La Lega perde le roccaforti di Gallarate e Novara

La Lega perde le roccaforti di Gallarate e Novara

Il futuro della Lega Nord passa per la provincia di Varese. Nel territorio-simbolo dello stato maggiore di Bossi, Maroni e Giorgetti dove si autocelebra la buona amministrazione, la Lega perde la città di Gallarate, il paesone di Malnate e tiene nel capoluogo Varese dove Attilio Fontana viene riconfermato con qualche affanno. A due passi dall’aeroporto di Malpensa, la spaccatura Pdl-Lega a Gallarate ha portato alla vittoria il candidato del centrosinistra Edoardo Guenzani con il 54,9% delle preferenze.

Molti i demeriti per la coalizione di governo che si è scontrata sulla legalità e la gestione delle multiutility fino alle decisione per il Carroccio di correre da solo e calare un big come la consigliera Rai Giovanna Bianchi. Ma nulla da fare: esclusa dal ballottaggio e strada spianata per il candidato del Pd Guenzani. Dietro una lotta di poltrone e di interessi per le municipalizzate della zona che si ora si complica ulteriormente con lo spoil system del centrosinistra.

A pochi chilometri nel capoluogo Varese, il sindaco leghista uscente Attilio Fontana è stato riconfermato con il 53.89%, ma per la prima volta è andato al ballottaggio con un candidato di centrosinistra, l’insegnante Luisa Oprandi. Qui un altro big come presidente di Sel Nichi Vendola ha sostenuto la campagna del centrosinistra (visitando la città per due volte) che non governa dai tempi di Tangentopoli. E qui gli uomini del Carroccio impongono il sindaco, i consiglieri e il presidente della Provincia: per la quinta volta hanno indicato il primo cittadino.

Un altro dispiacere è arrivato dal vicino paese di Malnate (15mila abitanti) dove il giovane candidato di centrosinistra Samuele Astuti ha staccato la candidata leghista Elisabetta Sofia raggiungendo il 64% di preferenze, percentuali bulgare fino a due anni fa erano il segno distintivo del centrodestra.

Nella confinante Novara un durissimo colpo per il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota. Dopo dieci anni di governo leghista Novara, città in cui risiede e che ha costituito il suo «fortino» politico, cade nelle mani del centrosinistra con un risultato sorprendente ai ballottaggi: Andrea Ballarè, appoggiato da Pd, Sel, Prc e Pensionati e Invalidi, vince con il 52,9 per cento delle preferenze sul candidato del centrodestra Mauro Franzinelli, fermo al 47,1%, sostenuto anche da Pdl e da una lista civica e scelto da Cota in persona.

L’ultimo schiaffo elettorale nell’hinterland milanese, dove nella cittadina di Rho (sede della Fiera di Milano e dell’Expo 2015) il candidato leghista e conduttore di Radio Padania Fabrizio Cecchetti (consigliere regionale in carica) ha perso di misura contro Pietro Romano: 50,8% a 49,2%. Il motto di Cecchetti: «Nessuna alleanza col Pdl dei cementificatori».

michele.sasso@linkiesta.it

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