E ora il contagio greco sfiora l’Italia

E ora il contagio greco sfiora l’Italia

I mercati finanziari iniziano a percepire il contagio della crisi greca per l’Italia. In una giornata di sofferenza per tutte le piazze europee, Milano è stata una delle peggiori. Trainato al ribasso dai titoli bancari e assicurativi, l’indice Ftse/Mib ha ceduto 2,73 punti percentuali. Ma a peggiorare. la situazione, almeno per l’Italia, ci ha pensato anche il differenziale fra i titoli di Stato italiani e i bund tedeschi, ampliatosi fino al suo massimo storico, 205 punti base. Man mano che si avvicina il momento decisivo per il futuro di Atene, aumentano i rischi sistemici per la zona euro. Con essi, lo scenario diventa più incerto per Roma e Madrid. Pochi istanti fa, inoltre, l’agenzia di rating ha posto sotto osservazione per un possibile declassamento 16 banche italiane, tra cui UniCredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi, Ubi, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare.

In un’eurozona sembra più in sofferenza, l’Italia è stata oggi una delle peggiori. Secondo un rapporto di Barclays di alcuni giorni fa, l’eventuale contagio del nostro Paese rispetto alla crisi ellenica non è più solamente una chimera. La banca britannica fissava in 200 punti base di spread fra Btp e bund uno dei primi punti di rottura per un avvitamento della situazione italiana. Nella percezione degli investitori sono due gli elementi di criticità che stanno aumentando il rischio intrinseco dell’Italia. Il debito pubblico, oltre quota 1.890 miliardi di euro, rimane la questione più importante. Ma sarà fondamentale, per i mercati, comprendere in che modo sarà articolata la manovra economica che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, si appresta a varare. Secondo la Banca d’Italia sarà necessaria una correzione di bilancio di 40 miliardi di euro, ma fra Bruxelles e il Lussemburgo, dove ha sede l’Eurostat, si parla già di 60 miliardi per evitare la spirale endemica in stile ellenico. Lo stesso calcolo compiuto da Confindustria.

Il risultato è stato una giornata particolarmente ostica. Pochi giorni fa una ricerca di Lombard Street research ha evidenziato che l’Italia potrebbe risentire più velocemente della Spagna del contagio. «Le nostra percezione è che siano troppe le incertezze della crescita economica italiana, senza contare che il Paese ha bisogno di riforme strutturali per continuare a competere sul piano degli altri Stati membri», ha spiegato la casa d’affari londinese.

Come per il mercato obbligazionario, anche quello dei derivati di protezione è stato sotto pressione. I Credit default swap (Cds) sull’Italia, cioè gli strumenti finanziari che assicurano un investitore contro il fallimento di un asset, hanno avuto un sensibile incremento intraday. Alle 17:30 italiane l’aumento era di 20 punti base, fino a superare 200 punti base, la seconda performance peggiore nell’eurozona dopo quella del Belgio. Il prezzo dei Cds si sta quindi avvicinando al massimo storico, toccato nei giorni più bui di Atene. La tendenza, secondo Goldman Sachs, è al rialzo. «Di pari passo con l’aumento del rischio di Grecia, Irlanda e Portogallo, per Spagna e Italia si sta verificando un effetto di deterioramento della nostra visione congiunturale», ha scritto in una nota la banca statunitense.

A soffrire non è stata solo l’Italia. L’indice Markit iTraxx SovX Western Europe, che calcola il valore dei 15 Cds sui debiti sovrani più importanti, ha oltrepassato quota 240 punti base, un livello mai toccato prima. La tendenza al rialzo dei prezzi di questi strumenti ha la sua determinazione con il perdurare delle incertezze sui Paesi dell’Europa periferica, quindi Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia. Per la prima volta Lisbona ha sorpassato gli 800 punti base sul mercato dei Cds, mentre Madrid è tornata sopra i 300 punti.

Intanto, in Grecia continuano le discussioni fra maggioranza e opposizione sulle misure di austerity. Il premier George Papandreou continua a fornire garanzie all’Unione europea in merito al processo di consolidamento dei conti pubblici in grado di sbloccare la quinta tranche di aiuti, 12 miliardi di euro, utili per rifinanziare parte del debito in scadenza fra poco. Inoltre, continuano le trattative fra le banche europee e il Governo ellenico per il rollover, la sostituzione dei bond arrivati a fine vita con altri di nuova emissione, ma a condizioni differenti. La Germania preme affinché l’Ue permetta un intervento negoziale anche dei creditori di Atene e l’impressione degli operatori è che alla fine la spunterà Berlino.

fabrizio.goria@linkiesta.it

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