Mi consentoA Napoli verso lo scontro finale Travaglio-Berlusconi

A Napoli verso lo scontro finale Travaglio-Berlusconi

E se a Napoli dovesse consumarsi lo scontro finale tra Marco Travaglio e Silvio Berlusconi? Non è fantapolitica, almeno non lo è più. Il ghigno di Marco Travaglio in diretta su La7 nello studio di Enrico Mentana è tutto un programma. A Napoli Luigi De Magistris, ex magistrato e soprattutto esponente dell’Italia dei valori, rischia di andare al ballottaggio contro il berlusconiano Gianni Lettieri. Nel mare magnum dei numeri e delle proiezioni, chi rischia il naufragio è Mario Morcone, ex prefetto scelto dal Pd dopo l’annullamento delle primarie coram Saviano.

I numeri per ora sono tendenze, però parlano chiaro. Due istituti su due danno il candidato dell’Italia dei valori davanti a quello del Pd. E quello di Napoli diventerebbe così il ballottaggio più caldo del 29 maggio dopo quello di Milano. Guarda caso, in entrambi i casi gli sfidanti di Berlusconi sono estranei al partito di Bersani e D’Alema. 

A Napoli, dove si è votato con cumuli di immondizia ai bordi delle strade, in pochi si sono lasciati sedurre dal comizio tra il farsesco e il patetico del presidente del Consiglio. Lettieri non ha sfondato. E ora – se i numeri restano questi – rischia seriamente di perdere al secondo turno. Perché è vero che per Ipr Marketing il candidato del Pdl è in testa col 42% (Piepoli lo dà addirittura al 37,7), ma è altrettanto vero che difficilmente al secondo turno potrà contare sui voti di altri partiti. Né quelli di De Magistris, ovviamente (al 23% per Ipr, al 28,8 per Piepoli), né quelli di Morcone (21,5 per Ipr, 18 per Piepoli) né, soprattuto quelli del candidato del terzo Polo Pasquino (in entrambi casi dato all’8%), visto che a Napoli il terzo Polo è soprattutto Italo Bocchino, fedelissimo di Gianfranco Fini, politicamente distante dal Cavaliere.

Insomma, bisogna attendere ancora, ovviamente. Ma si delinea una situazione da scontro finale tra l’armata dell’Italia dei valori, con il Pd obbligato a stare al traino, e un Silvio Berlusconi che in una domenica di maggio rischia di subire una sconfitta elettorale che potrebbe segnare una svolta storica nella politica di questo Paese.   

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