km from Fukushima plant (KyodoNews)

Minute amounts of radioactive strontium have been detected in soil and plants in Fukushima Prefecture beyond the 30-kilometer zone around the crippled Fukushima Daiichi Nuclear Power Station, the science ministry said Tuesday.

It is the first time that radioactive strontium has been detected since the Fukushima plant began leaking radioactive substances after it was severely damaged by the March 11 earthquake and tsunami.

There is no safety limit set by the government for exposure to strontium, but the amount found so far is extremely low and does not pose a threat to human health, the Education, Culture, Sports, Science and Technology said.

Experts, however, expressed concern that the accumulation of strontium could have adverse health effects. When strontium enters the human body, it tends to accumulate in bones and is believed to cause bone cancer and leukemia.

Samples of soil and plants were taken March 16 to 19 from a number of locations in Fukushima Prefecture.

The government has designated the area within a 20-km radius of the plant as an evacuation zone, while people residing in areas in the 20- to 30-km ring have been asked to remain indoors. On Monday, the government expanded the evacuation zone to some municipalities beyond the 20-km radius where residents will evacuate in around a month.

Severity level up to 7, rise in radioactive release unlikely (KyodoNews)

Japanese authorities said Tuesday they do not expect the radioactive release from the crippled Fukushima Daiichi nuclear power plant to heavily increase amid the ongoing restoration efforts, although they recognized the disaster has reached the highest severity level of 7 on an international scale.

A series of aftershocks of the March 11 earthquake that rattled the areas around the plant on Monday and Tuesday have raised concerns over the plant conditions, but water injection to the troubled Nos. 1 to 3 reactors, which is vital to keep the nuclear fuel inside cool, was not disrupted by the latest magnitude 6.3 quake at 2:07 p.m. Tuesday.

The aftershocks have forced workers to temporarily evacuate, apparently interrupting the efforts to restore the radiation-leaking plant located on the Pacific coast, such as the work to remove pools of highly radioactive water found at the site.

The upgrading of the severity level of the Fukushima accident from 5 to 7, the same level as the world’s worst nuclear catastrophe in 1986 in Chernobyl, further raises concerns over the disaster’s impact on human health and environment.

The government, however, stressed that Japan’s situation is different from Chernobyl, as the amount of the radioactive substances released from the Fukushima plant is so far about 10 percent of that from the former Soviet nuclear plant.

Economy, Trade and Industry Minister Banri Kaieda told a press conference a large part of the radioactive materials release took place at the early days of the crisis when hydrogen explosions occurred, and that plant operator Tokyo Electric Power Co. is working hard to prevent a recurrence.

While the strong aftershock on Monday resulted in the suspension of an operation to inject nitrogen into the No. 1 reactor to reduce the potential risks of hydrogen explosion, the government’s Nuclear and Industrial Safety Agency said that the work resumed and was not affected in the Tuesday afternoon quake.

The utility firm was hoping to start from Monday pumping out some 700 tons of highly contaminated water from an underground trench to a nearby storage area it secured in the No. 2 reactor turbine building, and the work finally began from 7:30 p.m. Tuesday, TEPCO said.

The start of the work had already been delayed before the aftershocks rattled the plant on Monday and Tuesday because a leak was found in a hose to be used to transfer the polluted water.

Water containing radioactive substances has been found in the basements of the Nos. 1 to 3 reactor turbine buildings, as well as in tunnel-like trenches connected to them. Transferring the water, totaling some 60,000 tons, to nearby tanks and other places is seen as vital to move ahead with work to restore the damaged key cooling functions of the reactors.

The pools of contaminated water are believed to be a side effect of the emergency measure of pouring massive amounts of water into the reactors and their spent nuclear fuel pools to cool them down, as they lost their cooling functions following the March 11 quake and ensuing tsunami. Some of the highly polluted water leaked into the Pacific Ocean.

Meanwhile, TEPCO said that the latest quake did not affect the Fukushima Daini nuclear power plant, located near the Daiichi plant.

GIAPPONE: FUKUSHIMA COME CHERNOBYL, I 7 LIVELLI SCALA INES/SCHEDA (Adnkronos/Dpa) – Il grado 7 che caratterizza ufficiamente da oggi, come hanno annunciato le autorità nipponiche, l’incidente della centrale di Fukushima è il massimo della gravità secondo gli specialisti dell’energia atomica che hanno stilato la Ines, International Nuclear Event Scale. Finora gli incidenti di livello sette, ovvero con fuoriuscita di materiale radioattivo tale da comportare conseguenze importanti per salute e ambiente, sono stati quello di Chernobyl, nel 1986 in Unione Sovietica e quello conseguente al terremoto e tsunami nel nordest del Giappone dell’11 marzo scorso. Il livello 6 indica un incidente grave, con significativo rilascio di materiale radioattivo che richiede l’attuazione di contromisure pianificate. Il livello 5 è un incidente con conseguenze ampie sul territorio e limitato rilascio di materiale radioattivo che richiede la messa in atto di alcune contromisure pianificate, con danni gravi al nocciolo del reattore e rilascio di grandi quantità di materiale radioattivo all’interno dell’impianto e alta probabilità di esposizione significativa per la popolazione. Il livello 4 è un incidente nucleare con conseguenze locali e minor rilascio di materiale radioattivo che molto probabilmente non comporterà l’attuazione delle contromisure previste, a parte il controllo degli alimenti. Il livello 3 è un incidente grave con contaminazione accentuata in un’area non prevista con bassa probabilità di esposizione della popolazione. Il livello 2 è un incidente in cui i dipendenti dell’impianto vengono esposti a radiazioni maggiori del limite annuo stabilito per legge, con contaminazione significativa in un’area non prevista e falle significative nelle condizioni di sicurezza, ma senza conseguenze. Il livello 1 descrive una anomalia con sovraesposizione di persone a radiazioni maggiori dei limiti annuali imposti dalla legge.

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