E la legge “allunga processo” arriva in Senato

E la legge “allunga processo” arriva in Senato

Arriva in Senato il disegno di legge sul processo lungo. Subito dopo aver approvato il decreto di rifinanziamento delle missioni all’estero, stamattina Palazzo Madama ha iniziato l’esame dell’ennesima legge in materia di giustizia, processi e tribunali.

Approvato lo scorso febbraio dalla Camera, il provvedimento che porta la firma della leghista Carolina Lussana era nato per rendere inapplicabile il giudizio abbreviato (che prevede sconti di pena in cambio di una rinuncia a garanzie processuali, con conseguente accorciamento sensibile dei tempi) nei reati punibili con la pena dell’ergastolo. Nei mesi scorsi, però, la commissione Giustizia del Senato ne ha modificato sostanzialmente il contenuto. Con una serie di emendamenti, i senatori della maggioranza hanno aggiunto due importanti modifiche al codice di procedura penale: la possibilità, per la difesa, di aumentare a dismisura il numero dei testimoni e il divieto di utilizzare ai fini della prova fatti già accertati con sentenze definitive in altri procedimenti.

In particolare quest’ultima modifica – stando alle accuse delle opposizioni – avrebbe gravi conseguenze per il processo Mills in cui il presidente del Consiglio è imputato per corruzione. Se il provvedimento all’esame del Senato venisse approvato definitivamente, infatti, la condanna già a carico dell’avvocato inglese non potrà essere considerata un elemento di prova.

Il Pd insorge: «È un provvedimento impopolare che serve solo a dare il tempo necessario al premier per arrivare alla prescrizione dei suoi processi», ha spiegato il capogruppo Anna Finocchiaro. Ieri sera le opposizioni hanno chiesto di anticipare l’esame del decreto sui rimpatri degli immigrati irregolari. Ma i tentativi di modificare il calendario dei lavori sono risultati vani. Colpa di un errore dello stesso Pd: la scorsa settimana, infatti, la conferenza dei capigruppo aveva votato all’unanimità l’inserimento della “allunga processi” nel calendario. E come ha spiegato ieri il presidente di Palazzo Madama Renato Schifani, le decisioni prese all’unanimità dalla capigruppo non possono essere rimesse in discussione da un voto dell’aula. L’opposizione tenta, così, la carta dell’ostruzionismo. Stamattina sono state presentate oltre dieci pregiudiziali di costituzionalità. Un espediente per allungare i tempi del dibattimento e posticipare il voto finale del Senato.

Il disegno di legge “allunga processi”, intanto, potrebbe essere ancora modificato. Nel Pdl si discute sulla possibilità di integrare il provvedimento con una norma finalizzata a sospendere i procedimenti penali per i quali è già stato sollevato un conflitto di attribuzione fra poteri. Un provvedimento “salva-Ruby”, come lo ha già ribattezzato la stampa. Che consentirebbe la sospensione del processo in cui il premier Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile.  

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