«A volte vorrei sfera di cristallo e bacchetta magica»

«A volte vorrei sfera di cristallo e bacchetta magica»

Del governo di Silvio Berlusconi, Letizia Moratti, dice un gran bene. «Su Malpensa e sicurezza hanno risolto i problemi che avevamo con Prodi». E sull’Expo? Un po’ meno forse. «Assolutamente no». Prodi certo l’aveva sostenuto fortemente quand’era al governo, «ma il governo Berlusconi ha fissato da subito gli stanziamenti e non li ha mai tolti». In realtà, però, di soldi ne sono arrivati ben pochi. «I soldi per le infrastrutture arrivano sempre quando servono. Quando effettivamente si fanno i lavori». Sui rom, puntuali protagonisti della campagna elettorale, ribadisce che «realizzeremo la chiusura dei campi abusivi e la riduzione di quelli regolari», anche se Matteo Salvini si è appena lasciato “scappare” che in realtà se ne starebbero progettando altri tre. Ma con la Lega i “rapporti sono ottimi e risalenti”. Sulla campagna elettorale e i suoi costi, vociferatissimi in città, tiene la solita linea: «Non più dell’ultima volta». Ma quanto, insomma? Insistendo si arriva alla cifra di «6 milioni» e qualcosa.

Una Letizia Moratti che si avvia al voto per il secondo mandato sempre più da donna di partito. La vedemmo candidarsi la prima volta all’insegna del civismo, e inneggiando al riformismo di ogni colore, strizzando l’occhio alla società civile che fu.  «La mia integrazione nel partito è stata una conseguenza assolutamente naturale del progressivo impegno politico, e della mia uscita da ogni attività imprenditoriale». Gli imprenditori a Milano continuano a vivere brutti momenti. Soprattutto tutti quelli che dovevano godere del grande sviluppo immobiliare che era promesso per questi anni. E invece, stando solo a Santa Giulia, ci si è impantanati tra fallimenti e bonifiche contestate. Come troveremo quella zona, e tante altre in fase di sviluppo, nella Milano tra cinque anni, cioè alla fine della prossima legislatura cittadina. «Servirebbe la sfera di cristallo, certe volte ci vorrebbe la sfera di cristallo e la bacchetta magica». 

Una Milano che punta ancora molto sullo sviluppo immobiliare, spiega il sindaco, ma «integrando seriamente servizi e verde». Sull’Ecopass, tantissime polemiche dopo, rifarebbe «tutto», rivendicando dati di miglioramento. Forse un po’ inospitale resta, però, se è una città che attrae poco gli stranieri e anzi allontana i residenti. «Proprio pensando a queste categorie puntiamo molto sull’housing sociale», altra parola che attraversa Milano da un po’ di anni. Peraltro, Milano, ha appena approvato il nuovo piano di governo del territorio (Pgt). «Dopo trent’anni ci siamo dotati di uno strumento nuovo, che rimette al centro la capacità di indirizzo della politica, che decide quali funzioni vanno dove».

Sul wi-fi, una delle cose su cui Milano in effetti non sembra ancora al passo con l’Europa che conta, spiega che «le ventotto biblioteche comunali hanno già tutte il wi-fi, e che presto anche tutte le scuole pubbliche» avranno internet senza fili. «Avrete visto anche voi che il wi-fi sperimentale è molto veloce», ed è vero, ma avendo sede a Lambrate ci sentiamo un po’ esclusi dai privilegi del centro… «Cresciamo un pezzo alla volta, come si deve fare con questa tecnologia».
Siamo stata, in realtà, la prima città pressochè integralmente provvista di fibra ottica, quella su cui corre “internet veloce”. La società che l’ha fatto, Metroweb, era di Aem, controllata dal Comune, ma è stata ceduta a un fondo inglese proprio all’inizio del governo cittadino di Letizia Moratti, per “meglio procedere” verso la nascita di A2A. Qualche rimpianto, visto che ora Metroweb è di nuovo in vendita e ad un prezzo molto molto migliore? «Col senno di poi tante cose si farebbero meglio. Ma meglio è nemico del bene».  

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