I Bot tirano ancora e Piazza Affari respira

I Bot tirano ancora e Piazza Affari respira

Alla fine, Piazza Affari ha tirato il fiato, chiudendo in nero a più 1,18% dopo un’altra giornata di paura e delirio, iniziata con vendite pesantissime sul comparto bancario. Prima di metà seduta, infatti, UniCredit, Generali, Banca Popolare di Milano, Erg e altri titoli sono sono ripetutamente finiti in asta di volatilità per eccesso di ribasso, per poi venire riammessi alle quotazioni. Uno scenario che non prometteva nulla di buono, a poche ore dall’asta dei Bot a dodici mesi, prevista per le 11.00. 

Proprio l’esito positivo dell’emissione odierna, in cui sono stati sottoscritti 6,75 miliardi di euro con rendimenti in aumento al 3,67% dal 2,147% dell’asta precedente, anche grazie alla longa manus dell’istituto di Francoforte, ha ridato morale agli investitori, che hanno ripreso ad acquistare massicciamente titoli sul comparto bancario. Risultato: un mini rimbalzo del Ftse Mib, che ha cancellato le perdite subite nel corso delle negoziazioni mattutine portandosi sulla parità intorno alle 12.00. La risalita del listino è stata oltremodo accelerata dal peso significativo del comparto bancario, che detiene una grossa fetta del debito pubblico nazionale, ma anche dal ritorno in Italia di Giulio Tremonti, presente oggi a Bruxelles al vertice Ecofin, «per chiudere il bilancio dell’Italia». 

Nel primo pomeriggio, ha finalmente parlato Silvio Berlusconi, che ha richiamato l’unità nazionale contro gli speculatori annunciando l’accelerazione dell’iter parlamentare di approvazione della manovra, che dovrebbe sbarcare in Senato giovedì per poi venire approvata domenica, giusto in tempo per una nuova settimana di contrattazioni. 

Secondo un’analisi del Wall Street Journal, l’alta percentuale del debito detenuta a livello domestico renderebbe più sicura la tenuta del Paese rispetto alla Spagna, ugualmente colpita dalle vendite in questi giorni. Il vero problema dell’Italia, sottolinea Credit Suisse in un report, è la correlazione tra la fragilità politica e la mancanza di una soluzione europea alla crisi ellenica. L’uscita dall’impasse, per l’Italia, avverrà soltanto quando le difficoltà dell’Eurozona saranno risolte. Cosa che, per gli analisti della banca elvetica, non sembra così vicina. 

Nonostante tutto, oggi, Piazza Affari ha chiuso in positivo, ma assomiglia più a una tregua prima della tempesta, che a un’inversione di rotta. L’appuntamento cruciale è per giovedì, quando si riunirà nuovamente l’Ecofin per discutere del futuro di Atene, ma soprattutto andrà in scena una nuova asta di Btp a cinque e dieci anni. È quello il vero test della settimana per capire quanto Roma è vicina ad Atene.

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