Tra i due litiganti Formigoni gode

Tra i due litiganti Formigoni gode

Nel quartier generale del Pdl, in viale Monza a Milano, la tensione interna ha raggiunto picchi tali da aver sfiorato la rissa, pochi giorni fa, tra i vertici. Al centro del conflitto le accuse di reciproco fallimento che riempiono i giornali da un po’ di giorni, in una danza di fuoco amico tra provincia e coordinamento del partito, come già raccontato da Linkiesta. Guido Podestà, presidente della Provincia e Mario Mantovani, coordinatore lombardo del pdl scelto personalmente dal Cavaliere, sembrano ormai non risparmiarsi più nessun colpo: se le danno di santa ragione sulle pagine dei giornali (Corriere in testa) rinfacciandosi le responsabilità dello stato attuale del partito. Ma se a un occhio distratto tutto ciò paiono semplici divergenze interne, dietro si nasconde un fortino di potere che parte dalla Lombardia per raggiungere, nel suo viaggio, Roma e il centro del potere.

In gioco vi sono le nomine in Provincia dello zoccolo duro del clan dei La Russa. Non si parla solo del Ministro alla Difesa Ignazio. Il fratello Romano, assessore regionale alla protezione Civile, ha da sistemare un bel bottino di suoi uomini, le cui poltrone sono saltate a Palazzo Marino, dopo la sconfitta morattiana. Marco Ricci, per esempio, ex Responsabile del settore Pubblicità e servizi ambientali del Comune di Milano e avvocato. O Maurizio Cadeo – professione odontoiatra – ed ex assessore al Decoro Urbano. Già silurata la sua candidatura alla presidenza dell’Amsa (l’azienda della nettezza urbana del Comune di Milano, controllata dalla multiutility A2A), ora occupata da Sonia Cantoni – che succede a Sergio Galimberti – è ora in cerca di un consiglio di amministrazione in cui sedersi.

Sembra più debole, invece, il fortino di Podestà. Il presidente della Provincia può contare su due consiglieri seduti a palazzo Marino: il giovane Pietro Tatarella – eletto alle ultime amministrative con quasi 2mila preferenze, già consigliere di Zona (Baggio) e coordinatore cittadino della Giovane Italia – e l’ex assessore alle Aree cittadine Andrea Mascaretti, che ha fortemente voluto alla presidenza del BIC La Fucina (40mila euro l’anno) e amministratore delegato di Milano Metropoli (emolumento:140mila euro l’anno). Cumulo di cariche denunciato in passato da Filippo Penati e che non sarebbe consentito dalle nuove prescrizioni dettate da Mantovani, dopo la disfatta elettorale: veto assoluto di occupare più poltrone.

Mantovani può invece contare, nel Consiglio Comunale, su Giulio Gallera e Armando Vagliati. Il primo è l’ex capogruppo del partito a palazzo Marino – incarico che occupa ancora, seppure ad interim, dopo un braccio di ferro con la candidatura di Masseroli, firmata da 7 consiglieri pdl, e sfumata in zona Cesarini – il secondo, eletto dopo che Berlusconi (capolista) ha rinunciato alla sua poltrona da consigliere, è dal 2002 Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Adolfo Pini e, dal 2007, Presidente della Commissione Speciale Occupazioni Abusive delle Case Popolari.

Nel turbinio di queste lotte intestine sembra guadagnarci solo un’area: CL. Compatta e operosa, la corrente ciellina procede forte dei propri obiettivi raggiunti nella scorsa giunta, come il piano di governo del territorio, creatura dell’ex assessore Carlo Masseroli, ora portavoce in comune del partito, in ticket con Gallera. Tanto che il governatore Formigoni ha oggi convocato in Regione i due litiganti Mantovani e Podestà per trovare una mediazione. In serata erano attesi nell’abitazione privata di Ignazio La Russa, a Milano, per un vertice in cui fosse possibile trovare un accordo, vertice poi rimandato, come ha informato Podestà stesso, minimizzando i conflitti interni e smentendo, in parte, le polemiche che aveva alimentato negli ultimi giorni, sui quotidiani: «Non si deve parlare di polemiche, tra me e Mantovani, questo discorso tra noi si risolve affrontando a tu per tu i temi che esistono, abbiamo la necessità di capire perché è mancata una reazione positiva alle scorse elezioni cosa che faremo anche al consiglio nazionale venerdì e poi, naturalmente, ognuno ha le sue responsabilità». 

paola.bacchiddu@linkiesta.it

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