E in 40 mila chiedono alla Rai: "Ridacci il canone"

E in 40 mila chiedono alla Rai: “Ridacci il canone”

Altroconsumo vs Rai. L’associazione di consumatori (e rivista specializzata del settore con oltre 300mila soci) ha raccolto oltre 40mila adesione ad un’azione contro la Tv di stato. Promuovendo una class action per «inadeguata fornitura del servizio pubblico d’informazione nel corso del 2010, disattendendo così gli impegni assunti attraverso il contratto di servizio e imposti dalla disciplina sulla par condicio». Forte di questa tesi ha preparato i documenti e presentato ricorso al Tribunale di Roma già lo scorso luglio; quasi un anno dopo arriva la prima udienza fissata il 22 giugno. In questa data si discuterà l’ammissibilità mentre le adesioni continuano ad arrivare: nell’ultimo mese raddoppiate fino a quota 41.069.

Con l’azione collettiva Altroconsumo chiede «il risarcimento del danno, stimato sui 500 euro a testa, subito dagli utenti che pur pagando il canone non hanno potuto fruire di un’informazione obiettiva, imparziale e equilibrata». Nel mirino dell’associazione guidata da Paolo Martinello i comportamenti poco rispettosi della pluralità dell’informazione e nel corso del 2010, la Rai non ha rispettato gli obblighi di realizzare un’informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata assunti attraverso il contratto di servizio pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.

«Le ragioni che ci hanno portato a fare questa class action – spiega Marco Pierani di Altroconsumo – sono assolutamente apolitiche e riguardano prima di tutto l’articolo 21 della costituzione, una questione al di sopra della politica». Ma coinvolta direttamente dalla politica: abbiamo una «serie di violazioni macroscopiche del contratto di servizio nel corso del 2010: prima di tutto l’oscuramento prima delle elezioni regionali dei talk show di informazione» secondo Pierani. Dopo un anno a conferma delle tesi dell’associazione di consumatori arrivano anche le multe dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

In campagna elettorale a ridosso delle ultime elezioni amministrative di maggio c’è stata una violazione della par condicio, secondo l’Authority che ha sanzionato la Rai per il Tg1 (258.230 euro, la misura massima prevista dalla legge in quanto recidiva) e Tg2 (100mila euro) che hanno trasmesso in prime time le discusse interviste al premier, concedendogli uno spazio televisivo complessivo pari al triplo di quanto riservato a tutti gli altri leader politici messi insieme. Ma non è tutto: c’è anche un’altra class action legata alla prima che riguarda la fruizione della programmazione sulla piattaforma satellitare gratuita italiana Tivùsat, attraverso smart card a pagamento mentre l’offerta dovrebbe essere fruibile senza alcun costo aggiuntivo rispetto al canone. Un servizio messo a pagamento dalla Rai (con costi che variano dai 12 a 21, 60 euro) mentre Altroconsumo ritiene che ci sia una lesione contrattuale: Viale Mazzini è obbligata, come concessionaria pubblica, a veicolare il suo canale in tutti i luoghi d’Italia, anche sulle piattaforme a pagamento e l’unico costo è il canone televisivo. Da queste tesi le motivazioni per un’azione collettiva come risarcimento del danno subito dagli utenti che hanno pagato 109 euro di quota all’abbonamento Rai per il 2010.


michele.sasso@linkiesta.it