Esperia, Doris non vende ma Mediolanum corre

Esperia, Doris non vende ma Mediolanum corre

Tutto come prima. Per ora, Banca Esperia rimane una joint venture paritetica tra Mediobanca e Mediolanum. Questa mattina, il Messaggero aveva riportato la voce di un interessamento di Julius Bär, storica private bank elvetica, per la quota detenuta da Ennio Doris. Da Zurigo, in una nota diramata nel primo pomeriggio, conferma di aver avuto degli incontri preliminari ma afferma che, allo stato dell’arte, i negoziati si sono interrotti. Verosimilmente per via del prezzo a cui il banchiere era disposto a vendere: 200 milioni di euro.

Numeri che da tempo sono nei pensieri di Doris, il padre fondatore, nel 1995, del Gruppo Mediolanum. Secondo quanto risulta a Linkiesta, il padovano amico di Berlusconi pensa alla cessione di Esperia, a quella cifra, da almeno un anno, non facendone mistero in alcuni incontri con analisti e operatori di Piazza Affari. Aggiungendo, tuttavia, che proprio per questo, una trattativa con potenziali compratori sarebbe stata piuttosto complicata.
Guardando ai numeri dell’ultimo bilancio al 31 dicembre 2010, la boutique nata nel 2001 con sede in Piazzetta Bossi (a due passi da Mediobanca) ha registrato – il riferimento è al 50% in mano a Mediolanum – un utile netto di di 700mila euro, con una raccolta netta in calo del 39% sullo stesso periodo del 2009 a quota 1,3 miliardi di euro e patrimonio amministrato in aumento a 12 miliardi di euro. Sul bilancio si legge inoltre che «la perizia emessa da un esperto indipendente lo scorso mese di maggio (2010, ndr) riportava un valore unitario di 8,29 euro per azione. Rispetto al valore di carico iscritto in bilancio al 31 dicembre 2010, pari a 2,345 euro per azione, anche in tal caso non si ravvisano le condizioni per rilevare perdite durevoli di valore dell’investimento in esame». Il valore di Esperia iscritto sul bilancio di Mediolanum è pari a 57 milioni di euro, dunque gli elvetici dovrebbero sborsare poco meno del quadruplo per aggiudicarsela. Complessivamente i dati di Equita sim confermano per Esperia un patrimonio netto di 114 milioni di euro, 1,4 milioni di euro di utile e 12 miliardi di masse gestite.

Gli analisti ripetono come un mantra che la banca di cui il Premier è azionista di riferimento è focalizzata principalmente sul retail, più che sul risparmio gestito di alto livello, segmento che è invece il punto di riferimento di Mediobanca. Per questo, l’istituto di Piazzetta Bossi ha chiuso la seduta odierna in grande spolvero, a +3,17% in un contesto positivo (Ftse Mib +1,47%), con volumi pari a 12 milioni di euro scambiati, il triplo rispetto a ieri.
Non solo. Come riportato nei giorni scorsi dal Fatto, l’Agenzia delle Entrate ha contestato 134 milioni di euro di contributi sottratti al Fisco tra il 2005 e il 2006 e altri 121 milioni di euro tra il 2006 e il 2009, imponibili ai fondi della banca domiciliati in Irlanda. Su Esperia, invece, pesa l’inchiesta aperta un anno fa dalla procura di Milano in merito a 14mila clienti portati in dote alla banca milanese da un ex manager Ubs. 

In Piazzetta Cuccia si ritiene che la mossa del partner Mediolanum sia un ballon d’essai, ma resta il fatto che 200 milioni di euro è un prezzo fuori mercato. Tuttavia, alcuni analisti spiegano che – per Mediobanca – mantenere una quota rilevante, 50% o più, affiancata da un partner di peso come Julius Bär, maggiormente focalizzato sul suo business. L’istituto con sede a Zurigo ha chiuso il 2010 con un utile netto di 504 milioni di franchi svizzeri (+6% sul 2009) – circa 427 milioni di euro – asset under management pari a 170 miliardi di franchi (134 miliardi di euro) e raccolta netta pari a 9 miliardi di franchi (7,1 miliardi di euro, +6% sul 2009). Sebbene, come si evince dai numeri di cui sopra, la banca elvetica abbia soldi da spendere, l’obiezione sui 200 milioni di euro su cui Doris si è impuntato rimane. Da notare che lo scorso aprile, prima volta in Svizzera, Julius Bär, ha siglato un accordo transattivo da 50 milioni di euro con le autorità finanziarie tedesche in seguito all’apertura di un’indagine per evasione fiscale, fornendo spontaneamente i nominativi dei cittadini residenti in Germania titolari di conti presso la banca. 

Domani è prevista l’assemblea dei soci di Piazzetta Cuccia per approvare i conti relativi ai primi tre mesi del 2011. Un’occasione in cui si capirà meglio se la pista elvetica per Mediolanum verrà presa sul serio o meno da Nagel e Pagliaro.  

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