Caro Sofri, a Napoli gli angeli della monnezza ci sono già

Caro Sofri, a Napoli gli angeli della monnezza ci sono già

NAPOLI – Gli angeli della monnezza in un paradiso abitato da diavoli? Adriano Sofri su Repubblica lancia l’appello alla solidarietà nazionale, rievocando l’alluvione di Firenze nel ’66. Ma se la catastrofe toscana ebbe i volontari, la malattia campana ha generato al suo interno gli anticorpi. Non si vedono e fanno fatica, ma stanno combattendo la loro battaglia.

Assocazioni, comitati, singoli cittadini: nella città anarchica degli individualismi molti vogliono fare la loro parte. La gente dei Quartieri Spagnoli, dopo la rivolta popolare a causa dei cumuli di immondizia, ha iniziato una sorta di autoregolamentazione: teli sui cassonetti fino alle otto di sera e, solo dopo, il via libera per gettare i sacchetti, così non si riempiono già dalla mattina. Al rione Sanità le donne dei “bassi” sono come sentinelle della spazzatura: chi tenta di gettare divani, frigoriferi, televisori, in barba ad ogni norma, viene costretto a fare dietrofront.

Costretto, sostanzialmente con le buone. Spuntano come funghi i cartelli artigianali con gli avvisi di non gettare spazzatura. Via Foria, oggi: «Avviso del sindaco, multa di 500 euro». Al Vomero e a Chiaia, i quartieri del “salotto buono”, l’impennata di denunce, soprattutto contro quei commercianti che non rispettano le regole, è forte. A ciò si aggiungono iniziative più strutturate e ambiziose, come «CleaNap». Si tratta di un gruppo di cittadini «accomunati dall’amore per Napoli e dalla voglia di non stare più a guardare». Guidati da una studentessa, Emiliana Mellone, gli attivisti hanno ripulito alcune piazzette del centro antico. Hanno cominciato l’11 giugno in piazza Bellini e hanno proseguito domenica scorsa in un’altra piazza del centro storico. Convocazioni via mail o Facebook, tanta buona volontà e olio di gomito, gli angeli del sacchetto non devono arrivare dal Nord: parlano napoletano. «Stiamo cercando di fare qualcosa di concreto – spiega Emiliana – e allo stesso tempo di sensibilizzare i nostri concittadini».

Ma ci vorrà ben oltre questo “paradiso civico” per risollevare una città parzialmente ripulita ma pronta a sprofondare nuovamente nel baratro. Angeli o no, l’immondizia non sparisce e i siti di stoccaggio che hanno arginato la catastrofe sono quasi saturi, occorre un provvedimento strutturale. Il decreto promesso dal governo è ancora al palo: la Lega Nord vuole che la spazzatura partenopea non valichi la linea del Garigliano.

L’Unione Europea sta a guardare, pronta per una nuova procedura procedura d’infrazione contro l’Italia. Lo conferma il commissario Ue all’ambiente Janez Potocnik: «Guardando le immagini dei media e la lettura delle notizie, sono molto preoccupato del fatto che così pochi progressi sono stati compiuti dal 2007, quando la Commissione europea è stata obbligata ad aprire una procedura di infrazione contro la Repubblica italiana. A meno che la situazione non cambi per tempo, questo potrebbe portare – ha proseguito – a sanzioni pecuniarie all’Italia da parte della Corte europea di giustizia». Ieri attivisti partenopei a Roma hanno gettato sacchi di immondizia davanti Montecitorio. Stessa tattica adottata dalla Lega Nord in una delle regioni che potrebbe aiutare la Campania, l’Emilia Romagna: spazzatura gettata dai leghisti del Consiglio regionale romagnolo a mo’ di promemoria sul no all’aiuto per Napoli. La Lombardia ha già detto no, idem il Friuli Venezia Giulia. Vendola e la sua Puglia si dicono disponibili ad aiutare la Campania a patto che si dichiari un nuovo stato d’emergenza.

Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, indagato per epidemia colposa, conferma che l’Ente si terrà fuori da tutti i tavoli istituzionali fin quando non arrivernano risposte da Roma: «La decisione nasce non per voler stare fuori dalle responsabilità ma per andare ad individuare le responsabilità».

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (qui in un video incontra i dipendenti dell’azienda che raccoglie i rifiuti e guida persino il camion dell’Immondizia) è ancora per il muro contro muro: «Non voglio l’elemosina dei leghisti» dice. Però il sindaco non rinuncia allo show: ieri mattina dopo il sopralluogo all’Asia, l’azienda di igiene urbana partenopea (che sarà rifinanziata con un aumento di capitale di 43 milioni di euro) il primo cittadino è salito su uno dei camion della spazzatura e si è messo al volante.

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