Il Pdl fa male alla Lega, perfino a Varese

Il Pdl fa male alla Lega, perfino a Varese

«A Gallarate voterei sicuramente Pd». La mattina dopo le elezioni, il sindaco della Lega Nord di Varese Attilio Fontana rilascia una dichiarazione che dà la misura dell’irritazione per l’esito delle amministrative nella Provincia culla del Carroccio. A Gallarate (città a due passi dall’aeroporto di Malpensa) si è consumata la rottura tra gli alleati di Governo e a perdere è stata proprio la Lega che ha visto escluso dal ballottaggio la propria candidata Giovanna Bianchi sorpassata da Massimo Bossi (Pdl) che al ballottaggio sfiderà il candidato del centrosinistra. Ma a venti chilometri, nel capoluogo Varese, ad innervosire è stata la mancata elezione al primo turno di Fontana.

Proprio nella città-vetrina della Padania di Umberto Bossi, Roberto Maroni e Giancarlo Giorgetti che qui decidono candidati, sindaci e presidenti di Provincia. Mai successo da quando c’è l’elezione diretta del sindaco (1993) che il candidato della Lega Nord non vinca al primo turno: Attilio Fontana (sostenuto da Pdl e Lega) si è fermato al 49,36% mentre il candidato del centrosinistra Luisa Oprandi ha raggiunto il 30,25 per cento. Uno scarto che non fa certo festeggiare il Pd e alleati (12.340 la somma dei voti su oltre 42mila votanti) ma che costringe al doppio turno e lo strascico di accuse reciproche tra Pdl e Lega Nord. Confrontando i dati con l’elezione del 2006, quando Fontana era passato al primo turno con quasi il 59% di preferenze, il Pdl ha perso oltre 3600 voti mentre la Lega Nord ha aumentando i consensi raggiungendo gli alleati con oltre il 24 per cento. Certo mancano gli elettori di Fini che insieme all’Udc e Partito Repubblicano hanno rosicchiato quasi il 7% dei consensi, ma il crollo del consenso del centrodestra è vistoso.


«Manca un pezzo voti di area laica del Pdl, i moderati di centro» commentavano i consiglieri ex di Forza Italia al Comune di Varese durante lo spoglio, mentre i candidati di area ciellina hanno fatto il pieno: sei consiglieri comunali eletti su sette. Dopo il ballottaggio e la probabile elezione di Fontana saliranno a 10 i consiglieri azzurri e 9 quelli con il fazzoletto verde. «La Lega è diventata esattamente come ogni altro partito – dice Angelo Zappoli, consigliere Sel uscente – e al proprio interno ha le correnti che decidono i propri uomini e alleanze. A Varese è evidente che gli alleati del Carroccio sono i ciellini del Pdl». Con giochi di potere e sfiducia degli elettori per le guerre tra i ras locali che si contendono le poltrone lasciando la città condannata all’immobilismo: dopo 5 anni il Piano di Governo del Territorio è ancora fermo al palo. Un problema in più per Fontana, avvocato e vicepresidente del cda di Fiera Milano spa, ex presidente del consiglio regionale della Lombardia, che nella città giardino era stato fortemente voluto dallo stato maggiore della Lega Nord dopo la figuraccia del precedente primo cittadino.

Il compagno di partito Aldo Fumagalli è stato costretto a lasciare il Comune nel 2005 dopo l’accusa (e il rinvio a giudizio lo scorso mese) per concussione e peculato. Secondo la Procura l’ex sindaco usava la macchina di servizio con tanto di autista per suo vantaggio personale e per viaggi di piacere accompagnato da alcune ragazze romene. Sono cinque le ragazze identificate, all’epoca dei fatti extracomunitarie. Uno smacco e sei mesi di commissario che però non ha scalfito lo zoccolo duro dell’elettorato di centrodestra per una città che dopo Tangentopoli si è consegnata direttamente dalla Dc al Carroccio.

Ma l’aspetto politico si intreccia con quello economico: la municipalizzata varesina Aspem che gestisce i servizi di igiene ambientale, distribuzione di acqua e gas è la gallina dalle uova d’oro (il bilancio 2009 è stato chiuso con oltre 6 milioni di euro di utili) e nelle intenzioni dei vertici del Pdl provinciali andava fusa in un’unica società e passare sotto il controllo del potente Nino Caianiello, ex presidente e ora direttore generale della Azienda Multiservizi Comunali spa di Gallarate (Amsc in perdita nel 2008 di oltre 1 milione di euro) che è anche vicecoordinatore del Partito della Libertà per la provincia di Varese. Nel 2008 però il Comune ha deciso di cedere alla multiutility milanese A2A il controllo di Aspem ricevendo in cambio azioni che garantiscono oltre 2 milioni di euro di introiti all’anno per le casse comunali e il successo politico dell’acqua come bene pubblico per il Carroccio. Una differenza di vedute tra leghisti di Varese e pidiellini di Gallarate più volte rimarcata e diventata slogan per la campagna elettorale di Giovanna Bianchi: «Amsc perde milioni di euro. E ai gallaratesi resterà soltanto il buco».

michele.sasso@linkiesta.it

 

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