Il ritorno di Danilo Coppola, Er Cash sbarca sul web

Il ritorno di Danilo Coppola, Er Cash sbarca sul web

“A volte ritornano”. No, non si tratta di De Mita che detta a Casini la linea politica, né di Veltroni che si ripropone con la sua ultima fatica letteraria. Stavolta chi torna è uno dei volti più noti della finanza italiana: Danilo Coppola. Protagonista di un’estate, quella del 2005, in cui i giornali triplicarono le copie pubblicando le intercettazioni sulla scalata dei “furbetti del quartierino” (Ricucci & c). Coppola ritorna e lo fa con un sito web (on line da ieri sera) dove racconta la sua storia e la sua vicenda giudiziaria.

Nella sezione “il senso di questo sito” – e, accidenti, che si ponga la domanda da solo e ritenga di darci una spiegazione non è poca cosa, di questi tempi – si legge: «L’obiettivo di questo sito personale è di offrire a tutti coloro che sono interessati alla mia vicenda – ma anche alla stampa e agli addetti ai lavori – la mia storia personale e professionale, la verità sulla mia attività imprenditoriale e sulla mia vicenda umana. Si è scritto molto su di me, forse troppo e troppo spesso con modalità che hanno trasceso il semplice dovere di informazione, lasciando però al cittadino comune una mia immagine falsa e distorta».

«Nella sezione Diario ho cercato di raccontare in nove punti la vicenda che ho vissuto in questi ultimi anni; questo sito, che verrà periodicamente aggiornato, contiene anche atti e documenti che approfondiscono in dettaglio la vicenda e, in un certo senso, anticipa anche un libro che sarà pubblicato nei prossimi mesi».

Nel 2005 – non ancora quarantenne – era ricco, potente, famoso, con una poltrona nel cda di Mediobanca nel mirino e 3500 milioni di euro di patrimonio tra proprietà immobiliari e azioni. Poi l’uragano mediatico e giudiziario che lo spazzò via: l’accusa di bancarotta, la sentenza in primo grado con una pena di sei anni da scontare, il carcere, perfino l’evasione, nel dicembre 2007, per rilasciare un’intervista in cui spiegava le sue ragioni a Sky tg 24.

In un’intervista ad A diceva: «Ho ricalibrato la mia vita, ho eliminato il superfluo, ho venduto i due yacht… Mi è rimasto l’aereo, il Falcon 900. È mio e vola. Ma venderò anche quello: devo finire di saldare l’Agenzia delle Entrate. Ancora quaranta milioni, poi Danilo Coppola non dovrà più un euro a nessuno e comunque ai miei 300 dipendenti ho sempre pagato lo stipendio». 

Oggi, in attesa che il Tribunale si pronunci sul suo ricorso in appello, per la sentenza di condanna, “Coppola il vendicatore“, promette di spiegare tutte le sue ragioni. Sotto la sua bio c’è un virgolettato di quelli che si ricordano: «Danilo Coppola impone uno sviluppo accelerato al suo gruppo dirigendolo verso una concezione nuova dell’edilizia». Attendiamo di capire quale sia. 

paola.bacchiddu@linkiesta.it